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Interstellar - Recensione Film

Rating: 5.00/5 (1 Vote)
Interstellar - Recensione Film 5.00 of 5 1 Vote.

Il pianeta Terra è un luogo ormai inospitale, flagellato da tempeste di sabbia che mettono a repentaglio la produzione delle risorse fondamentali per il sostentamento. Mentre la società si rinchiude in se stessa, rinnegando il progresso tecnologico, un programma segreto sta sondando la possibilità di portare la vita umana in un altro pianeta.

Strani fenomeni cosmici vengono interpretati dagli studiosi come una mano tesa all'umanità da una forza sconosciuta, ma il prezzo che i pionieri devono pagare per spingersi nell'ignoto è sempre altissimo...

Christopher Nolan si è ritrovato con un inaspettato, ma da certi punti di vista appropriato, compagno di trincea per il suo nono lungometraggio, in uscita nelle sale proprio negli stessi giorni in cui i Pink Floyd pubblicano la loro attesissima ultima fatica, The Endless River. Cosa hanno in comune le due opere? Nulla, a parte la firma di celeberrimi mindbender e che i fiumi di inchiostro spesi per recensirle paiono, nella maggior parte dei casi, basati su considerazioni aprioristiche date a scatola chiusa. Niente di tragico per carità, Nolan ha le spalle abbastanza larghe per sopportare tutte le critiche che gli vengono rivolte in questi giorni, e l'ambizione della sua nuova opera non viene di certo intaccata da attacchi pretestuosi, però fa riflettere l'atteggiamento stizzito con cui un film tanto importante è stato accolto in alcuni ambienti del web.

Interstellar di Christopher Nolan
Interstellar di Christopher Nolan

Prendiamo posizione schiettamente, prima di proseguire: Interstellar è un film straordinario, un monolite che segnerà a suo modo un prima e un dopo nella storia del cinema di fantascienza, offrendo un termine di paragone dagli standard altissimi per gli anni a venire. Non è un film perfetto, ammesso che la perfezione non sia un metro di giudizio da tirare in ballo solo quando si vogliono esaltare i difetti di un'opera, ma è un film che offre un tale spettacolo di messa in scena, interpretazione da parte del cast e costruzione della sceneggiatura da farsi perdonare ampiamente ogni mancanza o semplificazione gli si possa rinfacciare.

Si parlava delle critiche che vengono mosse al film: sfacciatamente kubrickiano, dice chi punta il dito contro i numerosi riferimenti a 2001: Odissea nello Spazio, non cogliendo però che questi spunti non si riferiscono tanto alla portata filosofica del classico di fine anni Sessanta quanto ad intuizioni estetiche da riadattare in un contesto tipicamente nolaniano. Prima di tutto, Interstellar è figlio della carriera del regista britannico, e dei lavori che l'hanno preceduto presenta strutture narrative, modi di interazione tra immagini e musica, rigore stilistico. Insomma, un complesso di invenzioni che costituisce la firma dei fratelli Nolan, qui portate ad un piano superiore dall'ambizione del progetto, ma sempre inserite in quel preciso solco di intrattenimento adulto in cui sono state create.

Altra critica: Interstellar è un film troppo sentimentale. I nostri sono tempi che guardano con sospetto all'amore come tematica cinematografica, inflazionata e nella maggior parte dei casi banalizzata, ma oltre ad avere perfettamente senso nell'economia della storia raccontata da Nolan, bisogna riconoscere un certo coraggio nel tentativo di proporre il concetto di amore in termini scientifici che non ne sminuiscono i risvolti emotivi. Interstellar è contemporaneamente un viaggio nello spazio ed una corsa contro il tempo e, al centro di questa dicotomia, anziché un sentimento di natura erotica, che viene relegato in una sottotrama secondaria, si sceglie di porre l'affetto tra un padre e una figlia, ovvero il tipo di rapporto su cui pesa maggiormente lo scorrere del tempo ma che più di tutti è capace di mantenere intatta la propria purezza.

Interstellar di Christopher Nolan
Interstellar di Christopher Nolan

C'è una questione più sottile sulla quale vale la pena riflettere: Nolan ha creato una space opera impostandola sulle strutture tipiche del proprio cinema ma rimanendo sostanzialmente entro i canoni del genere, oppure in qualche modo il genere l'ha trasceso riscoprendo oltre di esso un orizzonte molto più antico?

Le vicende di Interstellar prendono le mosse da un'America "post" che rievoca la Grande Depressione, e si sviluppano attraverso il tòpos della ricerca della Terra Promessa tipico di grandi epopee americane legate a quel periodo storico, come Furore di John Steinbeck. E poi, quando i protagonisti sono ormai lontanissimi dalla Terra, l'esplorazione di wormhole e pianeti alieni viene descritta senza evocare la sensazione di meraviglia tipica dei film di fantascienza, che trattano temi analoghi dando sfogo ad una creatività visionaria. Ad essere tirata in ballo è una categoria ben più complessa ma intimamente umana, quella del sublime, inteso come un complesso di emozioni di paura e fascino che l'essere umano prova di fronte agli aspetti più terrificanti della natura.

Nolan lambisce quindi sia i limiti del realismo americano che una certa base concettuale del cinema di Werner Herzog, il quale, a ben vedere, quasi dieci anni fa trattò temi analoghi in L'ignoto spazio profondo, esperimento di collage tra fiction e filmati di repertorio la cui trama presenta incredibili somiglianze con Interstellar e che, significativamente, porta i protagonisti in ambienti alieni molto simili.

Interstellar di Christopher Nolan
Interstellar di Christopher Nolan

Si finisce per inciampare in una domanda scomoda: il nuovo film di Nolan è un capolavoro? Perdonate la soluzione pilatesca, ma è troppo presto per determinarlo e troppo presto per metterlo nero su bianco: Interstellar necessita di tempi diversi perché i suoi meriti vengano accettati dal sentire comune. Nolan non è di certo l'unico regista al giorno d'oggi che riesce a polarizzare in maniera così netta pubblico e critica, però è certamente uno dei più determinati nel perseguimento di un proprio percorso autoriale, che tiene conto delle ragioni del mainstream ma allo stesso tempo rifugge dalle mode del momento.

Nessuno si è azzardato a confrontare Interstellar con Guardiani della Galassia, due film agli antipodi che però hanno dominato lo stesso genere a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro. A differenza del film di James Gunn, quello di Nolan strappa ben pochi sorrisi, è privo di riferimenti agli anni Ottanta, ha pochissimi colori ed ha un'estetica di rigore pragmatico che rende lo spazio profondo un luogo più inquietante che meraviglioso. Sarà per questo che è risultato tanto indigesto a molti?

 

Tags: Sci-fi, Christopher Nolan, Matthew McConaughey, Pink Floyd

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