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Bubba Ho-tep

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Bubba Ho-tep 4.00 of 5 1 Vote.
LA TRAMA
Il film si apre con una schermata nera su cui appaiono due definizioni tratte da un vocabolario, fin dall'inizio è chiaro cosa significa Bubba e cosa significa Ho-Tep. Scomparse quelle scritte sullo sfondo si staglia il titolo del film, Bubba Ho-Tep, tridimensionale, con lettere cubitali che sembrano di pietra. Dopo il titolo si vede un filmatino tedesco degli anni u201850 in schermo ridotto dal titolo Man fan in Aegipten: Schatze der Pharaonen, il quale spiega come la mummia del re Amen Ho-Tep venga riesumata assieme ai suoi sacerdoti e che presto sarà esposta in vari musei per far si che tutti possano vederla. Le immagini si spostano al giorno d'oggi e il vero e proprio film inizia, l'inquadratura è ferma su degli alberi visti dal basso, poi comincia a muoversi fino ad inquadrare un edificio ad un piano, la casa di riposo di Mud Creek, Texas, Mud Creek, shady rest, convalesence home si vedrà in seguito scritto su un cartello.

La telecamera si avvicina quindi all'edificio e d'un tratto ci troviamo a percorrere insieme ad essa un corridoio per nulla luminoso, di tonalità bianco nocciola, la musica è soave con degli accenti di mistero, lentamente l'obiettivo entra in una stanza e si dirige verso uno dei due letti, unici oggetti all'interno dell'altrimenti spoglio ambiente, per poi avvicinarsi fino ad ottenere un primo piano di un uomo appena sveglio: è vecchio, le rughe gli segnano il volto, le basette e i capelli ricordano molto qualcuno, ci troviamo proprio di fronte ad un attempato Elvis Aaron Presley.
I PERSONAGGI
Altri personaggi ci verranno presentati nella pellicola, in particolare un uomo di colore che è convinto di essere il presidente Kennedy occultato in una casa di riposo e a cui è stato asportato il cervello, sostituito con un sacchetto pieno di sabbia. Quest'ultimo è chiaramente una persona non del tutto sana di mente, Elvis, al contrario, è veramente chi dice di essere, egli è nella casa di riposo sotto lo pseudonimo di Sebastian Haff, che per vari motivi è diventato il suo nome per molti anni, fino a quando un incidente all'anca lo ha costretto ad un lungo periodo di coma e poi ad un ricovero in casa di riposo. Elvis e il presunto Presidente Kennedy si troveranno di fronte ad una misteriosa quanto pericolosa mummia vestita da cow boy, da qui il nome Bubba Ho-Tep.Il Re è interpretato magistralmente da un attore che i fans dell'horror e non solo ricorderanno sicuramente nelle sue interpretazioni principali, ossia come protagonista dei tre film della saga Evil dead firmata Sam Raimi, l'attore dalla grande mascella veste i panni di un Elvis che non è mai esistito, un Elvis da vecchio. Bruce Campbell ha sottolineato la difficoltà nell'interpretare un personaggio così celebre e mitico in un periodo della sua vita fittizio, e lo dimostra mettendoci tutta l'anima ed una notevole dote recitativa che stupirà sicuramente chi abbia avuto dei dubbi, in passato, riguardo alle sue doti. E' doveroso sottolineare il fatto che Campbell non riprende minimamente comportamenti o atteggiamenti tipici dell'Ash di Evil dead, il suo Elvis è completamente reinventato e non ha precedenti o similitudini con i suoi ruoli passati. Il compagno di avventure del Re in questa storia, il nero convinto di essere J.F.K., è interpretato da Ossie Davis, un anziano attore (classe 1917) con ottantuno pellicole sulle spalle.

E' la figura più ironica del film e vari botta e risposta tra i due sono a dir poco esilaranti. Nel cast è presente anche Ella Joice nella parte di un'infermiera di colore di bella presenza con cui Elvis avrà più di una discussione. Larry Pennel, un altro anziano del cinema, fa la parte di un vecchietto completamente fuori di testa soprannominato Kemosabe, il quale dice si e no due o tre parole, ripetendole oltretutto più volte. Questo indossa un costume da cow boy con tanto di fondine e coppia di pistole giocattolo, il tutto corredato da una maschera tipo Zorro sul volto: non è un personaggio di particolare rilievo ma è molto funzionale alla trama. La mummia Ho-Tep è invece Bob Ivy, attore ma soprattutto stuntman (è stato impiegato in più di 100 film), qui irriconoscibile visto il pesante trucco che peraltro rende la mummia molto spaventosa. Elvis in Bubba Ho-Tep è un Re triste, un Re che si rende conto, dicendolo chiaramente, di non aver avuto mai problemi dalla vita, ma di esserseli creati di continuo con le sue mani.

