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American Psycho

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
American Psycho 3.00 of 5 1 Vote.
Il romanzo (che possiamo definire puramente splatter) di Bret Easton racconta le vicissitudini di Patrick Bateman, un business man di Wall Street che se di giorno è il classico yuppy americano ossessionato dalla perfezione, dai vestiti griffati, dal fisico e dai soldi, la notte si rivela nella sua peggiore natura di serial killer spietato che violenta, uccide e fa a pezzi le sue povere vittime senza distinzione di sesso, senza risparmiare amici e fidanzate, né con un movente particolare. Il libro, scritto all'inizio degli anni '90, fu subito al centro di molte polemiche anche da parte delle case editrici per la crudeltà della narrazione (non erano mai stati pubblicati libri del genere e forse neanche oggi ve ne sono di pari intensità), la violenza e il sesso esplicito, che ovviamente destarono la curiosità dei lettori, i quali lo consacrarono a romanzo cult vendendo milioni di copie.
La versione cinematografica fu diretta dalla semisconosciuta Mary Harron, ma la trasposizione su pellicola non fu molto facile. Si scelse appositamente di saltare le parti più crude e descrittive (anche perché difficili da poter girare) per lasciare molto all'immaginazione e soffermarsi sugli aspetti superficiali di Patrick Bateman (interpretato da Christiane Bale che meglio non poteva calarsi nella parte di un assassino folle e narcisista, totalmente inespressivo e cinico). Ben riuscito è l'intento di far trapelare l'inconsistenza di una vita basata sull'avidità, invidia (comica è la scena in cui Patrick confronta il suo biglietto da visita con i colleghi di lavoro; a tutti i costi il proprio deve eccellere sull'altro), il consumismo e la perversione, di un mondo fondato solo sull'apparenza ma che in realtà può celare segreti agghiaccianti. Nessuno pensa che Patrick Bateman possa diventare un belva feroce e assetata di sangue. Ciò che più fa raccapriccio non sono tanto le sue atrocità (pur sempre di una cattiveria e violenza inaudita) bensì la sua indifferenza, apatia e cinismo: uccide con la stessa facilità con cui si sbucciano le cipolle (almeno così si riuscirebbe a farlo piangere!).
Questo destabilizza la gente comune perché spera sempre che dietro ad una facciata crudele e sadica se ne celi una più debole e sensibile, ma non crediate di trovare un lato umano in Bateman, neanche quando alla fine urla di avere solo bisogno di affetto, perché un essere del genere è amorale e privo di sentimenti, altrimenti non potrebbe fare quello che fa con totale nonchalance; si dissocia completamente dalla realtà e non c'è bene e non c'è male, c'è solo l'io e basta. Sia nel libro che nel film gli spettatori (perché in entrambe le trasposizioni ci ricreiamo mentalmente la carneficina raccontata e siamo quindi pubblico) non si aspettano che da un momento all'altro Bateman, che magari fino a cinque minuti prima stava tranquillamente chiacchierando con un'amica, di punto in bianco sfoderi un'ascia, una moto sega o quant'altro per poi fare una strage: ciò è completamente inaspettato. E' come una telefonata alle 3 di notte: un colpo al cuore sicurou2026 Bisogna ammettere che, rovesciando tutte le moralità, le vicende di questo pazzo sono così assurde e venate di humor nero che alla fine egli risulta in qualche modo anche simpatico (a mio parere!).
Per molti versi ci sono affinità tra Patrick Bateman e il serial killer del romanzo Intensity di Dean Koontz: entrambi cinici, freddi, incapaci di sentimenti e quasi macchine nell'uccidere (in quest'ultimo romanzo il folle omicida arriva pure a mangiare vivo un ragno per poterne captare l'energia!). Intensity ha per raffronto un ritmo più serrato e incalzante. Vieni letteralmente travolto dalla storia e stai col fiato sospeso fino alla fine perché non vedi l'ora che l'angoscia, la paura, la situazione inverosimile in cui si è trasportati abbia termine, mentre in American Psycho, Easton si dilunga parecchio sui pensieri di Bateman (è raccontato tutto in prima persona dal protagonista, come un diario, un confessionale ma senza rimorsi), sulle sue considerazioni sui colleghi, i loro vestiti descritti con una minuziosità morbosa e i dettagli di come uccide: egli è quasi uno spettatore di sé stesso che spiega in maniera lucida ma allo stesso tempo ironica e in qualche modo comica le sue carneficine riportando aneddoti degni di un vero chirurgo. Insomma da vero psicopatico Bateman appare estraniato dalle vicende che narra.
Non si è cercato per entrambi i romanzi di dare una spiegazione a tutta questa violenza, magari dovuta ad un'infanzia disturbata o a vicende toccanti, no, a volte si può essere così crudeli e malvagi semplicemente perché ciò fa parte della natura umana, senza spiegazioni, né aspettative a lieto fine e questo, forse, è ciò che fa più ORRORE

 

 

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