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Capitan America

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Capitan America 1.00 of 5 1 Vote.

Oggi il connubio Marvel - Cinema rappresenta una garanzia quasi certa di incassi stellari, ma c'è stato un lungo periodo oscuro durante il quale questa celebre casa editrice di comics, per mille ragioni, sembrava proprio incapace di trasformare uno dei propri eroi dei fumetti in un personaggio per il grande schermo. Basta vedere la pessima Serie TV realizzata negli anni 70 di Spiderman, quella deliziosa bruttura di The Fantastic Four diretta nel 1994 da Oley Sassone (con Roger Corman fra i produttori), il flop del primo The Punisher con Dolph Lundgren diretto nel 1989 da Mark Goldblatt, il progetto mai andato in porto di She-Hulk con Brigitte Nielsen.

Brigitte Nielsen in alcune foto promozionali di She-Hulk

La maledizione si è interrotta nel 2002, con l'uscita di Spiderman di Sam Raimi, ma anche questo film subì una lunghissima serie di problemi e intoppi. Basti sapere che la tribolatissima fase di pre-produzione della pellicola è iniziata addirittura nel 1986, con diverse sceneggiature messe sul tavolo dei produttori e mai approvate, registi del calibro di James Cameron coinvolti nel progetto e poi persi per strada per problemi di diritti, diritti che nel frattempo passavano da una casa di produzione all'altra sino ad arrivare alla Sony, che finalmente è riuscita a portare l'arrampicamuri nei cinema di tutto il mondo.

Di questa era nefasta per la Marvel fa parte anche l'imbarazzante Capitan America di Albert Pyun. Il regista di meraviglie cafo-action come Cyborg e Cyborg - la vendetta si è ritrovato fra le mani forse l'occasione della sua vita: realizzare un film ad alto budget, prodotto dallo stesso Stan Lee, di uno dei personaggi più famosi della scuderia Marvel. Sulla carta avrebbe potuto rappresentare la risposta al film uscito nel 1989 di Batman, l'eroe mascherato della acerrima rivale DC Comics. Un derby a suon di milioni di dollari al botteghino.

Tutto infatti era iniziato in grande stile, con la produzione che offrì il ruolo di Capitan America ad attori come Arnold Schwarzenegger, Val Kilmer e Dolph Lundgren. Il primo, fortuna sua, venne scartato per via del suo accento austriaco, Kilmer era impegnato nel film dei Doors mentre Lundgren era già sul set di The Punisher. Alla fine è spuntato fuori questo Matt Salinger, inespressivo mamozzo biondo dalle capacità attoriali inferiori persino a quelle dello stesso scudo di Capitan America. Ma era solo uno dei tanti campanelli d'allarme che avrebbe dovuto far capire subito alla Marvel che questo film sarebbe stato una tragedia.

Ma vediamo la trama.

Ci troviamo a Portovenere (!!!) nel 1936. Un gruppo di soldati tedeschi, comandato da un ufficiale fascista, fa irruzione a casa De Santis. Sono venuti a prendere il piccolo Tadzio per via della sua (cito testualmente) perfezione mentale, per usarlo come cavia umana di un esperimento che lo trasformerà in un supersoldato: il Teschio Rosso. Il regista ci fa capire che l'intelligenza del giovane sia fuori dal comune perchè lo vediamo suonare molto bene il pianoforte, quindi immagino che se i nazisti avessero visto una puntata a caso di Bravo Bravissimo ora ci ritroveremmo una legione di Teschi Rossi fra gli zebedei.

Tadzio viene quindi condotto nel laboratorio e legato ad una sedia, pronto per ricevere il trattamento. La responsabile del centro di ricerche, la dottoressa Maria Vaselli, si rifiuta di usare delle cavie umane (chissà, forse credeva che i suoi studi fossero finalizzati a creare un nuovo balsamo per capelli) e fugge inorridita sotto il fuoco nemico, che ha una mira peggiore di quella dei soldati dell'impero di Guerre Stellari. Ma non è un problema, tanto c'è Tadzio Bravo Bravissimo, che subisce un elettroshock e diventa Teschio Rosso.

Sette anni dopo la Vaselli passa al nemico, cioè il governo degli Stati Uniti, e allestisce un nuovo laboratorio nella cantina di un Cafè (!!!). Sarà l'atmosfera patriottica americana, ma stranamente qui la dottoressa non ha scrupoli a sperimentare le sue scoperte su un uomo, anche se si tratta di quel mamozzo di Matt Salinger/Steve Rogers. Lui non suona il piano, nè sembra particolarmente sveglio, semplicemente non ha un cazzo da fare e quindi si offre come volontario, forse per avere una scusa per togliersi di dosso quella zecca della ragazza, che anche nel momento dei saluti gli ricorda che lo aspetterà sempre, per sempre e ancora per sempre (peggio di Samara).

Via all'esperimento. Qualche luce, scintille sparate a ciufolo ed eccolo qui il nostro Capitan America. Non c'è tempo per i festeggiamenti perchè fra le autorità presenti all'evento c'è una spia tedesca che uccide la Vaselli.

Anche Cap, nel tentativo di salvare la donna, si becca qualche proiettile, ma dopo una pennica in ospedale è già pronto a fargliela pagare cara a quegli sporchi nazisti.

Nella sua prima missione ufficiale vediamo finalmente lo strabiliante costume di Capitan America. E' tutto di gomma: i guanti di gomma, gli stivali di gomma, le alucce sulle tempie di gomma, pure le orecchie sono di gomma e giuro che non è una battuta. All'attore dava fastidio tenere le orecchie fuori dalla maschera, così hanno pensato di incollare delle protesi ai lati per ovviare il problema. L'effetto è terribile e sembra che al posto delle orecchie abbia delle cozze appena sgusciate.

