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Bangkok Dangerous

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Bangkok Dangerous 1.00 of 5 1 Vote.
Bangkok è teatro di violenze urbane, un luogo dove lo scontro tra bande rivali è quotidiano, dove la microcriminalità devasta l'intero assetto societario dall'interno. In questo clima surreale compare Kong, un killer sordomuto affiliato ad uno dei potenti boss locali, carnefice solitario ed isolato dal mondo sia per il suo handicap che per la sua indole. I suoi unici contatti con l'esterno sono dovuti al suo amico e collega Joe oltre che ad Aom, donna che si pone come tramite tra il duo di killer ed il boss della zona. La situazione crolla vertiginosamente quando Aom viene violentata e rapita, scatenando le ire di Kong e Joe i quali si scaglieranno contro i colpevoli innestando un processo di distruzione atto a lavare l'onta nel sangue.

Action movie dai forzati sperimentalismi questo Bangkok Dangerous dei fratelli Pang, registi alla ricerca di soluzioni tecnico/visive non sempre riuscite. La pellicola si appoggia alla miriade di uscite analoghe già lanciate nel circuito cinematografico asiatico negli anni '90, come la trilogia di John Woo A better Tomorrow| oppure le pellicole d'azione di Tsui Hark, assorbendone il flavour malinconico e plasmando le sparatorie come fossero danze in cui la realtà si frantuma a favore della teatralità. D'altro canto più di un occhio viene lanciato verso il cinema d'oltreoceano nella riproposizione di inseguimenti ed esplosioni volutamente magniloquenti.

L'aggiunta al genere dei fratelli Pang sta nell'uso della slow motion e delle accelerazioni improvvise, nella ricerca di inquadrature inusuali o nei primi piani alternativi, in una ricerca cromatica che tende a saturare i colori o a renderli monocromatici. Tuttavia, tirando le somme, il giudizio che si trae da tali sperimentalismi non è propriamente positivo data la non funzionalità di tali soluzioni tecniche alla riuscita del film. Va bene osare ed inventare, ma solo se si ha un impianto narrativo ben stabile su cui poggiarsi; in questo modo tale ammasso di tecnicismi appesantisce una struttura talmente fragile da trascinare tutto nel gorgo dell'inutile spreco di pellicola condito da un senso fastidioso di deja-vu.

Mal dosata anche la colonna sonora techno che sulla carta si sarebbe dovuta ben sposare alle immagini rapide ed ai cambi cromatici, ma che risulta infine soltanto fastidiosa e slegata dal contesto.
Da vedere solo se non si è mai sazi dei film d'azione orientali imbevuti in litri di sangue.

 

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