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Bad Biology

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Bad Biology 3.00 of 5 1 Vote.
Dopo 16 anni di attesa ritorna sul grande schermo uno dei più controversi e scomodi registi horror degli anni ottanta, Frank Henenlotter, memore di un passato underground povero di mezzi ma pregno di idee, ci riporta con Bad Biology nel suo immaginario sgradevole e controverso. E sin dai primi fotogrammi di questa nuova opera, Henenlotter sembra dirci: Vabbè, dove eravamo rimasti? a significare che le tecnologie cinematografiche, le mode e le tendenze del new horror non sono valse a nulla per lui. Henenlotter lavora nel suo tempo ed infatti Bad Biology, a livello di confezione e fotografia, sembra uscire direttamente dal panorama underground dei primi anni novanta o ancora meglio, dalla fine del decennio precedente, quando la TROMA muoveva i primi spregevoli passi verso il culto assoluto e la Full Moon di Charles Band ci propinava ogni mese un mostro gommoso di nuova fattura.Il film viene prodotto da un rapper, tale R.A. Thorburn detto The Rugged Man, non a caso infatti, nel film compaiono nomi noti e meno noti del panorama hip hop underground americano con nomi bizzarri e cool quali Reef the Lost Cauze, Big Earth o Vinnie Paz e recitazioni inevitabilmente influenzate da movenze e cadenze vocali tipiche della musica da strada. Questo però non impedisce a Henenlotter di esprimere al meglio la sua predilezione per i freak, riprendendo il discorso da dove lo avevano lasciato i suoi due titoli più incisivi (Basket Case e Brain Damage).La trama vede le due storie parallele di Jennifer e Batz, due ragazzi biologicamente diversi dal punto di vista sessuale, lei in perenne ricerca dell'orgasmo, novella mantide che uccide il maschio dopo l'accoppiamento e partorisce all'istante mostriciattoli disgustosi e urlanti; Batz al contrario vive la sua personale odissea con un mostruoso fallo, dotato di vita propria con il quale provoca nelle partner degli orgasmi talmente forti da trasformarle in vegetali mugolanti. Jennifer passa il tempo a fotografare cadaveri deformati e modelle mascherate da vagina, lui si impasticca e si masturba con un mostruoso attrezzo di sua invenzione. I due alla fine si incontreranno e le conseguenze saranno devastanti.Henenlotter ci dona un personale porno horror abbastanza esplicito, caratterizzato da situazioni care al genere, una fotografia anni 80 molto povera ed effetti gommosi stile Troma che culminano nella fuga del mostruoso cazzo a caccia di donnine, penetrando letteralmente dai muri degli appartamenti, tutte cose queste che potrebbero far storcere il naso a più di uno spettatore moderno, non abituato agli eccessi antiestetici del regista, il quale, pur alimentando una visione quasi cronenberghiana (la soggettiva dall'interno del corpo è un piccolo colpo di genio) non rinuncia alla sua tipica ironia sciattona e volgare che fotografa, però, superbamente le odissee parallele di due personaggi ai margini, due figure henenlottiane che i numerosi fan del regista hanno imparato ad amare.

 

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