Ma torniamo all'azione. Capitan America si addentra nel territorio nemico a colpi di scudo, che dimostra di seguire il teorema del pugno di Ivan Drago: tutto ciò che lui tocca, lui lo distrugge. E lo fa esplodere aggiungerei. Automobili, torrette di avvistamento, alberi, tutto. E poi miracolosamente torna indietro nelle mani dell'eroico proprietario. Entrato nella sede del quartier generale dell'esercito nazista, Cap si trova finalmente faccia a faccia con il nemico: Teschio Rosso.

E qui occorre segnalare una grande ingiustizia.

Da una parte abbiamo il nostro Tadzio, un bambino italiano che suonava molto bene il piano, che dei tedeschi decidono di far diventare un supersoldato (ma pigliatevi un marmocchio dalla Germania no? Questo solito servilismo italiano).

Risultato? Sarà pur diventato più forte, ma il povero fanciullo è improvvisamente invecchiato di almeno 30 anni e la sua testa, più che un teschio, è diventata una gigantesca cappella tumefatta. Sono sicuro infatti che fra i commilitoni sia noto come Cappella Rossa ma che nessuno abbia mai avuto il coraggio di dirglielo in faccia, per non essere fatto a pezzi.

Capitan America Teschio Rosso foto

e non sapete cosa nascondo sotto l'impermeabile...

 Dall'altra invece abbiamo Steve Rogers, che dopo essere stato sottoposto allo stesso esperimento non solo è più forte...ma non è cambiato di una virgola esteticamente.

Se vi trovaste nei panni di Teschio Rosso, non vorreste anche voi disintegrare il genere umano?

I due si menano e il cattivo ha la meglio sul legnoso Capitan America, che viene legato ad un missile che viene sparato nel cielo e che ha come destinazione la Casa Bianca. A furia di calcetti l'eroe mascherato devia la traiettoria dell'ordigno, che si schianta in Alaska (che si trova notoriamente a pochi isolati dalla casa del presidente).

Qui Capitan America rimane congelato sino al 1990 e, secondo me, qui finiscono i soldi (e le cazzate) di Albert Pyun.

Da questo momento in poi, infatti, potete tranquillamente cambiare il titolo del film.

Non più Capitan America ma Capitan Portovenere!!!

Con lo stile di una puntata di Don Matteo, forse una delle peggiori pergiunta, assistiamo a questa noiosissima seconda parte del film, con uno Steve Rogers che, a bordo di una Cinquecento, vaga da una strada all'altra di questa ridente cittadina turistica italiana alla ricerca di Teschio Rosso, al quale nel corso degli anni sono cresciuti i capelli e ha subito qualche intervento di chirurgia plastica, anche se fa sempre ribrezzo e lui lo sa, ecco perchè è sempre incazzato come ai tempi del Reich. Ora ha anche una figlia, e qui ci si riempie di orgoglio patriottico, visto che si tratta di Francesca Neri!!! I nazisti non ci sono più e Red Skull ora comanda un manipolo di uomini pettinati come gli Spandau Ballet dei tempi d'oro.

Capitan America Teschio Rosso foto2

In tutto questo sbattimento senza fine - e badate bene che vi ho risparmiato l'insopportabile presa di coscienza del nostro protagonista nella sua fase post ibernazione, che dura un'eternità e dove non succede nulla - solo negli ultimi 20 minuti scarsi qualcuno si ricorda che forse stanno girando un film su Capitan America, così fanno mettere a Rogers il suo vecchio costume ormai logoro (che deve avere anche un tanfo inenarrabile) e lo gettano nella mischia per affrontare i cattivi. Anche qui il suo scudo si rivela preziosissimo: è probabile che abbia anche un potere ipnotico, visto che tutti si ostinano a sparare contro di esso, non pensando che potrebbero tranquillamente mirare ad un ginocchio di Capitan America e far finire questa tortura cinematografica.

Vi risparmio il finale patriottico con marcetta militare in sottofondo perchè qualcosa ve la vorrei lasciare.  

Capitan America foto

Come feta questo costume Capitan Portovenere...

Albert Pyun ha raccontato più volte che quando la produzione ebbe modo di vedere parte del girato rimase totalmente insoddisfatta (cosa stranissima), perdendo ogni interesse nel continuare a finanziare il film. Oltre a questo, ci furono dei grossi problemi di fondi che costrinsero il regista a compiere dei veri e propri salti mortali per tirare fuori qualcosa di sensato e terminare il lungometraggio. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti e Capitan America non uscì nemmeno nei cinema Usa. Fece il suo debutto in Inghilterra, ma con pessimi risultati. Diversi anni dopo uscì per il solo mercato Home Video.

Oggi, grazie all'uscita di Captain America: Il primo vendicatore, sarà disponibile in DVD e Blu-ray una Director's Cut del film di Pyun. Only the Brave!!!

Chicca Weird Finale: Come ampiamente scritto, buona parte del film si svolge in Italia, quindi vi capiterà spesso di vedere i protagonisti interagire con gli abitanti del luogo. La soluzione migliore sarebbe quella di prendere degli attori italiani e fargli pronunciare qualche battuta no? NO! Tranne alcuni casi, tutte queste comparse sono americane, così assisterete a questi dialoghi surreali di persone che parlano come Stanlio e Ollio...

 

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