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El Dia de la Bestia

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El Dia de la Bestia 4.00 of 5 1 Vote.
Madrid, il giorno di Natale del 1995.
Un Sacerdote, padre Angel Berriartúa (Alex Angulo) di Bilbao, arriva a Madrid. Ha decifrato l'Apocalisse di San Giovanni, ne ha ottenuto una data, la data dell'avvento dell'Anticristo.
La notte di Natale nascerà il male a Madrid, ma il luogo dell'avvento è ancora sconosciuto al Sacerdote. Giunto nella capitale il prete inizierà a commettere ogni tipo di violenza in modo da attirare l'attenzione del Principe delle Tenebre. Conoscerà Josè Marìa (Santiago Segura), un metallaro che lo affiancherà nella sua disperata missione. Al duo si unirà il Professor Cavan (Armando de Razza), nulla più che un ciarlatano televisivo di origini italiane. I tre inseguiranno il loro obbiettivo in una Madrid buia e caotica che simboleggia una fine imminente.
Secondo film di Alex De La Iglesia, opera che segnerà l'inizio di un suo momento di crisi. Nonostante infatti sia considerato il suo capolavoro, Il Giorno della Bestia diventerà una sorta di blocco creativo per il regista, fino a spingerlo ad avventurarsi in un genere a lui nuovo come il road movie, con l'opera Perdita Durango, ottenendo comunque degli ottimi risultati. Un periodo creativamente buio che finirà con la creazione del suo secondo capolavoro, Muertos de Risas. Nel cast De La Iglesia recupera due attori già visti in Accion Mutante: il bravo Alex Angulo e il versatilissimo Santiago Segura. Oltre a questi, in una parte secondaria, troviamo anche una biondissima Maria Grazia Cucinotta, grazie anche alla produzione Italiana oltre che Spagnola.

La Madrid in cui si ambienta il film è piovosa e caotica; il tutto si svolge durante la notte ed il buio regna sovrano come l'imminente inferno. Vediamo chiaramente la contrapposizione tra chi sa e chi non sa: la gente infatti si occupa dei preparativi natalizi, ignara di quello che sta per succedere. Tuttavia i segni nefasti ci sono. Una banda di delinquenti che si firma Limpia Madrid (Pulisci Madrid) uccide i cosiddetti rifiuti sociali, tossici e barboni. Preparano l'avvento dell'Anticristo diffondendo il male. De La Iglesia identifica in questi teppisti, anche se in maniera non del tutto esplicita, un gruppo violento di estrema destra, fenomeno purtroppo molto in voga nella Madrid di quegli anni.

Il plot è trascinante, tiene col fiato sospeso attraverso colpi di scena e situazioni ironiche al limite del grottesco, il tutto condito con atmosfere horror intervallate da richiami sottilissimi ad alcuni cult sparsi qua e là, tra cui i morti viventi di George Romero e Omen: Il Presagio. Le musiche sono ad hoc, curate dai Def Con Dos, gruppo di Madrid già all'opera in Accion Mutante. Le scene d'azione sono girate in maniera meticolosa, tanto che alcuni degli attori, in particolare Santiago Segura, si sono lamentati ironicamente in alcune interviste di essersi leggermente feriti per rendere ancor più reali certe situazioni. Tornando all'ironia, De La Iglesia inserisce nella storia dei personaggi allucinanti, come il nonno del metallaro, il quale gira per la casa completamente nudo se non per una camicia di flanella e viene giornalmente 'nutrito' dal nipote con degli acidi (lsd). C'è poi la madre del metallaro, una donna isterica e frustrata, nostalgica del periodo Franchista che non perde occasione per sparlare di qualsiasi minoranza etnica le capiti a tiro. Anche questo rientra tra le critiche sociali a tratti forti, ma mai faziose, inserite dal regista nella pellicola.

I tre protagonisti metaforicamente possono essere visti come i Re Magi o come la stessa Trinità: sono aiutati da Dio e ostacolati da Satana trovandosi al centro di due forze potentissime che combattono fra loro in maniera apparentemente impalpabile. Il prete è un individuo di immensa cultura e intelligenza, ma avendo vissuto in clausura e dietro ai libri per lungo tempo non ha nessuna esperienza col mondo reale. E' una specie di angelo caduto dal cielo. Il metallaro è invece uno sciocco ma buono e fedele: inizialmente assiste il prete per pura noia, ma in seguito gli si affeziona. Cavan è inizialmente scettico, ma avrà modo di ricredersi e di dimostrare un gran coraggio: sarà proprio lui infatti a spingere il trio nei momenti di difficoltà. Il meccanismo di relazione tra i tre personaggi è ben congeniato attraverso dialoghi a tratti ironico-grotteschi ma sempre funzionali.
E' molto interessante vedere le scene centrali del film in cui i tre si aggirano tra la folla nel centro di Madrid, scappando dalla polizia, braccati dagli stessi uomini che loro stanno cercando di salvare. Angel, Josè Marìa e Cavan sono contro tutti e procedono contro corrente in una missione che ha del disperato. Alex De La Iglesia mette a punto una meccanismo di intrattenimento che rasenta la perfezione, concludendo il tutto con un finale in un certo senso decadente, come è nel suo stile. Non dimenticherete facilmente il trio protagonista, persone completamente diverse che si uniscono nel nome della sopravvivenza del genere umano. Un film da applauso.

 

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