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V/H/S: Viral - Recensione Film

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
V/H/S: Viral - Recensione Film 2.00 of 5 1 Vote.

Siamo ormai al terzo appuntamento con V/H/S e i suoi diabolici Found Footage e, dopo due ottimi episodi sostanzialmente in continuità, è arrivato l'inevitabile cambio di rotta, determinato soprattutto da una nuova schiera di registi sensibilmente diversi dalle leve impegnate in precedenza.

A muovere i fili dietro le quinte c'è sempre la co-produzione di Bloody Disgusting e The Collective, ma già dal titolo è chiaro che questa volta si è deciso di mettere da parte tutta quella concettualità vintage che impregnava i precedenti episodi ed impostare il progetto secondo un'ottica più moderna.

V/H/S VIRAL
V/H/S VIRAL

I risultati di questo nuovo approccio sono evidenti fin dalle prime scene, con Vicious Circles di Marcel Sarmiento, che assume il ruolo di collante dell'intera antologia e reinventa in chiave "social" quella sorta di ritualità arcana che nei primi due episodi introduceva alla proiezione dei vari segmenti. Assistiamo ad uno strano inseguimento notturno per le strade di Los Angeles, con un camioncino dei gelati che sfugge a polizia e curiosi lasciando dietro di se una scia di morte, tra esplosioni di violenza e protagonismi estremi dalle conseguenze tragiche.

Un pessimo inizio con il quale V/H/S Viral parte già zoppicando, a causa di una regia totalmente incapace di dare coerenza e comprensibilità a tutte le fonti utilizzate, incollate alla meno peggio (e senza una reale giustificazione) in un flusso caotico che tenta la carta del metafilmico in maniera molto grossolana.

Con Dante the Great di Gregg Bishop c'è un indubbio salto di qualità, e la storia del prestigiatore da quattro soldi che diviene mago di successo grazie ad una cappa indemoniata appartenuta ad Houdini non è priva di fascino. Anche qui le fonti sono forse eccessive e, soprattutto, pare pretestuosa la natura stessa del reperto, un mockumentary la cui funzione rimane inspiegata. La storia è originale soprattutto nelle sue venature più splatter, ma forse andava utilizzata fuori dall'antologia, e forse addirittura senza ricorrere alla ripresa mock.

V/H/S VIRAL
V/H/S VIRAL

Parallel Monsters di Nacho Vigalondo è senza dubbio il momento più felice dell'intera antologia, e l'unico cortometraggio pienamente riuscito: uno scienziato riesce a costruire una porta per entrare in un universo parallelo, ma oltre la soglia troverà la sua controparte ad attenderlo.

Vigalondo realizza un piccolo gioiello, azzeccando praticamente tutto: atmosfere lovercraftiane gestite in un'escalation perfetta, un twist originale piazzato al momento giusto ed un uso impeccabile degli effetti speciali. Veramente ottimo.

L'ultimo segmento, Bonestorm di Justin Benson e Aaron Moorhead, pur nelle sue numerose imperfezioni, non mancherà di entusiasmare molte persone: i due giovani registi realizzano un corto per certi versi paragonabile a quello di Jason Eisener del precedente episodio, un trip infernale che travolge lo spettatore con un'ondata di suoni e colori sparati a mille. Niente rapimenti alieni però, bensì la reinvenzione del più classico assalto zombie sotto il sole cocente di un acquedotto abbandonato di Tijuana, dove gli sfortunati skaters protagonisti si sono imbucati in cerca di una pista degna delle loro acrobazie.

V/H/S VIRAL
V/H/S VIRAL

Il più classico assalto zombie si diceva, a cui però il culto messicano dei morti all'origine della vicenda dà un'estetica completamente nuova, molto azzeccata nei vari contrasti cromatici che si creano. Peccato per il finale che sa molto di idea incompiuta, ma rimane comunque un lavoro divertente.

Non mancano le buone idee in questo terzo capito di V/H/S insomma, ma nel complesso l'antologia funziona male, soprattutto per la revisione sostanzialmente fallita della storia di fondo, che fatica a dare un senso ai segmenti inglobati. Altra debolezza piuttosto evidente si è creata abbandonando la tecnica vintage dei precedenti episodi per portare tutto nel terreno dell'HD, presente a tratti anche nella seconda antologia ma attento ad accordarsi con la qualità degli effetti speciali. In V/H/S Viral tutto è girato in una definizione alta ed impietosa, che svela una generale povertà degli effetti digitali e l'eccessiva evidenza di posticcio in quelli artigianali, facendo così scadere il realismo dei vari segmenti.

Un grosso balzo indietro rispetto ai primi episodi, consigliato solo a chi non può farne a meno.

 

Tags: Sci-fi, Found Footage, Zombi, Horror a Episodi, Bloody Disgusting, The Collective, Marcel Sarmiento, V/H/S, Gregg Bishop, Nacho Vigalondo, Justin Benson, Aaron Moorhead

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