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The Strange Color of Your Body's Tears - Recensione Film

The Strange Color of Your Body's Tears - Recensione Film

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
The Strange Color of Your Body's Tears - Recensione Film 4.00 of 5 1 Vote.

Una donna scompare. Il marito indaga sulle circostanze della sua sparizione…

Quattro anni dopo il quasi capolavoro Amer, Cattet e Forzani tornano dietro la macchina da presa confezionando un thriller psichedelico nel quale la loro proverbiale estetica caleidoscopica e citazionista è ancorata a un motivo narrativo esplicitato fin dall’inizio. A differenza di quanto realizzato nel lungometraggio di debutto, nel quale la dimensione narrativa affiorava dai tre segmenti visionari che lo componevano, qui la coppia di cineasti si sforza di “raccontare” seguendo una tessitura drammaturgica più lineare e sicuramente meno ellittica. Non sfiori però il pensiero di trovarsi al cospetto di un film che propone un racconto logico-direzionale. Più semplicemente, questa volta, Cattet e Forzani si sono “imposti” di imbastire il proprio discorso entro un orizzonte strutturale meno complesso e stratificato. Ad ogni modo, non è che il caos non regni comunque sovrano.

Anche in L'étrange couleur des larmes de ton corps ritroviamo tutti i tratti che distinsero l’operazione Amer e i corti che lo anticiparono: la dimensione erotica si fonde anche qui ad un immaginario sadomaso incarnato da motivi stilistico-figurativi mutuati dal giallo all’italiana. La componente onirica, che contraddistingue il primo segmento-atto di Amer è ora addirittura più estesa e dilatata quasi come in un film di David Lynch. Anzi, va precisato che a tratti – nel modo in cui ad esempio i Nostri sono in grado di “giocare” con il doppio (e in certi casi anche con il triplo e il quadruplo) – l’aria che si respira sembra quasi la stessa percepita in Strade perdute. Si parla di Lynch, ma è assolutamente inevitabile fare riferimento anche ad Argento: il condominio-labirinto fulcro dell’azione in Inferno, la presenza di elementi pittorici e figurativi Art Nouveau come in Suspiria (oltreché la fotografia satura e post-espressionista già ripresa-citata in Amer), i dettagli delle pupille, il sottotesto voyeuristico di Opera.

Eppure non tutto è perfettamente a fuoco. La pecca principale della nuova creatura di Cattet e Forzani risiede proprio in una sorta di quasi forzata e costante ripresa dell’esile incipit narrativo. Si ha infatti qua e là l’impressione di trovarsi di fronte ad un’esplosione straripante di allucinata visionarietà più come appendice che come tratto sostanziale e strutturale dell’intera operazione, diversamente dalla pellicola d’esordio.

A conti fatti però la visione di questo martellante tripudio visivo-sonoro lisergico e delirante è per lo spettatore un’esperienza di puro godimento fisico tale da autorizzarci a considerare L'étrange couleur des larmes de ton corps,al pari di Amer,come un prodotto in grado di operare una sorta di naturale sconfinamento dei territori dello specifico cinematografico che forse trova una sua più congeniale collocazione nel contesto delle contemporanee esperienze legate alle arti visive.

 

Tags: Giallo, Bruno Forzani, Hélène Cattet

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