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Beyond the Grave

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Beyond the Grave 3.00 of 5 1 Vote.

Beyond the Grave è molto più di un film di genere: sebbene in modo talvolta insoddisfacente, il film mixa infatti elementi dai generi più disparati (suspense, poliziesco, horror, thriller, etc), pescando anche da vari sottogeneri e filoni più o meno “di nicchia” (sbirro in missione, minaccia mutante, morti viventi, sci-fi post-apocalittica, etc).

La storia narra della disperata corsa contro il tempo di un detective per fermare una creatura assassina in un Brasile che, per usare un eufemismo, ha visto giorni migliori.

Lungometraggio d'esordio di Davi Oliveira Pinheiro fotografato dal veterano degli spot pubblicitari Melissandro Bittencourt, Beyond the Grave è costato 155.000 dollari americani (sì, centocinquantaciquemila: gli zeri sono solo tre) – una cifra incredibilmente limitata anche per gli standard brasiliani, che generalmente si aggirano attorno al milione di dollari. L'atmosfera di totale desolazione è palpabile: si tratta veramente di uno dei pochi film a portare sullo schermo lo scenario post-apocalittico in modo credibile.

Ottima quindi la scelta delle locations da parte della produzione guidata da Carmem Fernandes, che ha preferito mostrare campi agricoli ventosi anziché gli scenari pietre-e-polvere codificati da Mad Max e dai suoi innumerevoli figli bastardi. Buona anche la scelta del protagonista, un Rafael Tombini perfettamente calato nel ruolo di un uomo che da un momento all'altro potrebbe soccombere al proprio caos interiore mentre l'ambiente attorno a lui si fa sempre più claustrofobico.

Lo scontro iniziale tra il Cangaceiro (una figura ricorrente degli action movies brasiliani a partire dagli anni Cinquanta, derivante dalla mitizzazione di banditi realmente esistiti) e uno strano tizio munito di katana è difficile da seguire, e il ritmo del film si trascina un po' in alcune sequenze nell'intento di trasportarci nel devastato teatro della vicenda. In generale, la sceneggiatura si concentra troppo sui processi mentali dei personaggi, a discapito di ciò che il pubblico potrebbe vedere e sentire da sé.

Degni di nota sono gli effetti speciali di make up alla Giannetto de Rossi (in stile Zombi 2, per intenderci) e le ottime performance di comprimari come Ricardo Seffner e Leandro Lefa (quest'ultimo sfoggia un elmetto nazi).

Beyond the Grave è il primo zombie movie esistenzialista mai realizzato in Sud America, e probabilmente nel mondo intero - ispirato tanto ai film di George Romero che a Two-Lane Blacktop di Monte Hellman.

Sono davvero ansioso di vedere la prossima fatica cinematografica di Pinheiro e del suo produttore Isidoro Guggiana.

English Version (Traduzione e Revisione Testi a cura di Michael Guarneri) - Beyond the Grave is not a “Genre Picture” but a Picture of GenreS: sometimes insatisfying but always interesting, it meshes tons of genres (suspense, cop, horror, thriller, etc) as well as subgenres (nononsense policeman-on-a-mission, shape-shifting creature-on-the-loose, zombie flick, post-holocaust sci-fi, etc) into its storyline, to tell the desperate search of a tough detective racing against time to put a stop to a seemingly untrackable killer creature in a Brazil that has seen better days (to say the least).

Creatively handled by Advertising spot veteran Cinematographer Melissandro Bittencourt and debuting feature film director Davi de Oliveira Pinheiro, it boggles the mind to find out this only cost about U$155 000 (yes, that is THOUSAND...there are no zeros missing), incredibly limited resources even by Brazilian standarts (where many Portuguese-language movies are financed by no less than a one million dollars).

The atmosphere of total desolation is palpable (good choice of locations by the Production Designing team headed by Carmem Fernandes): it is one of the very few movies dealing with survivors attempting to live in an Earth-gone-sour universe where one actually BELIEVES there is not much-nor many- left in the planet. The choice of showing windy fields instead of outback-like areas filled with dust and rocks (like the various Road Warrior bastard sons made by Italians after the George Miller´s seminal flick broke box office records everywhere) was a good choice and Rafael Tombini plays the protagonist as if the surroundings are closing in on him, and he could succumb to a state of inner chaos anytime.

The confrontation in the beginning – featuring a weird katana-wielding opponent and the Cangaceiro (a fixture of Brazilian-made rural action movies from the 50s on revolving around real-life, leather hats-sporting bandits who´d become part of the Northeastern folklore) – is hard to follow, and the pace drags in a few portions in the intent of transporting us into that devasteded area. Generally speaking, the screenplay emphasizes too much the inner machinations of the characters, at the expense of what the audience could see and hear happen, thus sometimes leaving us a bit on the cold side.

Effective makeup fx reminiscent of Giannetto de Rossi´s work in the classic Lucio Fulci living dead favourite ZOMBIE 2 (I just wish there were MORE “animated corpses” walking around!) and very good performances by supporting thespians Ricardo Seffner and Leandro Lefa (wearing a Nazi-like helmet). The first Existentalist Zombie ever made in South America. And probably in the world.
Owning as much to George Romero´s filmography as to Monte Hellman´s Two-Lane Blacktop. Can´t wait to see his Pinheiro´s and his producer Isidoro Guggiana´s next Cinematic Foray.

 

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