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Ouija: L'origine del male - Recensione Film

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Los Angeles, 1967. Dopo la morte del marito Robert, Alice ( iq option deposit Elizabeth Reaser) porta avanti la famiglia organizzando insieme alle figlie Lina ( binäre optionen Annalise Basso) e Doris ( binarie di trading stock options Lulu Wilson) delle finte sedute spiritiche. Mentre si auto convince di aiutare le persone che vengono da lei a rielaborare i lori lutti, si mette in tasca qualche soldo per mantenere le figlie e la casa, ma non abbastanza. Pur nelle difficoltà tutto procede abbastanza bene, finché Alice non decide di introdurre qualche nuovo trucchetto per le sue piccole truffe: la tavola OUIJA. Dal momento in cui la userà in modo improprio si scateneranno una serie di forze demoniache che useranno la figlia minore, Doris, come portale per dar voce ai loro tormenti, perseguitando la famiglia ed entrando nella mente della bambina.

Siamo quindi davanti all'ennesimo film su un lutto non rielaborato, nonché all'ennesimo film in cui il male prende forma attraverso una bambina piccola, carina e ingenua. Se state cercando qualcosa di nuovo binäre optionen OUIJA L'origine del male non fa per voi. 

La malefica tavoletta Hasbro colpisce ancora.

Non vi dirò in che modo questo sequel è collegato all'OUIJA di binary options companies cyprus Stiles White, ma mi limiterò a dirvi che sì, i due film sono collegati e il collegamento vi piacerà e approfondirà la trama della pellicola del 2014.

Se vi state chiedendo se questo film sia meglio dell'altro, la risposta è sempre sì. Non che fosse difficile... Sarà forse merito del cambio di regista, anche se il nostro Mike Flanagan ( Oculus, Somnia) qui non sembra affatto essere nel massimo della sua forma. 

La sensazione che si ha durante tutto il film è di assistere a qualcosa di superficiale, che non porta mai davvero avanti le situazioni, che non scava negli avvenimenti, che non esplode mai. Talmente superficiale che nemmeno lo spiegone finale riesce a chiarire fino a fondo la rabbia degli spiriti che invadono la casa. La prima parte è lenta e a tratti melensa, il lutto sembra solo una scusa narrativa, la tensione è latente e non esplode mai, i personaggi ci sono e non ci sono, gli anni '60 invadono l'atmosfera solo nella prima metà del film, con una buona colonna sonora che sarà l'unico motivo per cui non vi addormenterete. 

Una cosa però va detta: stiamo pur sempre parlando di un regista di un certo livello, infatti Ouija 2 è girato molto bene. Nei momenti in cui tiene in tensione, lo fa con poco e grazie ad un utilizzo della telecamera molto curato. Regia impeccabile insomma, ma il resto è tutto appoggiato su una trama flebile, che se ne sta sempre lì, sul baratro di un precipizio, senza cadere mai. 

Ouija: L'origine del male

La piccola protagonista, Doris, è un personaggio abbastanza inconsistente, di una dolcezza e ingenuità che non convincono mai fino in fondo, ma in compenso nei momenti in cui deve fare paura è terrorizzante. Questo bisogna riconoscerlo, in un horror innocuo di quelli che si vedono spesso adesso, senza neanche una goccia di sangue, con la violenza fuori campo e con una tensione intermittente, Doris quando vi dovrà fare paura vi terrorizzerà. Peccato che questo non basti per fare un film horror, ma almeno c'è. Nel suo predecessore non c'era neppure questo.

Se sono tre le regole che si devono rispettare per giocare con la tavoletta (mai giocare da soli, mai giocare in un cimitero, salutare sempre lo spirito) altrettante sono le regole che Ouija 2 segue alla lettera: incominciare con un lutto recente, dare ad una dolce bambina dei poteri misteriosi, ad un certo punto tirare fuori dal cappello lo spiegone che risolve ogni mistero, uccidere chi ha comportamenti poco morali. Una sola regola non viene rispettata: se ci dovete far vedere i mostri, assicuratevi che siano fatti bene. Non siamo davanti ad una pellicola che andrete a vedere per gli effetti speciali, questo è sicuro.

Dal franchise OUIJA c'era poco da aspettarsi, ma dal regista di Oculus si poteva sperare in qualcosa di meglio, invece siamo davanti ad una storia piatta, una trama già vista mille volte e dei personaggi che non sanno neanche loro perché sono lì. L'idea delle finte sedute spiritiche era veramente carina, ma si limita a fare presenza nella prima parte del film.

Forse in tutto ciò l'unica cosa che davvero si salva è la paura che fa quella povera bambina mentre è posseduta. Ma ci vogliamo accontentare così?

 

 

Tags: Fantasmi, Tavola Ouija

 

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