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Arcana

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Arcana 3.00 of 5 1 Vote.
Da due giorni lavoro alla recensione di Arcana, ultimo film nato dal sodalizio creativo Giulio Questi/Franco Arcalli. L'impostazione era il classico schema tripartito: introduzione, analisi, giudizio conclusivo. Ero partito in quarta:INTRODUZIONE
Jules e Kim (il regista Giulio Questi e il montatore/sceneggiatore Franco Arcalli) sono da annoverare tra i cineasti che, alla fine degli anni Sessanta, hanno decostruito i generi classici tramite trattamento pop [Enrico Ghezzi e Marco Giusti a proposito del western Se sei vivo spara (1967) e del giallo La morte ha fatto l'uovo (1968)]. Poiché è buona norma che alla pars destruens segua una pars construens, il loro terzo lungometraggio costituisce la modesta proposta di rinnovamento del cinema italiano. Si parla appunto di Arcana come del tentativo di fondare una nouvelle vague all'italiana...Terminata l'introduzione, dovevo iniziare l'analisi vera e propria. Tuttavia, più mi sforzavo di inquadrare il film, più Arcana mi sfuggiva. Insoddisfatto del mio lavoro, frustrato da continue riletture e correzioni, ero fortemente tentato di lasciar perdere: non volevo fare la fine del recensore pazzo di Cigarette burns (2005). Di seguito - in sostituzione dell'analisi - propongo gli appunti da me stesi durante la visione del film.APPUNTI PER ANALISI
Trama del film: il figlio di una sedicente medium (interpretata da Lucia Bosé) scatena forze demoniache incontrollabili.
Inappropriatezza del termine trama, dato che allo spettatore non è dato conoscere le cause di ciò che sta accadendo sullo schermo.Contenuto del film:
Titoli di testa.
Personaggi enigmatici compiono azioni inspiegabili.
Titoli di coda.Film lynchiano ante litteram?
Disinteresse verso le regole della narrazione tradizionale, basata su ferrei legami logici di causa-effetto: film anti-narrativo.
La cancellazione della storia (il diegetico) permette agli autori di concentrarsi unicamente sulla messa in scena filmica (l'estetico): non è un film horror (cioè una specie di Poltergeist dei poveri). La storia serve unicamente come pretesto per fare cinema puro: Questi e Arcalli intendono indagare le potenzialità del Cinema (e in particolare del montaggio) come mezzo espressivo straniante, al servizio dell'inconscio e non della verosimiglianza narrativa. In Arcana il Cinema è il medium dotato di poteri straordinari, contrapposto ai trucchetti della finta maga Lucia Bosé: infatti, solo il Cinema è in grado di trascendere la Realtà e portare lo spettatore in un altra Dimensione. Cinema come veicolo di trance (modello: avanguardia cinematografica surrealista fine anni '20 e trance-films sperimentali di Maya Deren).GIUDIZIO CONCLUSIVO
Spero riusciate a recuperare e visionare questo strano film che - al contrario di cinedeliri trash come Malocchio/Eroticofollia (1975) - ha classe da vendere.In data 15 Marzo spedisco tutto al boss (ACT), che - in data 16/03/10 - risponde:Caro Michael|è stata una lettura bizzarra, soprattutto perchè stasera sono in una di quelle sere dove per stare sveglio devo fare dei gran sorsi di birra fresca, quindi è stata una lettura particolare sotto tutti i punti di vista. Però mi piacerebbe che tu ampliassi le tue considerazioni personali. Che ne pensi?ACT18/03/10
Caro Actarus|
è difficile dare un giudizio su Arcana, perchè il film non può essere valutato attraverso i canoni che applichiamo al cinema tradizionale: come ti dicevo, non c'è un filo logico narrativo a cui aggrapparsi e non c'è un genere di riferimento [inizia come analisi sociologica dello sradicamento degli emigrati meridionali a Milano, diventa una commedia morboso-edipica stile Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno (1974), vira improvvisamente verso il soprannaturale con accenni gore, per sfociare nel delirio audiovisivo dal 75' in poi. Come ogni b-movie maledetto (girato con due soldi, la produzione fallì durante la stampa della pellicola, che praticamente non fu mai distribuita), ci pone di fronte a un aut-aut critico: capolavoro o trash?
Personalmente, non voglio fare il fanatico alla Tarantino e soprassedere sui numerosi difetti del film (in primis la durata, estenuante se rapportata alla non-narratività), ma non voglio nemmeno paragonarlo a spazzatura tipo Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento (1973).Al contrario del film di Polselli, infatti, Arcana non è l'opera involontariamente comica di un incompetente, ma il tentativo di scuotere lo spettatore dall'anestesia di un cinema italiano di genere che, con le sue formule, ha sicuramente prodotto alcuni capolavori, ma a prezzo di quali mostri! Non che Arcana non sia un mostro (monstrum nel significato letterale di prodigio, cosa straordinaria, contro natura): scrive infatti Nietzsche che per sconfiggere il mostro bisogna diventare un mostro.In questo senso, Arcana può considerarsi un film fallito, oltre che fallimentare.

 

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