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Flesh Computer - Recensione Cortometraggio

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Flesh Computer - Recensione Cortometraggio 2.00 of 5 1 Vote.

Quello dei blocchi abitativi di periferia è uno sfondo che ricorre quasi ossessivamente nel cinema indipendente degli ultimi anni, sempre teatro di storie di violenza e degrado ma spesso anche di eventi che trascendono l'orizzonte umano.

In Flesh Computer, cortometraggio Sci-fi Horror di Ethan Shaftello squallido appartamento di un anonimo block è il rifugio di un esperto di cibernetica che sta compiendo un progetto di ibridazione tra materia organica e tecnologia informatica. La violenza che bussa inevitabilmente alla sua porta è quella portata da due sbandati completamente incapaci di comprendere la natura dell'esperimento ma, a loro modo, determinanti per una sua evoluzione.

Flesh Computer di Ethan Shaftel
Flesh Computer di Ethan Shaftel

La coscienza con i suoi confini e i suoi territori inesplorati è l'argomento fondamentale attorno a cui ruota questa storia dal forte sapore cronenberghiano, che cita esplicitamente La Mosca e Videodrome per dare vita ad un intreccio di suggestioni forse un po' troppo complesso per un cortometraggio. La trama principale, esplorata solo parzialmente, viene arricchita con numerosi spunti narrativi appena abbozzati, dando alla fine l'impressione di una storia che, pur nella sua brevità, divaga troppo (si prenda ad esempio il personaggio della bambina, molto presente ma priva di una funzione precisa) senza riuscire ad afferrare una vera conclusione della questione che si pone.

Per quanto riguarda gli effetti visivi, Flesh Computer ha i suoi indubbi meriti, che gli hanno valso il riconoscimento come Best Special Effects all'Indie Horror Festival e che, nei momenti migliori, offrono una perfetta interazione tra effetti meccanici e post-produzione digitale. Da questo punto di vista il corto di Ethan Staftel potrebbe quasi fornire uno standard di riferimento per le piccole produzioni indipendenti, se non fosse per alcune scene in cui il regista si fa prendere la mano affidandosi in toto ad effetti digitali di qualità mediocre che abbassano la qualità estetica generale.

L'impressione che trasmette questo lavoro è quella di un talento ancora immaturo ma con molte idee valide, che potrebbe riservarci interessanti sorprese se riuscirà a trovare una sintesi di tutto quanto gli ronza per la testa.

 

Tags: Sci-fi, Cortometraggio Horror, David Cronenberg, Ethan Shaftel

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