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The Witch - Recensione Film

Written by Serena Aronica.

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
The Witch - Recensione Film 4.00 of 5 1 Vote.

Dicono che da qualche parte esista il bene. E da qualche altra esista il male. La cosa certa è che nel mezzo ci siamo noi. Noi che siamo mistero irrisolto e spaventoso abisso. 

In questa calda estate, tutta dominata dagli squinternati e chiassosi “eroi” DC Comics, non può esserci posto per qualcosa che scivola silente come un’ombra. Eppure, The Witch, riesce a calare come una bruma pesante e umida, pronta a rapire gli sventurati che si attardano nella sua contemplazione.

L’esordio nel lungometraggio di Robert Eggers è battezzato dal tocco sinistro di “The Witch”, che ne rivela la profonda sicurezza nel cavalcare due bestie imprevedibili come la religione e la superstizione. 

“The Witch” è qualcosa di sfuggente che galleggia in un utero umido e che si mostra attraverso una pallida coltre lattiginosa, come una fiaba in costante gestazione. E’ la fiaba cupa che sboccia nel cuore, pieno di ombre, di una famiglia di bigotti pellegrini del New England nel 1630. Il loro destino è segnato dal fanatismo religioso del rigido patriarca William ( Ralph Ineson), che ne causa la cacciata dalla comunità in cui vivono. Soli, in una terra che non comprendono e che temono, trovano approdo sul limitare di un fitto bosco famelico che rapisce Samuel, il figlio più piccolo. La fede s’incrina, cambia assetto, e la vera natura della famiglia è impietosamente denudata. 

Incatenati in un limbo illuminato dalla luce pallida e sporca di un cielo in perenne lotta con il sole, la famiglia si sgretola sotto il peso della fame e della solitudine. Rapiti dai dubbi e dalla paura, cercano i nomi e i volti delle loro sventure nei simboli del male e nella stregoneria. Si accusano e si contorcono nell’ignoranza di una fede che li ha murati vivi nel pregiudizio e nella cecità. E il male si trasforma in liberazione. 

“The Witch” irretisce e affabula, ma non giudica. Si limita a narrarci una fiaba antica, dove il bene e il male sono mescolati costantemente da mani umane, come un mazzo di carte.

Eggers crea un film che si avvinghia alla mente dello spettatore, sconvolgendone la percezione. Bellissima, nella sua opprimente e irreale monotonia, la fotografia curata da Jarin Blaschke; suggestive e ipnotiche le musiche di Mark Korven. Notevoli le prove recitative degli attori, calati perfettamente nel clima paranoico e ossessivo della storia. 

 “The Witch” avvolge come una nebbia carica di sospiri e sussurri, capace di essere disturbante senza scadere nell’ovvio. E’ il silenzioso sbocciare di un seno di ragazza, tanto naturale quanto conturbante.

In definitiva Carissimi, se siete pronti a calarvi in un’autentica fiaba cupa, allora seguite le orme lasciate dagli zoccoli di Black Phillip. 

Astenetevi se cercate qualche brivido usa e getta!

Buona Visione!

 

 

Tags: Streghe, The Witch

 

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