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eXistenZ

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
eXistenZ 4.00 of 5 1 Vote.
Uno dei migliori film sulla contrapposizione realtà/finzione, uomo/macchina, firmato dal regista della carne per antonomasia, eXistenZ tratta di una programmatrice di videogame, Allegra Geller (Jennifer Jason Leigh) che mette a punto quello che si può considerare il suo capolavoro: eXistenZ, appunto, un gioco dove la persona viene direttamente proiettata all'interno del programma.

Ci troviamo in un futuro imprecisato, dove per giocare è necessario dotarsi di speciali bio-porte, dei fori nella schiena che fungono da connessione ai videogiochi. Ted (Jude Law) è un impiegato che lavora alla società per cui Allegra produce. Ted non ha mai giocato e non possiede una bio-porta. Dopo un tentativo di omicidio (una fazione ribelle protettrice del realismo vuole uccidere Allegra), la programmatrice e l'impiegato si ritrovano in fuga insieme; e se da una parte troviamo una persona ossessionata dal proprio lavoro, legata ai suoi giochi più che a persone in carne ed ossa, dall'altra le si contrappone un ingenuo non-giocatore, che non si schiera mai in modo esplicito né con il realismo né con il gioco. I due si rifugiano dapprima da un meccanico psicopatico (Gus/Willem Dafoe) che impianta una bio-porta difettosa a Ted; in un secondo tempo da un anziano tecnico (Ian Holm) che mette loro a disposizione uno chalet. Finalmente al sicuro, Allegra spinge Ted ad intraprendere una partita ad eXistenZ. Rinchiusi nel mondo virtuale, i due vivono una serie di situazioni videoludiche, fra continui salti dalla finzione alla realtà, ma una domanda aleggia costantemente nell'aria:Chi ci assicura che la realtà sia meglio della fantasia?.

Girato a regola d'arte, condito dalle solite genialità visionarie proprie di Cronenberg, il film crea un senso di squilibrio nello spettatore. L'assecondarsi altalenante della vicenda, la consapevolezza dei due giocatori all'interno del gioco di essere solo dei personaggi, i ripetuti viaggi fra eXistenZ ed il mondo reale, confondono piacevolmente chi guarda. Si può capire quindi lo stato mentale disordinato di Ted, il quale sente sempre più accentuato il distacco dalla realtà e che ha continuo bisogno di materialismo per trovare sicurezza (la stessa sicurezza che però gli riesce così facile ostentare nel gioco). Dal canto suo, Allegra si dedica completamente alla riparazione di una dimensione fasulla, considerando il gioco come metafora della vita, al punto di non esitare quando deve scegliere fra mettere in pericolo la propria o salvare quella del suo gamepad (un vero e proprio esserino vivente), infettato da un virus tanto nel gioco quanto nella realtà.

La fantasia ha dunque conseguenze nel concreto. Sono talmente predominanti le cose che immaginiamo (e che quindi vogliamo realmente) rispetto a quello di cui ci dobbiamo accontentare tutti i giorni, qui, nella nostra noiosa realtà? Il fatto che i Pad siano costruiti, grazie ad una evoluzione artificiale, attraverso anfibi e pesci, e che il giocatore stesso sia l'alimentazione fisica al gioco fa riflettere. La tecnologia è così radicata nelle nostre vite che ormai vive con noi, respira, non è più un mezzo, è un fine. Ma come può esserci una pacifica convivenza fra il rigido schematismo tecnologico e la libera immaginazione? Inoltre, nel gioco, Allegra e Ted sono obbligati a recitare alcune battute preparate appositamente per mandare avanti la partita. Nessuno li costringe, gli viene spontaneo: un pò come accade nella vita reale, quando ci troviamo chiusi in ruoli che sentiamo non-nostri ma che sappiamo di dover recitare perché tutto fili liscio.

Quindi, in conclusione, ciò che immaginiamo è davvero così differente da ciò che abbiamo e viviamo? Al parallelismo fra realtà e finzione, eXistenZ non risponde se non con altre domande (in fondo si tratta di un film, quindi di immaginazione), ma una cosa è certa: andando a considerare il finale mozzafiato ci sarebbero da rivedere tutte le affermazioni fatte in precedenza."

 

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