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Angel Heart: Ascensore per l'Inferno

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Angel Heart: Ascensore per l'Inferno 4.00 of 5 1 Vote.
Anni 50, dopoguerra, Stati Uniti del sud.Tra le persone tornate reduci della Grande Guerra, uno è misteriosamente scomparso: si tratta di un musicista jazz, Johnny Favorite, di cui si sa solo che è rimasto sfigurato in combattimento. A cercarlo è un misterioso ricco signore dal nome esotico: Louis Cypher (Robert De Niro), che assolda per ritrovarlo uno spiantato detective, sudaticcio e trasandato, il signor Harry Angel, che accetta, suo malgrado, l'incarico, nonostante le brutte sensazioni che il suo cliente gli suscita. Nella ricerca questi si imbatte in una serie di eventi funesti, magia vodoo ed una lunga scia di sangue che sembra perseguitare tutti coloro che hanno avuto a che fare con Johnny Favorite. Riuscirà il detective Angel a ritrovarlo e soddisfare così il suo cliente? E riuscirà ad uscirne incolume?Angel Heart non è esattamente un film horror, viaggia in bilico tra la detective story alla Raymond Chandler e il cinema noir della migliore sorta, ma vi posso garantire che il numero e le modalità delle morti in questo film possono eguagliare, se non superare (vista la data di uscita) il più feroce dei Saw. Dove però ai giorni nostri c'è un filo conduttore di fondo, una sorta di legge che viene rispettata, qui c'è solo mistero, nessuno sa perché queste persone muoiano in modi così crudele nè quale sia il filo che li lega. Almeno non fino alla fine del film. Il cast è di tutto rispetto: Mickey Rourke era lontano dalle esibizioni patetiche post botulino (almeno fino all'ultimo The Wrestler) ed era nella sua forma migliore; il sempre grande Robert De Niro in una enigmatica interpretazione che resta nella nebbia fino alla fine ed una giovanissima Lisa Bonet (che forse tutti ricordano meglio nel ruolo di Denise nella serie I Robinson) nella parte di una sensualissima mambo (sacerdotessa voodoo), figlia di Favorite ed amante del detective.Sebbene in alcuni punti la trama rallenti sensibilmente, i colpi di scena non mancano e la storia si snoda convulsamente senza lasciar intravedere nulla sino al finale, che chiarisce e collega in poche scene tutta la storia. Gli effetti speciali, o meglio, gli escamotage studiati ad hoc per i momenti di massima tensione, forse potranno sembrare terribilmente banali ai più giovani, ma bisogna comunque considerare che questo è un film della fine degli anni 80 e non c'erano CGI nè 3D (per fortuna?). Una trama avvincente dunque, ed una fotografia sempre umida, nella pioggia, come nell'afa dell'estate, opprimente ed avvolgente, dove il sangue e l'acqua si mescolano con estrema facilità ed ogni parola di minaccia o segreto sussurrato sembra lasciare una scia di muco come uno strano animale. Una pellicola che lascia intravedere magie e credenze, getta dubbi e fa trarre conclusioni, spesso sbagliate, allo spettatore, che insieme a Harry Angel vaga apparentemente senza meta, ma in realtà abilmente manovrato passo dopo passo verso la scoperta di una verità scomoda e pericolosissima.

 

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