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Suicide Squad - Recensione Film

Suicide Squad - Recensione Film

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Suicide Squad - Recensione Film 3.00 of 5 1 Vote.

Dirompente, sfavillante, malato, arriva finalmente nelle sale uno dei più attesi film della stagione. Versione malvagia de QUELLA SPORCA DOZZINA in chiave DC COMICS, SUICIDE SQUAD promette e mantiene una girandola uncinata di cattivi ragazzi, pazzia di ottima qualità e azione sfrenata. I tipacci che vanno a comporre la squadra sono dei veri duri, con la testa e l’anima affondata nella più turpe follia. Malvagi, ma non troppo in ultima analisi, relegati nel dimenticatoio del mondo e ripescati da una consulente del governo (questa sì davvero bastarda, tanto da far arrossire e somigliare a timide educande i peggiori manigoldi dei film di Tarantino) con lo scopo di salvare il mondo da una nuova minaccia spaventosa. 

La pellicola presenta diversi punti di forza, a cominciare dai personaggi. Oscuri, feriti e spietati, mostri e reietti, resi affascinanti dalla loro natura oscura. Riportati con accurata efficacia da un manipolo di attori in stato di grazia. Da segnalare, tra tutte, le superbe chiavi di lettura e interpretazioni di Jared Leto, Margot Robbie e Viola Davis nei rispettivi ruoli di Joker, Harley Quinn e Amanda Waller. Tre percorsi diversi e magistralmente resi della pazzia e della perdita dell’umanità. Di particolare pregio la fotografia e le scelte visive; incantano e catturano lo sguardo colmandolo della scena. Frutto di alta professionalità che si percepisce in tutto il film e che ci riporta alla vecchia malia della magia del cinema. 

Ottima anche la colonna sonora, ricca e farcita di brani particolarmente belli.

Da segnalare una scena di trasformazione di uno dei personaggi; decisamente bella e suggestiva, realizzata con sobrio uso di effetti speciali e originale soggettiva. E anche una citazione, più o meno voluta, ad un grande film di John Carpenter

Dove però il film perde colpi e si azzoppa è nella sceneggiatura. Dopo una prima parte interessante, anche se sviluppata nei canoni del genere, nella seconda parte si addentra nell’ovvio e nello scontato. Si ha quasi la sensazione di ritrovarsi a vedere un film diverso, sospettosamente simile ad una famosa pellicola degli anni novecento ottanta di cui si sta riparlando ultimamente.

Peccato.

Anche perché a firmare lo script è proprio il regista, David Ayer, che è un apprezzato sceneggiatore (sua la penna che ha vergato il bellissimo TRAINING DAY, per citarne uno). 

Un robusto merchandising e una sfrenata sequenza di azioni e sparatorie a volte sembrano pretendere di essere quanto può bastare per realizzare un eccellente prodotto. Ma quasi mai alla fine è così. Molta cinematografia ci ha insegnato che saper far bene un film non significa necessariamente fare un buon film. Narrare una storia ricca di elementi banalizzando l’intreccio è come raccogliere ottimi ingredienti per fare una sbrigativa frittata.

È questo dispiace, soprattutto in un film che avoca a se tanta qualità. Attirare il pubblico richiede un impegno. E va mantenuto. Altrimenti si rischia di organizzare una festa in una stanza vuota.

Niente di grave, si potrebbe dire, tanto il film è stupendo lo stesso. Sì, potrei convenire, ma è proprio per la grande potenzialità e carisma di questa pellicola che ne ho tollerato davvero a fatica la mancanza di coraggio da parte del suo autore a lasciarsi andare a sentieri meno congeniali e sicuri a favore di soluzioni più coraggiose e originali.

Un’ultima cosa. Ci sono storie d’amore nella vicenda. Io le ho trovate straordinarie. Formidabili. Soprattutto per il contesto in cui nascono e per la natura dei personaggi coinvolti. In questo sì, che si va fuori da qualsiasi ovvietà. 

Ancora: non so se il Joker di Leto supera quello dei suoi predecessori. Ma quanto meno è diverso e alla pari.

 

 

Tags: Batman, Will Smith, DC Comics, Joker, Jared Leto, Ben Affleck, David Ayer, Margot Robbie, Viola Davis

 

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