La sua esistenza non è mai stata condotta in modo libero: manager assetati di denaro e falsi amici lo hanno da sempre ingannato e sfruttato senza ritegno. Nei suoi film faceva la parte dell'eroe, ma solo nella finzione, dopo le riprese il suo rifugio erano le donne, il cibo e le pastiglie. Un Elvis pieno di rimorsi, soprattutto durante i suoi momenti di riflessione sulla propria vita: alla figlia e alla moglie che lo credono morto e a cui non potrà mai dire di amarle ancora; al rimpianto per una gioventù ormai perduta e per un viale del tramonto tutt'altro che glorioso ormai imboccato da tempo.Una pellicola commovente, in cui i momenti tristi vengono alternati da improvvisi scoppi di ilarità e azione. Frasi comiche da ricordare possono essere, ad esempio, quando Elvis parla della pustola che ha sul pene e dice di volerla chiamare Priscilla, peraltro la pustola è la prima riflessione che apre il film ed il romanzo stesso. Si parla spesso, anche se non come nel libro, di come sesso e vecchiaia non vadano molto d'accordo, infatti Elvis, durante una rara e inaspettata erezione dice una cosa comicissima del tipo:"Erano due elezioni che non avevo un'erezione così. Questa ed altre affermazioni fanno di Bubba Ho-Tep un horror comico e amaro, direi quasi nostalgico.

Coscarelli con un tecnica che rasenta la perfezione ci comunica il senso di noia ed impotenza che regna nella casa di riposo: tramite gli occhi di Elvis, nei suoi momenti di dormiveglia, vediamo tutte le azioni attorno a lui svolgersi velocissime come se si mandasse avanti veloce un nastro, ma si nota che le stesse sono estremamente ripetitive e monotone, anche se velocizzate al massimo (infermiere che entrano ed escono facendo sempre le stesse cose, il pranzo, la cena, la luce, il buio, nulla di nuovo, mai). A risvegliare l'animo di Presley e del suo amico Jack sarà proprio l'orribile mummia che si troveranno di fronte, una minaccia per loro, per i loro compagni di degenza e per la casa di riposo che ormai è l'unico posto che rimane loro e a cui sono affezionati.

Nel film ci sono alcune morti, regolarmente i cadaveri vengono prelevati da due tizi con un carro funebre, ad ogni morte si vede un'inquadratura fissa sulla facciata della casa di riposo con il carro funebre parcheggiato davanti sempre nello stesso punto, quasi a dirci che non solo la vita è monotona in quelle situazioni, ma anche la morte. L'erezione del nostro re protagonista, che citavo prima, deriva proprio da una nuova linfa vitale che scorre nelle vene del vecchio mito americano, il quale a causa della ventata di vita e novità che rappresenta la mummia si rianima, rinasce interiormente rompendo la routine e la noia che lo opprimeva da tempo. Finalmente ha una cosa a cui dedicare i suoi pensieri ed è un toccasana, sebbene sia qualcosa di terrificante.LA REGIA
Il film è prodotto da Jason B. Savane, mentre sceneggiatura e regia è affidata a Don Coscarelli, conosciuto per aver scritto, diretto e prodotto la saga Phantasm, iniziata nel lontano 1979. Il suo è un azzeccato lavoro di adattamento cinematografico di un romanzo breve di Joe R. Lansdale, famoso scrittore Texano molto amato in patria e tradotto, soprattutto negli ultimi tempi, anche da noi. Coscarelli si mantiene molto fedele al romanzo e le piccole modifiche che apporta sono più che giustificate e non tolgono nulla alla storia originale, conservandone praticamente intatto l'umorismo sfrontato e malinconico che l'autore attribuisce al vecchio Elvis. Il regista valorizza con mestiere la presenza di Campbell oltre che dimostrare una grande attenzione alle scenografie negli interni della casa di riposo, essenziali ma completi.

