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Dracula (Anime)

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Dracula (Anime) 3.00 of 5 1 Vote.
Cosa accadrebbe se Dracula s'inimicasse Lucifero in persona?
E' quello che deve essersi posto Minoru Okazaki prima di dar luce a questo misconosciuto film d'animazione della terra d'oriente, che nel suo piccolo può ritagliarsi un posto di tutto rispetto nella filmografia dai denti a punta. Il sipario si apre su una messa nera. Una giovane vergine, Dominy, viene offerta a Satana e Dracula in persona accetta di fare da tramite e condurla negli inferi. Ma questo non va in porto perché il Grande Vampiro si innamora della fanciulla e da lì inizia per lui un calvario inenarrabile: un figlio dai superpoteri da tenere a bada, un demonio da affrontare, una masnada di zombi imbizzarriti, la perdita dello status di vampiro. Pace all'anima sua.
Bene.
E' arduo giudicare un film che snatura e fa violenza a tutti i canoni che hanno contraddistinto Dracula nel corso della filmografia ad esso dedicata. Viene messo alla berlina un uomo che può provare dei sentimenti, poco dedito al male, portatore di pena e di sofferenza. Insomma questo lavoro paga pegno alla eccessiva umanizzazione.
I più puntigliosi obietteranno che anche nel Nosferatu vergato Herzog, nel Dracula di Coppola, il conte veniva raffigurato in egual modo.
Ma qui ci troviamo di fronte ad una figura prossima alla goffaggine, una sorta di eroe fantozziano per il quale tifare, catalizzatore di disavventure e sberleffi, scevro di un fattore che al sempiterno conte non è mai mancato: la dignità.
E questo farà andare in bestia i feticisti del principe delle tenebre.

A parte l'imperdonabile facezia, il film emoziona e ci rende partecipi di una storia che non cala mai di ritmo, a tratti troppo sensazionalistica (il figlio di Dracula, Janos, sembra faccia capolino da una puntata degli X-Men) ma tenendo presente il concetto che si tratta pur sempre di personaggi animati e quindi liberi da pastoie e vincoli, e che il tutto è debitore alla serie di fumetti Marvel dedicati a Dracula in voga negli anni '70. I personaggi sono caratterizzati con dovizia e acume e anche discretamente disegnati.

Il conte, come da tradizione, ha dei lunghi baffi neri per restare fedele ai ritratti di Vlad Tepes III e imprimere una sorta di trait d'union con la novella di Bram Stoker.
Ottime le musiche e la voce femminile fuori campo udibile all'inizio ed alla fine.
Per farla breve: un buon film, che ci offre il non morto messo a nudo, una sorta di ritratto intimista e quasi voyeristico sulla vita di Dracula; ovviamente il giudizio finale mai come in detto caso farà fede ai gusti personali.
A parere di chi scrive se il personaggio principale fosse stato Donald Duck avremmo parlato tranquillamente di capolavoro.
Ma con i se non si fa la storia.
Così non è stato.

 

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