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Blood Feast

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Blood Feast 3.00 of 5 1 Vote.
Herschell Gordon Lewis, guardando un film di gangster, pensò fosse assurdo che corpi crivellati da proiettili non perdessero una goccia di sangue: fu come un'illuminazione, il giovane regista creò, di lì a poco, il primo film splatter nella storia del cinema, destinato a diventare un Cult del genere. Era il lontano 1963 e in soli nove giorni e con poco più di 24.000 dollari nacque Blood Feast.

La trama si sviluppa a Miami e vede un uomo di origine egiziana, gestore del negozio di alimentari Fuad Ramses exotic catering, dedito al culto della dea egizia Ishtar, per la quale uccide giovani fanciulle affinché lei possa rinascere in un giovane corpo. Al protagonista e assassino Faud Ramses viene affidata l'organizzazione di una festa, la quale viene decisa a tema egizio su consiglio dello stesso, ed in questa occasione l'uomo ha intenzione di compiere il rituale finale per l'avvento di Ishtar, ma le cose non andranno lisce come lui spera. Due poliziotti, a seguito di questa serie di numerosi omicidi, si mettono sulle sue tracce. Il virtuosismo registico non è di casa in questo film, non lo è mai nella filmografia di Lewis, le inquadrature sono statiche, essenziali e prive di ogni bravura stilistica, la sceneggiatura è campata in aria, si narra addirittura che abbiano faticato nel portare a termine le riprese, proprio per mancanza di metodo. L'importanza della pellicola è tutt'altro che dovuta alle caratteristiche tecniche e tanto meno alla recitazione, la quale è spesso molto carente, vi è addirittura una ex coniglietta di Play Boy, Connie Mason, in una parte abbastanza di rilievo. Gli effetti speciali delle scene splatter, sono invece molto ben realizzati dallo stesso Lewis, proprio perché sono questi il vero punto cardine del film, nel 1963 furono un autentico pugno allo stomaco: vediamo svisceramenti, lingue strappate, arti e teste mozzati e addirittura cucinati, il tutto con un'estetica molto realistica se non fosse per il sangue, di un rosso un po' troppo lucente e quindi visibilmente finto. Le mutilazioni sono realizzate molto bene e, a livello qualitativo, non sfigurano quasi per nulla con i canoni odierni, l'intenzione del film era lasciare di stucco e sconvolgere lo spettatore e a quel tempo, con quelle sequenze estremamente forti, non è sicuramente stato difficile.

Come la fotografia e le riprese, anche le musiche sono realizzate da Lewis: esse sono ossessive, in linea con l'atteggiamento inesorabile e ipnotico dell'assassino, sono perfette nel contesto del film. Blood Feast ha come base una storia di maledizioni egizie, lo si vede sin dai titoli d'apertura, a sfondo dei quali vi è una sfinge, su cui appare la scritta Blood Feast areografata con colore vermiglio. L'autoironia non manca nella pellicola, è una chiara intenzione del regista, che nel finale mette in atto un tributo simbolico al cinema spazzatura; i riti che esegue Ramses coi corpi delle vittime, sono tratti da un libro che è in suo possesso e spiega come risvegliare la dea, compresi i rituali per sacrificare e macellare giovani fanciulle. Si è già detto come il film sia stato l'inaugurazione del genere gore, fu una novità anche per la censura, che all'epoca si preoccupava esclusivamente di tagliare scene di nudo: con l'uscita di Blood Feast nei drive-in, nessuno si rese conto di nulla inizialmente e la pellicola non ebbe problemi di tagli. Quando però la macchina censoria, oggi molto potente, si svegliò, iniziò a rivolgere la propria attenzione anche al genere horror, dato il nuovo impulso a mostrare scene cruente inaugurato proprio da Lewis.E' molto interessante vedere l'evoluzione del regista e i motivi che l'hanno portato alla creazione del genere splatter. Herschell Gordon Lewis nacque il 15 giugno del 1926 a Pittsburg, dopo essersi laureato in giornalismo cominciò a lavorare molto giovane presso un istituto statale come professore di letteratura, aveva circa vent'anni e alcuni alunni erano più anziani di lui. In seguito inizia il sodalizio con David F. Friedman, con il quale produrrà molti film, tra cui Blood feast, Friedman si occupa prevalentemente della commercializzazione e reclamizzazione delle pellicole, ma qualche aiuto lo da anche in campo prettamente tecnico, ambito a cui si dedica prevalentemente Lewis. Il duo inizia la sua carriera creando numerosi film e filmini denominati 'nudies', ricchi appunto di scene di nudo e con un'attenzione particolare alle rotondità femminili esuberanti. Era un genere molto in voga tra gli anni u201850 e '60 per due motivi: i bassi costi di realizzazione e i buoni risultati a livello di introiti.

Con questi 'nudies', (ne gireranno e produrranno circa una trentina, dei quali ne rimangono oggi solamente 7), tentano di cavalcare l'onda del successo di Russ Meyer, il quale diviene una celebrità proprio grazie a questo particolare genere. Quando questa moda perde tono e rimangono in auge solo i registi già affermati come lo stesso Meyer, Friedman e Lewis sono in cerca di qualcosa di nuovo, di mai fatto prima: sarà Herschell Gordon Lewis ad avere la grande intuizione. Dopo Blood Feast girano insieme anche 2000 Maniacs e Color me blood red, ma dopo quest'ultimo si interrompe il sodalizio tra i due e Lewis continuerà col cinema fino al 1972 con Gore-gore girls, titolo dal quale si intuisce l'influenza di Russ Meyer (si noti la somiglianza, ad esempio, tra il titolo del film di Meyer Faster Pussycat Kill! Kill! del '66 e Gore-gore girls), ma a quanto pare le pellicole, senza il duo originario, perdono di fascino e contemporaneamente la critica diventa sempre più spietata.Lewis continuerà la sua carriera in ambito pubblicitario, affermandosi e acquistando notorietà nel campo che conserva tutt'ora, trovando il tempo, recentemante, di tornare al cinema per realizzare il seguito del suo film storico con Blood Feast 2 - All U can eat (2002), prodotto ricchissimo di ironia e critiche sociali fin dal gioco di parole del titolo, oltre a scene splatter ai limiti del sopportabile. Blood Feast, come ho già detto, non si può considerare un capolavoro del cinema: personalmente non lo considero un film mediocre, anzi, ma per alcuni il film tecnicamente fa addirittura schifo. E' innegabile però che sia un pezzo di storia perché è il primo, è l'alpha, il padre dello splatter, molti lo hanno seguito e lo hanno imitato, probabilmente qualcuno lo ha anche odiato, ma rimane un precursore, che non è cosa da poco.

Di come Blood Feast nasca prettamente con intenzioni commerciali, voglia di sfondare e di affermarsi, Lewis lo fa capire anche recentemente, in un intervista, dove sostiene di non guardare film horror, di non amare il genere perché lo ritiene pomposo e spara a zero, per farci un esempio, sulla serie degli Scream, dipingendola terribile e inguardabile senza mezze misure. Nemmeno il genere da lui creato lo attira più di tanto, ammira solo certi effetti speciali ben realizzati ma nulla più. Le sequenze splatter di Blood Feast 'stuprano' per la prima volta il corpo umano, vedere cosa c'è all'interno di esso diventa spettacolo, c'è del nuovo materiale con cui scioccare la gente e spingerla al botteghino, Herschell Gordon Lewis, in un'intervista, rivela l'epitaffio che desidererebbe avere sulla tomba: Vide qualcosa di diverso e lo fece.

 

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