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Carrie: Lo Sguardo di Satana

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Carrie: Lo Sguardo di Satana 4.00 of 5 1 Vote.
Carrie è un ragazza che vive la sua adolescenza derisa ed emarginata dai suoi coetanei e costantemente umiliata da una madre ossessionata dalla religione. Ma Carrie ha un dono, si accorge infatti di riuscire a muovere gli oggetti se in preda a forti reazioni emotive di rabbia e, questa rabbia, all'ennesima umiliazione non tarderà a scatenare l'inferno.Carrie: Lo Sguardo di Satana, fu l'opera che portò alla consacrazione di Shephen Edwin King, noto a tutti come Stephen King, genio americano della letteratura fantastica ed horror. Il libro, prima pubblicazione romanziera di King, vendette oltre 1 milione di copie e per i contenuti forti e crudi fu il più censurato nelle scuole americane. A distanza di due anni, nel 1976 Brian De Palma decise di trarne un film, un film che per intensità e coerenza con l'opera da cui è tratto, è a detta ad oggi dello stesso King, la miglior pellicola pensata su uno dei suoi romanzi.Carrie: Lo Sguardo di Satana non è un horror se vogliamo convenzionale, perlomeno non nel periodo in cui fu girato. Tratta infatti diverse problematiche sociali: dall'emarginazione di quelle persone che come Carrie nel nostro caso, si discostano dal clichè della bella e popolare ragazza pon pon e che per questo sono costantemente bersagliate, fino all'ignoranza abissale di una madre che convinta di dover portare il verbo di Dio nel mondo, cresce la figlia con un'austerità che rasenta la segregazione.Carrie, interpretata da una splendida Sissy Spacek, candidata all'Oscar per il ruolo di protagonista, vive un tormento giornaliero che inizia a scuola con le continue derisioni dei compagni e termina a cena con i deliri della madre, i divieti, le punizioni. Ogni minima espressione che si discosta dal pensiero ottuso e malato di sua madre, le vale uno schiaffo, sputi sul viso e il regolare soggiorno in un buio sgabuzzino come espiazione delle sua costante irriverenza verso Dio. Questa è la vita di Carrie, aggravata poi dalla convinzione di essere brutta e stupida e costretta a vestirsi come una settantenne per non turbare la già eternamente vacillante quiete famigliare.Come tutti sappiamo però, non c'è nulla di più terribile dell'ira generata dalla repressione, quando la rabbia arriva al culmine e la timidezza lascia sfogo alla follia.Durante il ballo della scuola, dove finalmente pare che la protagonista abbia la sua serata di gloria, arriva la beffa finale, umiliata e derisa da tutta la sala (o almeno è quello che traspare dalla mente accecata e stanca di Carrie) in quella che è la scena simbolo di tutto il film, blocca tutte le uscite e mette in atto la sua sanguinosa vendetta. La Carrie coperta di sangue con la follia dipinta in viso, è un'immagine fortissima. Fortissima per l'inquietudine e la paura che essa infonde, ma cruda perchè, telecinesi a parte, fa capire a cosa davvero può portare l'ipocrisia di una società che vive su modelli prestabiliti, che non lascia spazio a chi, volontariamente o meno, non si uniforma a quel determinato sistema che non accetta nulla che non segua quello specifico modo di essere e sta qui la vera denuncia sociale e il vero fanatismo.L'orrore vero del film nasce quindi dalla superficialità delle persone intorno alla protagonista che portano in lei una violenza sfrenata e distruttiva.Figura altrettanto inquietante se non anche di più, è la madre di Carrie. E'in lei che vediamo infatti il vero sguardo di Satana se non Satana stesso. E' talmente ossessionata dai suoi salmi e dalle sue fantomatiche leggi divine da essere travolta da un'assoluta pazzia, un personaggio dal quale non sai mai cosa aspettarsi e che quindi crea una notevole tensione emotiva all'interno di ogni scena. Pazzia unita poi ad una profonda malvagità, perchè è quasi palese il piacere che trae dalle continue umiliazioni riversate sulla figlia.Quando l'orrore e la tensione riescono a scatenarsi così intensi in una pellicola priva di particolari effetti speciali, dovuti ovviamente anche al contesto temporale, e riescono a creare simili sconvolgimenti con l'uso dei dialoghi, degli ambienti e delle interpretazioni magistrali dei suoi protagonisti, ci troviamo innanzi ad un autentico capolavoro.Un doveroso accenno al finale, dove senza svelare nulla, ci troviamo di fronte ad una scena assolutamente da incorniciare, una scena dove la terra....ha finalmente reso giustizia a Carry White e che Stephen King apprezzò talmente tanto da ammettere che avrebbe desiderato pensarci lui stesso per concludere il suo meraviglioso romanzo.Da guardare e tramandare.

 

 

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