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Morbus - Bon Profit

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Morbus - Bon Profit 2.00 of 5 1 Vote.
Il cinema spagnolo ha sempre trovato fonte di ispirazione ed espressione nel varcare il limbo dei morti viventi, prima con i De Ossorio, Grau, Klimovski etc. e poi ai giorni nostri con Balaguerò-Plaza., nel periodo post Franco, quindi libero e 'sangriento' alcuni prodotti minori ma interessanti venivano dati alla luce. Il film di Ignasi P. Ferré, catalano laureatosi al CSC a Roma, con interessanti esperienze lavorative con nostri autori, rientra in questa cerchia.Un buffo farmacista dà inizio al contagio con un preparato di sua invenzione che riporta in vita i morti, il morbo gravita intorno ad un microcosmo di varia umanità composto da prostitute, scrittori insonni e sconclusionati, ideatori e partecipanti di messe nere che si spostano in bicicletta e ritardati mentali voyeur dediti al bondage. Questi personaggi eterogenei vengono descritti con precisione, delineandone una loro identità nonostante tutti non trovino lo stesso spazio; certe situazioni sono volutamente esilaranti e cercano di scardinare alcuni cliché.Lo script, un concentrato enigmatico di generi, l'horror appunto e l'erotico, molto audace per l'epoca, sono opera opera di Isabel Coixet, futura apprezzata regista catalana insignita di prestigiosi premi, qui alla sua prima esperienza come sceneggiatrice. Le musiche cadenzate e moderne scandiscono le scene erotiche e quelle di terrore, sottolineano l'incedere miracoloso dei morti viventi, automi dalle facce anonime dagli occhi vuoti, avvolte da lunghe barbe, persone frustate che incontreremmo normalmente per strada.
Si nota una quasi assenza di make-up e gore, contrapposta però ad una compiaciuta adorazione dei corpi nudi, tra cui spiccano quelli stupendi ed integrali della florida e sensuale Carla Day, la protagonista femminile che viene spesso insidiata da Victor Israel, caratterista che interpretava il prete orrendamente zombificato in Virus di Bruno Mattei. Il suo ghigno in PP, qui spesso utilizzato, rimane impresso nelle locandine del cult-movie italiano e nei ricordi dei fans del genere.In questo film da camera l'azione si svolge in stanze anguste, obitori, sale debolmente illuminate che suggeriscono un certa atmosfera di attesa, soprattutto nel finale rivelatorio che sancisce un progetto da non prendere troppo sul serio, realizzato in libertà e passione ma con più cura di quello che voglia lasciare intendere.

 

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