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Emanuelle e gli Ultimi Cannibali

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Emanuelle e gli Ultimi Cannibali 3.00 of 5 1 Vote.
Emanuelle (Laura Gemser) è una giornalista d'assalto, sempre pronta a realizzare reportage di un certo impegno sociale. Questa volta si trova in un manicomio, per un servizio sulle condizioni di vita dei malati di mente. Una paziente strappa a morsi un seno di un'infermiera e se lo mangia. Scioccata dall'esperienza, Emanuelle indaga sul caso e, partendo dal simbolo tatuato sul corpo della ragazza, scopre che l'origine del mistero si trova in Amazzonia. Intervista il direttore del museo di storia naturale, professor Lester (Gabriele Tinti), per ottenere le informazioni necessarie al suo caso, e partendo dal simbolo giunge alla conclusione che si tratta di un segno appartenuto ad una tribù creduta ormai estinta. Partono insieme per l'Amazzonia, dove incontreranno altri componenti della spedizione che li attendevano, e si addentreranno nella foresta. Qui faranno la conoscenza di Donald e Maggie (Susan Scott), alla ricerca di un tesoro nascosto da qualche parte tra la vegetazione. Insieme si troveranno di fronte a svariati pericoli, da quelli che propone la natura a quelli umani. I secondi si presentano sotto forma di una tribù antropofaga, che farà scempio della spedizione.

Anche D'Amato si lascia tentare dal genere cannibalico e lo fa alla sua maniera, cioè unendo due elementi apparentemente in antitesi tra loro: eros e splatter. è grazie a questa miscela vincente che il film ha venduto bene all'estero, dove ancora oggi è considerato un autentico cult. Nonostante la didascalia iniziale spacci la storia come il resoconto di fatti realmente accaduti, la pellicola è pura fantasia; anche i documentari snuff sono abilmente artefatti ed inseriti nel contesto del film. Il personaggio di Emanuelle è preso a prestito dal ben più famoso Emmanuelle (notare la N aggiuntiva) portato sullo schermo con successo dalla conturbante Sylvia Kristel. Non a caso è stata scelta una donna di colore come la Gemser, a far da contrasto alla pelle lattiginosa della Kristel, per diversificare il personaggio.

Sostanzialmente il film regge bene finchè non compaiono le scene di erotismo; anche se alcune sono decisamente eccitanti, spezzano il ritmo della storia, tanto che vien voglia di premere il tasto FFWD del videoregistratore per saltarle. Gli effetti speciali sono di buona fattura: non mancano gli squartamenti e le mutilazioni (particolarmente efficaci sulle donne) eseguiti con una certa perizia tecnica da Fabrizio De Angelis. La colonna sonora è stata affidata a Nico Fidenco, cantante che compare spesso nei credits dell'epoca ed è un'altra nota decisamente stonata. Nonostante qualche lentezza, il film è consigliato a tutti gli amanti del genere cannibalico. TOP GORErnUna suora viene catturata dai cannibali, che le asportano un capezzolo prima di squartarla, cibarsi delle interiora e decapitarla.

 

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