SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Sleepaway Camp - Recensione Film

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Sleepaway Camp - Recensione Film 3.00 of 5 1 Vote.

L'idea geniale che rende questo horror non uno degli epigoni di Venerdì 13 (erroneamente in parte considerato il capostipite degli Slasher), ma un film con una sua genesi ben precisa ed uno sviluppo intrigante, sta nel fatto di rendere scontato allo spettatore quello che in realtà non è.

I primi minuti sono affidati alle immagini di Camp Arawak, abbandonato luogo di villeggiatura dove si svolge la storia, insidiato da un sottofondo di voci passate e le musiche di Edward Bilous che creano un'atmosfera misteriosa. Questa partitura musicale, mano a mano che la vicenda si snoda, avrà un ruolo importante.

E' opinione personale che in un thriller-horror come questo, quando si azzecca l'inizio (l'incidente scatenante) e il finale (rivelazione) ci si discosta dalla media e si è in grado di esplorare territori nuovi, come una probabile relazione gay tra due uomini, di cui uno con figli, e la sessualità dei ragazzi (notare la cura per l'abbigliamento) che nel caso di Angela, risulta indefinita, anzi, come vedremo più avanti sottratta e manipolata crudelmente da altri. La tremenda punizione sul pedofilo è girata in maniera semplice, un po' scontata, ma quel soffermarsi, senza indugiare più del dovuto, sul suo volto sfigurato è un grido di innocenza lanciato dai ragazzi scampati all'abominio.

Il visino candido di Felissa Rose, l'attrice che interpreta Angela, la sua espressione vuota, ma anche il suo corpo ancora precoce, sono punti con cui gioca il film. L'identità sessuale dell'individuo, il mistero del sesso per gli adolescenti anche imberbi, e sulla confusione che si può generare per le costrizioni altrui. In una apparentemente innocua conversazione è racchiusa la scioccante rivelazione finale, che permette tuttora a Sleepaway Camp di ritagliarsi un angolino nella storia del cinema horror.

Robert Hiltzik (il regista e sceneggiatore del film), più che sul classico "body count" da slasher movie, si concentra maggiormente sul mistero legato all'identità dell'assassino e sulla carica erotica degli adolescenti, cercando di esplorare qualcosa di nuovo, tematiche piuttosto ardue da affrontare negli anni ottanta, soprattutto in un film di questo genere. Da segnalare il make-up, davvero curato, così come l'utilizzo sapiente degli animali.

Strano regista questo Robert Hiltzik: ha diretto solo due film nella sua carriera. Dopo il successo anche di critica del suo Sleepaway Camp ci si attendeva molto altro da lui, ed invece... Peccato, davvero.

ATTENZIONE Spoiler sul Finale del Film e sull'identità dell'assassino

Sul web qualcuno sottolinea, giustamente, che non può essere stata solo Angela ad uccidere tutte quelle persone e che deve avere avuto un complice, probabilmente identificabile in suo cugino Ricky. Angela traumatizzata dall'acqua fn dalla tenera età, difficilmente si sarebbe immersa nel lago uccidendo uno dei suoi persecutori.

 

Tags: Slasher, Robert Hiltzik, Felissa Rose

Articoli correlati
Altri articoli
  • Domenica, 28 Novembre 2010
  • Da Alberto Genovese

Sette Colpi dell'Assassino (Cortometraggio)

  • Lunedì, 21 Giugno 2004
  • Da Salvatore Mennea

Profondo Rosso

  • Mercoledì, 16 Marzo 2005
  • Da Roland

The Wisher

  • Martedì, 07 Dicembre 2010
  • Da Super User

Con gli Occhi dell'Assassino in Anteprima al Courmayeur Noir in Festival e dal 18 Febbraio nei cinema italiani

  • Martedì, 06 Settembre 2011
  • Da Alberto Genovese

Il Marito Perfetto

  • Mercoledì, 18 Gennaio 2006
  • Da Lucafly

Manhunter: Frammenti di un Omicidio

  • Martedì, 11 Novembre 2008
  • Da chris

Blood Camp Thatcher

  • Giovedì, 16 Settembre 2004
  • Da Maxena

La Morte ha Sorriso all'Assassino [1]

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • gunceladres.top - bahis siteleri - casino siteleri - alanya escort