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Bad Brains [2]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Bad Brains [2] 3.00 of 5 1 Vote.

Si parla tanto della morte del cinema horror nel panorama italiano e poi vieni a sapere che un certo regista di nome Ivan Zuccon ha smesso di distribuire i suoi film in Italia perchè stanco dell'indifferenza generale che gli esercenti locali destinano alle sue produzioni horror (Colour from the Dark è stato distribuito in Italia da Distribuzione Indipendente n.d.r.).

Poi ti vai a vedere un film come questo e ti incazzi come una bestia. Si, perchè Bad Brains è un film favoloso, realizzato con una piccola produzione low budget, molto sangue, sesso in abbondanza e tante cose da dire. La storia parla di una coppia di serial killer, Alice (Valeria Sannino) e Davide, (Emanuele Cerman) che vivono in una cascina abbandonata dove segregano le loro vittime per trucidarle e filmarne il martirio. Una sera piomba in casa loro Mirco (Matteo Tosi), un ragazzo strano, quasi sognante, che sembra conoscere bene Davide al punto che quando uno dei due si ferisce lo stesso accade anche all'altro.

Mirco vuole sapere a tutti i costi cosa stanno cercando nei corpi che aprono dopo aver tolto loro la vita. Fin dal suo film d'esordio "L'altrove " (seguito da Maelstrom - Il figlio dell'altrove e "La casa sfuggita") Zuccon si è dimostrato un grande appassionato di H.P. Lovecraft e non perde occasione per citarlo (in questo caso vediamo in bella mostra un libro dello scrittore sul comodino di Mirco). Di rimando la storia si sviluppa seguendo lo stile di Clive Barker (altro figlio illegittimo dello scrittore di Providence), in principio, e cioè nel 1998 Bad brains era un cortometraggio ispirato al racconto "Just Before Delirium" di Enrico Saletti, poi grazie all'ìntervento produttivo di Emanuele Cerquiglini, Zuccon è riuscito a trasferirlo sui 90 minuti. Nonostante qualche difetto di recitazione, soprattutto legato alla poca esperienza degli attori, il film si sviluppa in modo fluente e la narrazione convince, avvince e non annoia.

Nel cast un breve cameo per Chiara Pavoni, attrice onnipresente nel circuito underground.

Forse Zuccon pecca di eccesso di contenuti, rendendo a volte traballante qualche spiegazione, ma è indubbio il suo talento, la sua visionarietà (gli incubi con l'assassino che sale la scala a chiocciola sono veramente efficaci) e la sua buona volontà nel dare spessore ad un genere che in Italia sembra essere morto e sepolto. Peccato che Nympha, il suo film successivo, sia uscito solo per il mercato estero. Speriamo che l'ultima fatica, Colour from the Dark, dove il buon Ivan si cimenta nuovamente con Lovecraft (ma con mezzi superiori) non venga al solito snobbato dal nostro decadente circuito cinematografico (così non è stato per fortuna n.d.r.).

 

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