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Under the Skin - Recensione Film

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Under the Skin - Recensione Film 3.00 of 5 1 Vote.

Jonathan Glazer si è fatto le ossa negli anni novanta dirigendo una serie di importanti videoclip per gente del calibro dei Radiohead, Blur e Massive Attack.

In particolare ricordo con piacere il bellissimo Karma Police, dove si respirava un aria ipnotica e onirica, la stessa che oggi il regista britannico riesce ad esprimere in questa sua ultima opera, ambientata nelle cupe e fredde atmosfere scozzesi, fatte di cieli plumbei, mari in burrasca che inghiottono suicidi disperati e spiagge deserte dove bambini abbandonati piangono nell'indifferenza della solitudine.

Under the Skin Recensione Film

Tutto ciò riscoprendo, in controtendenza rispetto alla frenesia del cinema moderno, uno stile registico fatto di campi lunghi, inquadrature fisse e una staticità quasi disarmante per uno spettatore abituato a grandi avvenimenti che si sviluppano in pochi istanti. La trama, invero molto semplice, vede una entità extraterrestre che si impossessa del corpo fisico di una giovane avvenente allo scopo di cacciare esseri umani in lunghe e solitarie gite in automobile. Un'attività monotona da parte della cacciatrice nel tentativo di abbordare varia umanità maschile che viene invitata in una vecchia abitazione dove al suo interno il pavimento liquido e oscuro inghiotte l'ignara vittima nel momento stesso in cui si prepara all'amplesso.

Ad aiutare la bella aliena un misterioso motociclista che percorre ad alta velocità le strade deserte con il compito di far sparire le tracce dei rapimenti. Tutto questo finché l'entità, dopo aver conosciuto un giovane affetto da neurofibromatosi, patologia che ne deforma orrendamente il volto, non comincia a provare emozioni tipicamente terrestri come la pietà. Scarlett Johanson, che dopo Her sembra essersi definitivamente lanciata nel campo della Sci-fi, risulta sorprendente nel suo personaggio, freddo e glaciale ma anche confuso da sensazioni ed esperienze nuove come il sesso o il cibo.

Liberamente tratto dal romanzo d'esordio di Michael Faber, Under the Skin è quel tipo di pellicola a cui è necessario avvicinarsi con la giusta preparazione.

Under the Skin Recensione Film

Gli amanti delle invasioni aliene tout court potrebbero restare delusi da una confezione così particolare, di certo sorprendente se si pensa che il regista è lo stesso dell'inutile Birth, io sono Sean. Nel contempo l'opera ha una sua corporatura pregevole che riesce ad ammaliare e a disturbare, arricchita da notevoli picchi visionari e pregna di ispirazioni che risalgono ad un certo tipo di fantascienza autoriale propria degli anni settanta. Se risulta facile riconoscere una ricerca stilistica che richiama al miglior Kubrick (quello di 2001 - Odissea nello Spazio e Arancia Meccanica) non si può non pensare ad opere come L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg o al controverso kitsch di Spermula di Charles Matton (che non era un porno nonostante il titolo) ma soprattutto, vedendo e soprattutto ascoltando questo film, non ho potuto fare a meno di pensare allo sconosciuto e bellissimo Liquid Sky di Slava Tsukerman, in cui già negli anni ottanta trattava un'entità aliena che si impossessava di una splendida dark terrestre per succhiare dai suoi amanti lo speciale nutrimento generato dai suoi orgasmi.

Ho detto "soprattutto ascoltando" perché le dissonanze sonore strazianti ed aliene realizzate da Mica Levi sembrano proprio richiamare l'allora malatissima colonna sonora di questo piccolo cult new wave del 1982, in particolare la marcetta stralunata che accompagna la Johanson e la vittima di turno nell'allucinante magione dove avvengono i rapimenti.

Di certo Under The Skin metterà a dura prova molti spettatori: alcuni lo troveranno insopportabilmente soporifero, ma ho fiducia che molti gusteranno il piacere della riscoperta di un certo tipo di fantascienza, meno spettacolare ma di certo altrettanto pregna di intense emozioni.

 

Tags: Sci-fi, Scarlett Johansson, Jonathan Glazer, Alieni

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