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Bittersweet Life

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Bittersweet Life 3.00 of 5 1 Vote.
Efficace pellicola coreana che racconta i tormenti di un apparentemente impassibile esecutore, di un vice del boss di turno, che nella sua aura di distacco ed impenetrabilità, non ha fatto però i conti con la lezione di spirito zen che il capo vorrà impartirgli.
Al crocevia tra il gangster movie/fumetto, il noir anni '60 e la vengeance story, Bittersweet Life raccoglie tutte le suggestioni di genere efferato, al punto da attingere in un caso, a piene mani da Kill Bill, nell'altro, dall'ultima e forse più famosa trilogia della vendetta di Park Chan-Wook.
Evidente il richiamo a modelli classici, come il Frank Costello interpretato da Delon (Frank Costello Faccia D'angelo), in A Bittersweet Life, che supera o comunque compete con l'originalità di un fumetto come Sin City, con i toni epici di una storia zen, non si pùo negare un coté d'orrore fatto di corpi estraniati e torturati, cui si anticipa con sadismo il racconto di tutto quello che di lì a poco andrà ad accadere. Talora insostenibile e, forse non a caso, anche per questo, un pò ispiratore della violenza di Hostel di Roth, il film riesce pur in semplificazione analogica dei personaggi, a raccontare la solitudine e l'alienazione dell'individuo, spesso perduto nel gioco incomprensibile degli automatismi umani.
Su tutto brilla la stella agghiacciante di un eroe, Sun Woo (Lee Byeong- Heon), i cui meccanismi di sconfitta e riuscita non sono così prevedibili, come lascerebbe ad intendere invece, un congegno narrativo che appiattisce in fondo l'introspezione, per aggredire lo spettatore con le sue trovate di sanguinaria messa in scena shakespeariana. Sun Woo si muove come spietata bellezza, come individuo opaco di sentimenti, su quel palco, il Dolce Vita, locale che dirige ed elegante free zone per malavitosi, prostitute e corrotti antagonisti. Quando il capo gli affiderà l'ingrato compito di controllare una fidanzata probabilmente infedele, Sun Woo cederà all'esitazione, mancando un delitto d'onore che gli costerà più della vita, tra vendetta e orrorifica resurrezione.

Scritto e diretto da Kim Ji Woon (Two Sisters), il film parte da una premessa iniziale concludendosi sulle note di un identico koan esistenziale:'Quale scorre? L'uomo o la vita? Il sogno splendido da cui ci si risveglia o l'identica esistenza che ha posto confini al sogno? E laddove non v'è più movimento, quale è il dolce, quale l'amaro?

 

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