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1975: Occhi bianchi sul Pianeta Terra

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L'opera cinematografica in questione può essere annoverata come raro esempio di film che eguaglia (per molti addirittura supera) la creazione letteraria da cui è stata tratta. Ci riferiamo allo straordinario romanzo dello scrittore Richard Matheson, I am Legend, datato 1954 e di cui una delle edizioni italiane è stata pubblicata con il titolo de I Vampiri.


1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra narra le vicende dello scienziato militare Robert Neville (Charlton Heston) che, grazie alla scoperta ed alla successiva auto-somministrazione di un vaccino, riesce a sopravvivere alla pandemia di tipo batteriologico scatenatasi due anni prima che ha quasi completamente annientato il genere umano. Da sottolineare il quasi completamente, in quanto il solingo dottor Neville, che all'inizio si vede girovagare circondato solo dalla sua disperazione attraverso un'apocalittica Los Angeles, ridotta ormai a metropoli fantasma, non è l'ultimo essere vivente sulla Terra. A fargli compagnia ci pensano i componenti della Famiglia, una setta di spietati mutanti, aberrazioni genetiche frutto degli effetti letali della guerra batteriologica. Del tutto simili a dei vampiri (sono albini e fotofobici), questi esseri, guidati dal loro leader Matthias, escono dal proprio covo al calare delle tenebre per distruggere con il fuoco purificatore ogni traccia rimanente della tecnologia dell'uomo, la vera causa secondo le loro folli convinzioni della catastrofe abbattutasi sul pianeta. Lo stesso Neville rappresenta una minaccia per la Famiglia, in quanto ultimo esponente di una razza spazzata via dalla sua stessa sete di distruzione.


Oltre alla trama ed alla presenza di una star di spicco come Heston, Occhi Bianchi sul Pianeta Terra trova un suo punto di forza nelle svariate chiavi di lettura che offre. E' un'opera realizzata in piena guerra fredda e che, come tante altre pellicole simili, cerca di prospettare con un messaggio senz'altro pacifista un ipotetico scenario del dopo conflitto tra i due blocchi USA-URSS. La stessa figura di Neville si presta a molteplici interpretazioni: un protagonista che assume connotati quasi religiosi, assumendosi il compito di salvatore della razza umana, ma rappresentando allo stesso tempo nella sua alienante quotidianità il triste ritratto di una società sempre più schiava della tecnologia, una tecnologia spesso utilizzata per fini distruttivi. E' Neville infatti uno dei responsabili della creazione del virus che ha sterminato il genere umano, ma sarà sempre Neville, grazie ad un vaccino da lui stesso creato, a cercare di porre rimedio a questo tragico errore. L'eterno conflitto insito nell'uomo: il creare, il distruggere, la razionalità e l'istinto.


Da sottolineare poi l'ottimo lavoro del regista Boris Sagal, la cui carriera precedente era basata quasi esclusivamente su produzioni televisive (Ai confini della Realtà, per citarne una). Senza l'ausilio di complicati effetti speciali, senza l'uso di sangue o scene particolarmente scioccanti, Sagal costringe lo spettatore ad immergersi in atmosfere che tormentano cuore, anima e cervello. Tutto grazie anche alla sceneggiatura che in più momenti sfiora la perfezione e che sopperisce alla già citata mancanza di special fx. Soprattutto nelle scene di maggior suspense, risulta perfetto l'accompagnamento musicale ad opera di Ron Grainer, il cui apporto si può apprezzare in decine di film degli anni '60 e'70. Fra tutti Il Cadavere in Cantina (1964 - Regia di Clive Donner) e Assassination Bureau (giallo del 1968 - regia di Basil Dearden). La parte del leone la fanno anche gli effetti sonori, i quali danno vita a qualcosa difficilmente riscontrabile in altre produzioni dell'epoca.


1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra è un autentico Classico. Non siamo ai livelli di un precedente lavoro interpretato sempre da Charlton Heston, Il Pianeta delle Scimmie, ma si tratta in ogni caso di un appuntamento imperdibile per ogni cultore di Science Fiction. A non far raggiungere al film questo status di perfezione contribuisce in piccola parte un finale non proprio convincente che avrebbe meritato una maggior cura e attenzione. Visione consigliata anche per chi si vuole avvicinare al vero old style SciFi, pura fantascienza d'annata con un soffio naif tra i suoi fotogrammi...e ovviamente agli amanti del buon cinema. Appetibile per tutti i collezionisti è la versione in DVD (del 2003) dove sono presenti tantissimi interessanti extra, tra cui lo special L'Ultimo Uomo Vivente.

Curiosità: in un paio di inquadrature, in cui il protagonista dovrebbe trovarsi da solo, i più attenti si accorgeranno che così non è. Ciò è dovuto al fatto che per motivi di budget sarebbe stato proibitivo ricreare una Los Angeles deserta in uno studio cinematografico, così le riprese sono state realizzate nella vera cittadina, durante i weekend e i giorni di vacanza.

28 Giorni Dopo può essere considerato quasi il 'nipotino' della pellicola di Sagal. La sua storia per molti aspetti sembra infatti tratta - per non dire quasi rubata - dallo stesso romanzo di Matheson.

 

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