La fotografia, diretta da Adam Janeiro, è anch'essa semplice e realizza nelle locations dei piccoli quadretti che comunicano allo spettatore quel senso di familiarità che provano gli ospiti nei riguardi della loro casa di riposo. Degna di nota è la stanza di Jack, il quale, credendo di essere Kennedy, colleziona ogni tipo di foto e articolo riguardante il presidente ed il suo assassinio a Dallas (sfoggia addirittura un plastico che ricostruisce il tratto di strada in cui è avvenuto il falso, secondo lui, attentato).EFFETTI SPECIALI E COLONNA SONORA
La colonna sonora di questo film è a dir poco stupenda, accompagna ogni emozione che suscitano le immagini e i dialoghi. Le musiche sono interamente composte da Brian Tyler, che confeziona una soundtrack di trenta brani che vede tra i meglio riusciti il terzo pezzo della tracklist, intitolato The king, evocativo e maestoso. Memorabile è la scena in cui si assiste ad uno dei numerosi flashback di quando Elvis era giovane, nel quale quest'ultimo, con delle guardie del corpo al suo fianco, cammina in mezzo ad una strada mentre The King" fa da sottofondo, il tutto inquadrato in un rallenty che evoca l'indimenticabile sequenza iniziale de Le iene": è una scena tra le più emozionanti del film e che trasmette un sentore di nostalgia e di solennità non indifferenti.

E' proprio questa solennità che in The King, ma anche in altri pezzi, viene trasmessa, un clima di enorme rispetto che convive e sta al di sopra delle scene comiche, un'atmosfera come di enorme rispetto nei confronti di un dinosauro morente. Di effetti speciali, a parte la mummia e uno scarabeo dai movimenti volutamente impacciati e in parte ridicoli, non ce ne sono, qualche gioco di luci e le lampade che si fulminano al passaggio della mummia sono gli unici trucchi utilizzati in Bubba Ho-Tep, che non pretende assolutamente di stupire sotto questo punto di vista. Il trucco e i pochi effetti speciali sono curati dalla Knb Efx Group Inc., mentre il design e la meccanica per il movimento dello scarabeo sono curati da D. Kerry Prior, il quale dà vita ad un mostriciattolo che risulta comico da quanto poco reale appare nei movimenti (l'effetto è chiaramente intenzionale).CONCLUSIONI E RICONOSCIMENTI
"Bubba Ho-Tep è un film eccezionale, fuori dal comune com'è il romanzo breve da cui è tratto; Coscarelli realizza senz'ombra di dubbio una delle sue migliori opere e Bruce Campbell ci omaggia di una delle sue più convincenti interpretazioni. Questo film, come il romanzo, ci presenta dei personaggi fantascientifici a dir poco bizzarri. J.F.K. è addirittura finzione nella finzione, la mummia, un tempo un potente re, deve vedersela con un altro Re...il Re del Rock. La musica, la recitazione, la scenografia, la sceneggiatura elevano questo prodotto a livelli altissimi che sicuramente, col tempo, contribuiranno a farlo diventare un cult movie. Il motivo del perché Elvis sia ancora vivo mentre tutti lo credono morto è perfettamente spiegato tramite i flashback dello stesso protagonista, ma non ve lo anticipo in quanto è una delle parti migliori e più curiose dello spettacolo.

Realizzato nel 2002, ma uscito a causa di ritardi solo nel 2003, Bubba Ho-Tep" ha raccolto alcuni importanti riconoscimenti. Ve li elenchiamo: miglior attore a Bruce Campbell e miglior sceneggiatura a Coscarelli al U.S. Comedy Arts Film Festival, selezione ufficiale al Toronto International Film Festival e al Hong Kong International Film Festival e miglior film internazionale sempre al Toronto Int. Film Festival. La sceneggiatura ha vinto il Bram Stoker Award, un premio che si assegna a sceneggiature riguardanti temi horror, Fangoria invece, la famosa rivista horror d'oltre oceano, nel suoi Chainsaw Awards, ha premiato Bubba Ho-Tep come miglior film e Bruce Campbell con il riconoscimento a miglior attore.
Curiosità: Avete mai pensato se le mummie dicessero o meno le parolacce o se le scrivessero addirittura nei bagni pubblici? Vedendo questo film avrete una risposta.Consiglio: leggete il romanzo prima di vedere il film, quest'ultimo è ben realizzato anche a detta di Lansdale, sottolinea addirittura meglio del libro certi aspetti che solo con espressioni del volto possono essere rappresentati completamente (qui entra in gioco la bravura di Campbell)."

 

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