SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Boogeyman 2: Il Ritorno dell'Uomo Nero

Rating: 1.00/5 (1 Vote)
Boogeyman 2: Il Ritorno dell'Uomo Nero 1.00 of 5 1 Vote.
Prologo: Festa di compleanno della piccola Laura.
Il fratellino Henry deve andare in bagno ma, appena giunto in corridoio, capisce che qualcosa non va e preferisce sacrificare la propria vescica piuttosto che affrontare l'ignoto. Poco più tardi entra in casa un omaccione con un impermeabile che massacra padre e madre sotto gli occhi sconvolti dei due poveri pargoletti.
La storia si sposta di dieci anni in avanti.
Henry li ha trascorsi in una clinica psichiatrica (il cui primario è Tobin Bell) per riuscire a guarire dalla sua fobia dell'uomo nero. La sorella invece conduce una vita normalissima ma improvvisamente anche lei si accorge di non stare benissimo così decide di farsi ricoverare in manicomio, per una visita di controllo. Poco dopo il suo ingresso nell'ospedale (apprenderemo subito che tutta la struttura è ermeticamente sigillata dal tramonto all'alba e nessuno può né entrare né uscire) i pazienti iniziano a cadere come mosche, così come il personale.

L'astuzia della coppia esordiente Jeff Betancourt e Brian Sieve, rispettivamente regista e sceneggiatore, è tutta nelle scelte effettuate fin dai primi minuti: ci lasciano sapere tanto, fin da subito, rinunciano a qualsiasi forma di suspence, stereotipizzano fino all'inverosimile gli sventurati pazienti, i quali compiono azioni meccaniche dettate esclusivamente dalla loro malattia (l'anoressica parla solo di vomito e passa il tempo ad occultare i secchi, la cutter si dà al taglia e cuci appena trova un momento di libertà e così via) e si abbandonano ad una certa sciatteria nella rappresentazione, poco più che mediocre nella scelta delle luci e nell'anonima location priva di alcun elemento caratteristico o perlomeno inquietante. Ma il vero colpo basso arriva dal meccanismo talmente stolto da essere smascherato dopo circa venti minuti di film. Se nel primo Boogeyman la vicenda di Tim poteva destare un minimo interesse perché quasi fino alla fine non veniva svelato chi fosse effettivamente l'uomo nero, salvo poi scoprire che si trattava di un ridicolo mostriciattolo antropomorfo mal realizzato in digitale, qui tutto questo non accade.

Due personaggi escono di scena, gli altri nove (i sette pazienti, l'infermiera e una dottoressa) restano chiusi in quell'enorme camera di tortura e misteriosamente muoiono uno dietro l'altro. Dell'assassino, conciato come Eddie degli Iron Maiden, avremo modo di vedere dettagliati primi piani già prima della metà del film e non occorre Sherlock Holmes per dedurre chi si cela dietro quella maschera grottesca. Detto della generale mediocrità, il film punta almeno su qualche gradevole tortura direttamente importata da Hostel e Saw, senza lesinare emoglobina e frattaglie varie in un festival grandguignolesco che non solleva comunque la pellicola dal baratro. Piccola curiosità conclusiva: Barry Watson, protagonista del primo Boogeyman, è diventato famoso interpretando Matt nella serie ultrareligiosa Seventh Heaven. In questo secondo episodio troviamo David Gallagher, alias il piccolo Simon. Visto il finale aperto (sic!), troveremo il cagnolino Happy nel terzo capitolo?

 

Articoli correlati

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • porno - turk porno
  • kacakbahis99 - writing a profile for resume