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Daybreakers: L'Ultimo Vampiro

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Daybreakers: L'Ultimo Vampiro 2.00 of 5 1 Vote.
I cambi di prospettiva garantiscono sempre un apporto di linfa vitale al cinema e consentono ad un plot, magari già sfruttato, di assumere una nuova identità in grado di raccontare una storia inedita. E' il caso di Daybreakers: L'Ultimo Vampiro, la pellicola scritta e diretta da Michael e Peter Spierig. I due fratelli di origine tedesca ci raccontano di un futuro neanche troppo lontano (siamo nel 2019) in cui l'umanità è stata soggiogata e ridotta alla stregua di una mandria di buoi per soddisfare i fabbisogni alimentari dei vampiri. Questi ultimi hanno infatti preso il sopravvento e dopo aver tentato, senza riuscirci, di far coesistere le due razze in un'unica comunità, hanno optato per una soluzione più utile alla loro sopravvivenza, ovvero quella di allevarci. Stoccati in giganteschi magazzini, gli uomini, tenuti in uno stato di coma farmacologico, non sono altro che delle preziose sacche di sangue da sfruttare sino all'ultima goccia.Quello a cui assistiamo è una civiltà di succhiasangue del tutto simile alla nostra. Non c'è traccia, salvo alcune peculiarità, della classica figura del vampiro a cui spesso siamo stati abituati al cinema e nella letteratura: niente carrozze trainate da cavalli per viaggiare da un posto all'altro, ma automobili (e che automobili), metropolitane e altri comunissimi mezzi di trasporto; nessun lugubre castello per dimora, ma semplici appartamenti o casette in normalissimi quartieri di periferia. E' un mondo nuovo perfettamente organizzato che vive, anche se in eterno, come facevamo noi umani quando eravamo convinti di essere in cima alla catena alimentare. Non dobbiamo dimenticare però che i vampiri erano come noi prima di subire il contagio, pertanto vizi e biechi sentimenti come la cupidigia sono rimasti intatti allo scorrere degli anni, così come i loro effetti letali.Nel futuro dei fratelli Spierig, per le creature della notte l'uomo, o meglio, il suo sangue, è come il petrolio al giorno d'oggi: una fonte di inestimabile valore destinata prima o poi ad esaurirsi. Nessuno si è mai preoccupato di trovare una valida alternativa come fonte di nutrimento così, ora che la razza umana è prossima alla sua totale estinzione, la comunità di vampiri sta correndo ai ripari, affidando ogni speranza ad un'equipe di ricercatori guidati dall'entomologo Edward Dalton. Quest'ultimo è impegnato a trovare un surrogato del sangue, qualcosa che raggiunga il duplice scopo di garantire la sopravvivenza di entrambe le razze, terminando questo ignobile sfruttamento. Ma forse esiste una soluzione migliore...Si tratta del secondo lavoro degli Spierig. Il loro film d'esordio, Undead, risale al 2003 e fu la stessa Lionsgate a distribuirlo, anche se solo in Home Video (da noi è arrivato nei cinema nel 2005 grazie alla Medusa). Il loro talento è innegabile anche se sarebbe ingiusto non citare in questa occasione il direttore della fotografia, Ben Nott, che contribuisce a trasmettere in Daybreakers le atmosfere asettiche e notturne di una popolazione di creature delle tenebre perfettamente urbanizzata. Si tratta di un film post apocalittico con la nostra civiltà che rischia di scomparire, quindi un plot già riscontrabile in altri titoli, ma ci viene qui riproposto attraverso una diversa prospettiva, quella dei vampiri: sono loro ironicamente a volerci salvare dall'estinzione. Questo è senza dubbio l'aspetto migliore della pellicola, una soluzione originale che si discosta dai comuni vampire movies dagli stereotipi un po' logori.Mi spiace molto però che un'idea bomba come questa non sia stata sfruttata al meglio nella seconda parte del film, che si traduce in un comune titolo d'azione dagli esiti piuttosto prevedibili. Si tratta sempre di una visione piacevole, ma si avverte la sensazione che gli autori abbiano creato un impasto troppo voluminoso da gestire in modo adeguato, affrontando alcuni elementi fondamentali della storia (la famosa cura alternativa ad esempio) con soluzioni troppo superficiali e frettolosamente archiviate. Sembra strano che io, da buon appassionato di action movies ignoranti, possa pronunciare queste parole, ma avrei gradito meno balestre e fucili e più sostanza in questo Daybreakers. Tornando invece in territori più hard, lo splatter non ha la priorità nella pellicola ma quando occorre ci regala delle ottime sequenze belle crude. Peccato per alcuni momenti in cui il digitale mostra il fianco, risultando troppo artefatto e posticcio.Con alcuni accorgimenti sarebbe potuto diventare un horror imperdibile...rimane comunque un titolo discreto che ci obbliga a tenere d'occhio i prossimi lavori degli Spierig Brothers.

 

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