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Fragile: A Ghost Story

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Il Mercy Falls Children Hospital, sta per essere demolito dopo circa cento anni di attività, ma un incidente ferroviario ne costringe l'apertura prolungata. Nell'edificio rimane soltanto un gruppo di giovani pazienti, insieme ad una sparuta rappresentanza del personale medico, tutti in attesa di essere trasferiti. In loro supporto viene quindi ingaggiata una giovane infermiera inglese, ma uno strano clima la accoglie in quello strano luogo: i bambini sono nervosi, talvolta inspiegabilmente aggressivi; dei rumori di passi e inquietanti cigolii sembrano provenire dal secondo piano dell'edificio, un'ala sigillata ormai da anni. Esiste poi una leggenda, quella della 'ragazza meccanica', che all'improvviso sembra non essere più solo la protagonista di terrificanti storie di paura: forse fra quei racconti da brivido si cela davvero un pizzico di realtà. Forse anche qualcosa in più.
Con simili premesse e tracce narrative, Fragile sarebbe potuto essere un Signor Film. Nella realtà, purtroppo, si è rivelato una grande promessa mancata. Jaume Balagueró, regista spagnolo dal passato di giornalista e critico cinematografico, aveva già dato prova di avere una certa predilezione per il genere horror a tematica adolescenziale. Nei suoi due lavori precedenti, Nameless e Darkness, i bambini erano protagonisti e vittime allo stesso tempo delle devianze di adulti e genitori, nonché di sette segrete a sfondo mistico-religioso.
Con risultati a dire il vero mediocri.
Sulla stessa linea di condotta il regista spagnolo imbastisce la sua ultima fatica, presentata Fuori Concorso all'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, riscuotendo sbadigli e noia.
L'idea del film, riferisce il regista, è venuta da un ricovero che lui stesso subì all'età di nove anni a causa di una bronchite acuta. Durante la degenza, durata circa sei mesi, strane storie iniziarono a girare tra i giovani pazienti: storie di sofferenze indicibili, di misteriosi delitti, di pianti di ragazze provenienti dall'interno delle pareti ed infermiere fantasma che scivolavano silenziosamente lungo i corridoi. Normale che esperienze del genere segnino profondamente la psiche di un bambino, destinato di conseguenza a trasformarsi in età adulta o in un perfetto serial killer oppure, sublimando tali traumi, in un narratore di favole nere. Balagueró, fortunatamente per la popolazione civile e sfortunatamente per gli amanti del buon cinema, fa parte di quest'ultima categoria.
Il titolo del suo ultimo lavoro, Fragile, fa riferimento alla fragilità delle ossa che si rompevano in maniera scomposta sotto la pressione delle mani di un'infermiera psicopatica, nell'assurdo tentativo di trattenere accanto a sè i suoi giovani pazienti pronti ad essere dimessi. Ma Fragile è anche il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, tematica archetipa del cinema horror, così come 'fragile' è la sceneggiatura i cui snodi narrativi sono tanto scontati quanto meccanici, i dialoghi buttati via come un superfluo e i momenti di maggior tensione (?) sottolineati e talvolta addirittura anticipati da un mixaggio del suono assordante e sleale. Fragile è quel film di paura costretto ad abusare di decibel fuori legge per schizzarti direttamente nei timpani melodie sincopate a base di violini e violoncelli, Fragile è quel film in cui la tensione è affidata alla facile attesa dell'epifania del mostro nascosto nell'oscurità, senza creare quel minimo di affezione al personaggio solitamente affidato ad un minimo di approfondimento psicologico, anche a tinte grosse o grossolane. Nulla di nulla.
Un film costruito a tavolino, senza passione ed anima, prodotto ad uso e consumo di un pubblico che si accontenta, attirato dalla presenza della stellina televisiva Calista Flockhart (Ally McBeal) a cui le atmosfere dark non si addicono per nulla.
L'ambientazione in un vecchio ospedale, potenzialmente carico di aspettative e fonti emozionali (ricorderete The Kingdom di Von Trier), viene desautorato ed anestetizzato da una regia troppo attenta a dare respiro ad una storia che di fiato ne ha assai poco, e a personaggi talmente irritanti che non vale neanche la pena fare il tifo a favore della loro soppressione.
Fragilissimo!

 

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