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Black Simphony

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C'è una leggenda metropolitana che circola tra le università spagnole: un misterioso assassino, chiamato Tuno Negro (Menestrello Nero) si sposterebbe da una città all'altra, aggredendo e uccidendo ogni anno alcuni studenti. Gli universitari di Salamanca avranno la possibilità di sperimentare di persona l'esistenza del Menestrello Nero: l'assassino mascherato non è una fantasia, ma una realtà, e arrivato nella città castigliana inizia la sua serie di omicidi. Alejandra, una giovane studentessa, viene 'prescelta' dal killer, il quale instaura con lei un contatto telematico mediante una chat, inviandole i filmati delle proprie, sanguinose, imprese.

Dato che non è piacevole convivere con uno spietato assassino, Alejandra decide di tentare di fermarlo, aiutata da alcuni amici; ed è proprio uno di questi, Trucha, a intuire che il Menestrello non sceglie le vittime a caso, ma uccide gli studenti che ottengono i risultati più bassi dell'università. Quando giunge il momento degli esami finali, il maniaco omicida torna a farsi vivo; Alejandra e i suoi amici cercano quindi di capire chi ci sia dietro la maschera grazie anche alla collaborazione di due poliziotti, ma il Tuno Negro non ha intenzione di svelarsi prima di portare a termine il suo compito. Arriva dalla Spagna questo divertente thriller-horror, girato dall'accoppiata Barbero e Martìn. Ora, doverosa premessa: il titolo originale è Tuno Negro, che in italiano viene tradotto come 'Menestrello Nero': i menestrelli sono semplicemente alcuni studenti universitari che passano le serate suonando per le strade o durante le feste; quindi l'abbigliamento del killer (mantello nero, vestito nero, maschera bianca), che può sembrare bizzarro o banale, ha comunque una sua logica nel film (oltre all'origine storica dei menestrelli, che viene spiegata dal decano della catterale nel film stesso). Ma veniamo alla pellicola: è chiaramente uno slasher-movie, con l'assassino che si scopre nelle scene finali e giovani vittime pronte per la mattanza; ma si differenzia dai classici di questo filone per diversi motivi, su tutti, l'ironia e la comicità che pervade la pellicola.

Sono diverse infatti le scene esilaranti (ricordiamo per esempio fra le tante quella in cui una ragazza che, fuggendo dal killer, si trova davanti una porta chiusa e promette alla Madonna di rimanere vergine se verrà aiutata...e la porta miracolosamente si apre), componente che aiuta a dare alla pellicola un ritmo divertente, anche se, di contro, poco c'entrano certe situazioni in un film horror. Comunque a tenere alta la suspence ci pensa il Tuno Negro: gli omicidi sono variegati e piuttosto sanguinolenti; inoltre i personaggi non sono unicamente una serie di vittime predestinate che aspettano solo un pugnale nello stomaco, ma sono per la maggior parte dei casi ben caratterizzati e lo spettatore non saprà mai quando il killer mascherato arriverà a colpirli. Di rilievo anche l'ambientazione: il Menestrello Nero colpisce le vittime seguendole tra le vie caotiche di Salamanca o nei locali dell'università, fino alla resa dei conti, che avviene in una maestosa cattedrale. Tuttavia, Black Symphony non ha solo pregi. La recitazione di alcuni attori è davvero scadente, così come alcune battute fumettistiche e la presenza di sequenze comiche, che, come già detto in precedenza, potrebbero infastidire un horrorofilo che cerca sangue e omicidi senza intermezzi divertenti. Inoltre sono presenti diverse sequenze di sesso che, per quanto siano apprezzabili, poco hanno in relazione con la trama.
Uno slasher-movie insolito, dunque, che si fa apprezzare per i suoi aspetti horror e che perde qualche punto per quel che riguarda il resto; un prodotto in ogni caso guardabile e che magari verrà utilizzato per invogliare gli studenti ad impegnarsi a scuola...

Nota: L'assassino, se si è particolarmente attenti, può essere individuato prima della rivelazione finale, usando un pò di logica e stando attenti ad alcuni piccoli indizi.

 

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