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30 Giorni di Buio

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30 Giorni di Buio 4.00 of 5 1 Vote.
Avvinti dallo spettacolo del cielo, un uomo e una donna si stringono dolorosamente a scrutare l'orizzonte: è finito forse un incubo mentre sorge nuovamente il giorno, oppure sono solo istanti, prima che tutto si consumi come cenere che si disperde nel vento?

Barrow, Alaska - metà di novembre: sta per iniziare una delle più terribili mattanze della storia del cinema. Uno straniero (Ben Foster), si avventura tra i ghiacci pronunciando parole sconnesse, una cittadina tranquilla, appartata come quelle descritte dai fratelli Coen o da Mark Mylod, si appresta a salutare i suoi abitanti: sta per calare la notte più oscura che l'umanità possa immaginare. 30 giorni nelle tenebre che qualcuno colmerà con paziente delirio, sangue e orrore interminabile. Sono bad dreams, gli incubi che si fanno realtà e non più semplicemente le storie che si raccontano attorno al fuoco. Sono però anche le pagine di un fumetto originale, violento e allucinato, quello omonimo di Steve Niles (autore insieme a Thomas Jane della comic sci fi Bad Planet, e anche cosceneggiatore del film), ad ispirare uno dei più elettrizzanti vampire movies del decennio.

Lunga, ininterrotta e straordinaria citazione di tutto il cinema di Carpenter, da Vampires a The Thing, da Distretto 13: le Brigate della Morte, con qualche accenno persino al suo capolavoro, Halloween (che invece Rob Zombie con il suo The beginning declina diversamente, omaggiando addirittura quel genio di Kubrick), a Fantasmi da Marte.
E questi vampiri che si muovono come fiere silenziose, perfettamente a loro agio nelle strade innevate, i volti cosparsi di sangue e diabolica menzogna, mentre un grido prorompe inumano dalle fauci, nulla hanno a che spartire con i protagonisti eleganti o fetish di Underworld o The Hunger: sono per certi versi assassini mascherati come Michael Myers, creature aliene come i Ghosts from Mars, che parlano la lingua sconosciuta del diavolo e della morte, estranea a quel manipolo di ultimi eroi, Josh Hartnett (Sin City, Black Dalia) e Melissa George (Turistas, Amityville Horror), che resistono senza respiro, tregua o possibilità, alla caccia e al contagio.

David Slade, già regista del pluripremiato Hard Candy, realizza un film ossessivo, gore, nerissimo, innalzando il suo cast a performance estreme. La mdp non tralascia nessuna questione: solca i volti deformati e allarmanti di ogni nosferatu, nonché il martirio senza dissolvenze delle vittime, angariate e massacrate in nome di un Dio che come ribadirà Marlow (il leader dei vampiri, interpretato da uno stupefacente Danny Huston), ha dimenticato Barrow e negletto il suo gregge, e quindi non esiste più.
Girato negli Henderson Valley Studios di Auckland, dove la Ghost House Pictures di Raimi aveva già realizzato Boogeyman, il film, crudo e avvincente, è uno dei più esaltanti horror del 2007, non dissimile forse anche per le splatterprodezze e i momenti di altissima e claustrofobica tensione, da un' altra pellicola della stessa stagione, l'apocalittico ed indimenticabile 28 Settimane Dopo (Juan Carlos Fresnadillo).

 

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