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Among the Living (Aux yeux des vivants) - Recensione Film

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Among the Living (Aux yeux des vivants) - Recensione Film 2.00 of 5 1 Vote.

Tre adolescenti in odor di bocciatura, afflitti da diverse problematiche familiari, marinano la scuola per concedersi un momento di libertà tra gli edifici abbandonati di vecchi studios cinematografici. Dopo una raccapricciante scoperta, i ragazzi non avranno più pace…

A tre anni dal non perfettamente riuscito Livide, Julien Maury e Alexandre Bustillo provano a comporre un nuovo tassello della loro filmografia. Pur partendo da una sorta di indulgente concessione autocitazionista, omaggiando con ogni evidenza il loro osannato À L’Intériuer con un disturbante prologo quasi a se stante, i Nostri mettono ben presto da parte il dichiarato amore per il cinema di Dario Argento – che aveva contraddistinto e influenzato i primi due capitoli del proprio percorso registico – cercando ispirazione altrove, provando a rimescolare le carte in tavola.

Among the Living (Aux yeux des vivants) di Alexandre Bustillo e Julien Maury
Among the Living (Aux yeux des vivants) di Alexandre Bustillo e Julien Maury

Il tema esplorato è quello dell’innocenza infantile, motivo che si manifesta anche nelle più nascoste pieghe di azioni palesemente crudeli e terribili. Tale tema viene sviluppato tenendo d’occhio il kinghiano processo di formazione raccontato in Stand by me, lo spirito picaresco de I Goonies e la vena malinconica di una parte del cinema firmato Steven Spielberg. Tutto questo vale almeno per la prima – riuscita – parte di Aux yeux des vivants, segmento che tra eleganti movimenti di camera, l’ottima fotografia di Antoine Sanier e la bravura dei giovani interpreti fa ben sperare per il prosieguo. Ma le speranze tali resteranno e a fine visione rimarrà l’amaro in bocca per alcune sequenze sprecate in questo primo blocco (l’inseguimento del villain nei locali abbandonati, il rinvenimento della donna nel bagagliaio), in cui in maniera assolutamente magistrale la coppia di cineasti è in grado di costruire la suspense con tempi perfetti, ripresentandosi al pubblico in forma smagliante.

Among the Living (Aux yeux des vivants) di Alexandre Bustillo e Julien Maury
Among the Living (Aux yeux des vivants) di Alexandre Bustillo e Julien Maury

I problemi cominciano proprio lì, dove meno te li aspetti, cioè dal momento in cui i Nostri dovrebbero fare ciò che meglio è sempre loro riuscito: imbastire scene di puro orrore splatterstick. L’amore per i sottogeneri e l’horror radicale – marchi di fabbrica di À L’Intériuer e Livide (anche se qui in misura minore) – tornano prepotenti nella seconda metà del nuovo lungometraggio, ma più per inerzia che nel segno di quella logica di scardinamento e rimodulazione alla base dei primi due film. Quando i tempi sembrano ormai maturi, i registi tradiscono infatti le aspettative che fino a quel momento avevano alimentato nello spettatore, lasciando capitolare in malo modo la tensione che erano stati in grado di creare, compiacendosi nella creazione di una sorta di home-invasion al cubo (il villain fa visita ai tre ragazzini in tre momenti consequenziali).

Among the Living (Aux yeux des vivants) di Alexandre Bustillo e Julien Maury
Among the Living (Aux yeux des vivants) di Alexandre Bustillo e Julien Maury

A nulla serve indugiare sulla tortura inflitta ad uno dei genitori. Il risultato nella fattispecie finisce per essere stucchevole, perché privo della crudeltà visionaria di cui avevano dato prova in passato.

Film immaturo questo Among the Living (Aux yeux des vivants), che purtroppo riverbera l’immaturità degli stessi Maury e Bustillo in qualità di sceneggiatori, confermando tutti i difetti già rilevati in Livide in sede di script.

Anzi, va ulteriormente precisato che rispetto al precedente lavoro le cose vanno addirittura peggio perché nel tentativo vano di districarsi in un racconto più articolato e introspettivo, la coppia di registi finisce per sacrificare – rabberciando alla bell’e meglio le scene di morti e ricorrendo all’off-screen – il proprio, fino a qui innegabile, talento visivo.  

 

Tags: Julien Maury, Alexandre Bustillo, Stephen King, Steven Spielberg, Goonies, Stand by me

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