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The Babadook - Recensione Film

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
The Babadook - Recensione Film 3.00 of 5 1 Vote.

The Babadook, film australiano scritto e diretto da Jeniffer Kent, è uno di quei gioiellini che speriamo di poter vedere presto in Italia, magari al cinema.

La storia narra di Amelia (Essie Davis), una giovane vedova il cui marito è morto in un incidente mentre la portava in ospedale a partorire il figlio Samuel (Noah Wiseman).

Madre e figlio vivono insieme. Lei è palesemente depressa e lui è un bambino difficile. Sam ha 6 anni e passa le sue giornate a costruire armi come balestre, catapulte o trappole per catturare mostri, è manesco tendente all'aggressivo e ha seri problemi di socializzazione. Amelia invece è sola, triste e non riesce a superare la morte del marito. La vita dei due è tutt'alto che rosea, soprattutto a causa del comportamento aggressivo del bambino e del rapporto troppo apprensivo che ha la madre nei suoi confronti, che li porterà lentamente ad isolarsi dal resto del mondo.

The Babadook di Jennifer Kent
The Babadook di Jennifer Kent

La situazione si complica quando il bambino trova nella libreria di camera sua un misterioso libro dal titolo MISTER BABADOOK, che contiene immagini molto inquietanti e sembra più una maledizione che una storia per bambini. Da quando Amelia lo legge a Samuel iniziano ad accadere strane cose in casa e la madre stessa inizia a subire una trasformazione che sembra qualcosa di più che un semplice crollo psicologico.

Alcuni potrebbero trovare questo film molto lento, di fatto lo è, ma la sua lentezza è carica di una tensione narrativa tale da rendere ancora più esplosivi i momenti di suspance.

The Babadook di Jennifer Kent
The Babadook di Jennifer Kent

La vita di questa madre vedova e incapace di superare il suo lutto trasuda tristezza da ogni inquadratura, la regista è molto abile nel trasportarci lentamente nel mondo incubatico dei due protagonisti, che passano le loro notti svegli. Lungo il film più i protagonisti si stancano, più ci stanchiamo con loro, veniamo catapultati all'interno della loro realtà e ci è difficile uscirne.

La prima cosa da dire su questa pellicola è che è siamo davanti prima di tutto ad un dramma psicologico sulla rielaborazione del lutto, ben fatto e mai banale. La seconda parte diventa più strettamente horror e vi assicuro che riesce in quella difficilissima impresa che è spaventare con poco. Non succede mai niente di eclatante, ma le piccole cose che accadano si inseriscono in un'atmosfera talmente tetra e tesa da diventare terrorizzanti.

The Babadook, proprio come il libro malvagio da cui prende il nome, è una storia nera, un horror che ci spaventa usando il linguaggio dei bambini. Il male arriva dal buio, si nasconde sotto il letto e nell'armadio e prende le forme dei cappotti appesi alle pareti (alzi la mano chi da piccolo non si è mai preso un mezzo infarto vedendo mostri e presenze dove c'era semplicemente un cappotto). Forse è proprio questo a rendere il film così inquietante e carico di tensione, il suo attingere da qualcosa di estremamente semplice e di cui tutti abbiamo avuto paura.

The Babadook di Jennifer Kent
The Babadook di Jennifer Kent

Nella parte più puramente psicologica veniamo assorbiti gradualmente dalla triste vita di questa donna, al punto che quando si scivola nel cuore dell'horror siamo talmente immersi in questo mondo da incubo da essere pronti a credere a qualsiasi cosa. Nella sequenza finale ci sono delle piacevoli atmosfere alla Poltergeist, che grazie a questa lenta e inesorabile progressione di oscurità risultano perfettamente credibili.
La fotografia è fredda, i colori sono desaturati, i due attori protagonisti (Essie Davis e Noah Wieseman) sono formidabili e tutto il film è costellato da lunghi silenzi che a volte trasmettono tristezza, mentre altre volte rincarano la dose di inquietudine.

Vorrei soffermarmi un attimo sulla ricorrente metafora delle porte chiuse, e i continui richiami ad “entrare” e “uscire”.

Il mostro chiede alla donna di “farlo entrare” (Let me get it), termine che riprenderà più avanti il bambino quando chiederà alla madre, sempre in riferimento al mostro, di “farlo uscire” (You let him get in, now let him get out).

The Babadook di Jennifer Kent
The Babadook di Jennifer Kent

Allo stesso modo verso metà film la protagonista chiude tutte le porte e le finestre, azione che impedisce a chiunque di entrare in casa, ma che allo stesso modo preclude a madre, figlio (e cane) la possibilità di uscire. Non capiamo quindi se il male sia stato chiuso fuori dalla casa lasciando i nostri al sicuro, o se si nasconda proprio là dentro, imprigionato con i protagonisti.

Insomma, The Babadook è una storia tetra e cupa, triste e spaventosa, che vi terrà incollati allo schermo e vi farà sentire proiettati in un'altra dimensione da incubo, come se fossimo anche noi una parte vivente nelle notti insonni dei due protagonisti.

Una vera perla indipendente, un horror semplice, senza pretese, ma assolutamente efficace anche nei suoi aspetti più psicologi.

Un po' quello che vorremmo vedere al cinema, ma non riusciamo quasi mai a trovare.

The Babadook - Curiosità a cura di Actarus (Marco Viola)

The Babadook rappresenta l'esordio alla regia in un lungometraggio per Jeniffer Kent. Il film è una trasposizione cinematografica di Monster, un cortometraggio che la Kent girò nel 2005 e che vinse una serie di premi all'Aspen Shortsfest 2006, l'Australian Screen Sound Guild 2005 e l'Imago - International Young Film and Video Festival 2006.

Ecco il Cortometraggio completo (Spoiler per chi volesse vedersi Babadook senza sapere nulla).

 

Tags: Fantasmi, The Babadook, Jeniffer Kent

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