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Starve - Recensione Film

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Starve - Recensione Film 3.00 of 5 1 Vote.

Cosa sareste disposti a fare per guadagnarvi il cibo? O l’acqua?

Starve è proprio questo, il concetto di “morire di fame” (tras)portato nel nostro modernissimo e tecnologico mondo che, salvo rari casi, non conosce il significato di sopravvivenza estrema.

In Prima Mondiale al Festival Internazionale di Sitges, l’attore e regista Griff Furst scrive, dirige e produce un survival movie che ricorda, seppur alla lontana, la saga di Saw: un lavoro assiduo per le serie tv (come ricorre nelle biografie dei suoi attori) e alcuni horror flicks come Mask Maker (inedito in Italia), simil-slasher del 2010 che vede protagonisti, tra gli altri, Treat Williams e Michael Berryman, portano Furst ad una discreta conoscenza del genere e dei suoi sottogeneri.

Starve sembra iniziare come un qualsiasi road-horror movie, con tre ragazzi in viaggio a bordo di una vecchia decappottabile: spinti dalla curiosità verso una urban legend locale che tratta di bambini e cannibalismo, finiscono per diventare “parte della storia”. Uomo avvisato mezzo salvato, recita il proverbio: lungo la strada verso la cittadina abbandonata a cui fa riferimento la leggenda, i ragazzi si fermano in un desolante diner dove, l’eccentrica proprietaria consiglia loro di invertire la marcia e tornare al proprio mondo civilizzato.

Starve 2014 film horror

Ma, in ogni film horror che si rispetti, non c’è U-turn, forse solo un ennesimo wrong turn: un incidente, un ammonimento forse con una pietra scagliata contro il parabrezza dell’auto e l’arrivo ad una casa abbandonata, nel cuore della notte.

L’incidente scatenante in questo caso è proprio un ostacolo fisico che si presenta sul percorso “ordinario” dei protagonisti: l’autovettura diventa così il quarto personaggio involontario di quello che si trasforma in un survival movie a tutti gli effetti.

Rinchiusi in una vecchia scuola abbandonata che ha le sembianze di un carcere, isolati in stanze poco rassicuranti, affrontano il proprio istinto (animale) di sopravvivenza contro altri prigionieri che sembrano digiunare da giorni. Spinti al limite estremo dovranno procacciarsi una ciotola di cibo uccidendosi l’un l’altro. Niente di straordinariamente originale, echi di quel primo Saw sopracitato e ai meno conosciuti Hunger e House of 9, Starve cerca di distanziarsi dagli altri film aggiungendo un po’ di ironia nelle battute del “villain” che viene svelato a metà film. Il tentativo è quello di trasformarlo in un revenge movie ma il film propende verso il survival classico. La produzione è indipendente, il regista dichiara che il budget era al limite della sopravvivenza (!) e che gli attori sono stati sottoposti a prove attoriali e fisiche di diverse settimane: il risultato è una totale credibilità dei personaggi che non scadono in macchiette post-adolescenziali e rendono il film godibile.

Starve 2014 film horror

 

Tags: Torture Porn

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