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Blair Witch - Recensione Film

Rating: 1.00/5 (1 Vote)
Blair Witch - Recensione Film 1.00 of 5 1 Vote.

Ci sono corpi che non andrebbero dissotterrati, ma lasciati marcire lentamente. Solo così alimenteranno storie capaci di perdurare nel tempo e vincere la facile corruzione della carne. 

Quasi vent’anni fa accadeva proprio questo. Esplodeva improvviso, in un momento storico ancora del tutto impreparato e quasi vergine, un vero e proprio caso intorno a The Blair Witch Project. Spacciato per un fatto realmente accaduto, l’abile creatura filmica trascinava gli spettatori tra boschi desolati e spettrali, rumori crepitanti e deliri dei protagonisti smarriti. Il tutto ripreso attraverso la soggettiva di una telecamera usata come occhio scrutatore. Allora a fare la fortuna di questo capitolo giovò ampiamente l’effetto di un marketing serrato e l’ancora poco sfruttato mondo dei found footage; questo creò un potente eco capace di farne sopravvivere il ricordo. E tale sarebbe dovuto rimanere. 

 

Omettendo volutamente e caparbiamente il secondo (e come troppo spesso accade!) inutile capitolo, scolliamoci dagli anni novanta per approdare a questa riesumazione moderna. 

Volendo (per vincere davvero facile!) potrei dirvi che mi basterebbe racchiudere la mia recensione per Blair Witch dicendovi che l’unica cosa davvero spaventosa è che sono passati vent’anni dal primo film. 1999. Non vi viene la pelle d’oca accidenti?

Adam Wingard (You’re nextThe GuestV/H/S e V/H/S/2) spala alacremente per riportare alla luce le ossa di un film che sarebbe dovuto rimanere un figlio unico. E invece gli regala un erede!

A riportarci nella sinistra foresta di “Black Hills” nel Maryland, è la ricerca della sorella di James, che dopo vent’anni ancora non si da pace. Ovviamente non si avventureranno nei boschi dove detta legge la feroce strega di Blair armati di una vetusta telecamera, ma si porteranno dietro tanta di quella tecnologia che neppure l’armatura di Iron Man è tanto all’avanguardia! Ovviamente hanno con loro anche un drone… così… giusto per gradire!

Ebbene, armati di tutto punto, non faranno in tempo a piantare il campo base per la notte, che l’impaziente strega arriva a macinarli come granelli di pepe, in barba alla tecnologia! Per tenere fede agli stereotipi di innumerevoli film horror, in una manciata di minuti, i protagonisti (quasi tutti reclutati dal folto mondo delle serie televisive)  sono sparpagliati nei boschi a vagare nella notte e sotto un temporale. 

Tra alberi che volano come stuzzicadenti, urla e boati da terza guerra mondiale, “Blair Witch” si getta verso un finale che sembra preso da un videogioco della playstation 1 e totalmente ridicolo. 

In definitiva Carissimi, se volete provare un autentico brivido di terrore continuate a pensare al 1999! Per il resto “Blair Witch” è solo una caotica e rumorosissima corsa nei boschi… e speriamo che tra vent’anni nessuno trovi ancora nastri nascosti sotto gli aghi di pino!

Buona Visione!

 

Tags: Blair Witch, Recensioni Film Horror, The Blair Witch Project

 

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