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Godzilla 2014 Recensione Film

Godzilla 2014 - Recensione Film

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Godzilla 2014 - Recensione Film 4.00 of 5 1 Vote.

ROAARRR!!!

Un ruggito antico, a cui molti sono affezionati e che a molti mancava. Signore e Signori. Amici dei Kaiju da tutto il globo: Il Re è tornato!!

Attendevo questo film come un bambino nato il 25 di Dicembre attende il giorno di Natale!

L'anno scorso, il mio personale fanboy interiore è stato momentaneamente saziato da quel piccolo gioiellino che è Pacific Rim, ma in cuor nostro sapevamo entrambi che era Godzilla il Kaiju-eiga che entrambi volevamo!

Entrambi abbiamo seguito per mesi l'evolversi del progetto con l'hype a mille, ripromettendoci sempre di stare lontani dagli spoiler, senza però riuscire a resistere all'impulso di addentare qualche assaggino di quello che sarebbe stato lo spettacolo finale. Siamo entrati in sala col cuore in ipertensione e l'adrenalina ormai a sostituire il nostro regolare flusso sanguigno, e al termine, siamo usciti dalla sala provando solo il forte desiderio di rientrare per una seconda visione!

E con questo, termino il preambolo fan-logic e inizio l'analisi oggettiva della nuova "creatura" di casa Legendary.

LA RECENSIONE

Avendo visto e tutto sommato apprezzato Monsters, la prima pellicola di Gareth Edwards, sapevo cosa mi sarei potuto aspettare dalla sua seconda fatica registica, e allo stile che molto probabilmente avrebbe applicato alla regia. Quello che invece ancora ignoravo è quanto questa scelta stilistica potesse giovare per il Reboot dell'epico Kaiju di casa Toho! Intendiamoci, sembra strano da dirsi per un film con queste premesse, ma Godzilla NON è un film per tutti. E con questo non mi riferisco solo a un mero discorso da fan, quanto anche per il ritmo che la pellicola segue per tutto il suo svolgersi.

Come nel precedente lavoro di Edwards, la trama si focalizza fin da subito sui personaggi umani, indugiando sulle loro vicende e sugli avvenimenti che poi comporranno lo scheletro della storia, lasciando "sullo sfondo" la distruzione perpetrata dalle creature. 

Voglio tenervi lontano dagli spoiler, quindi non andrò nei dettagli di ciò che avviene nel corso delle due ore del film, ma vi dico subito che sebbene i Kaiju (ormai è assodato da tempo che nel film, oltre a Godzilla è presente un'altra "razza") vengano rivelati anche relativamente presto, la fotografia e gli stessi stili artistici del loro design si faranno il diavolo a quattro per celarvi le loro fattezze finché la regia non deciderà che è arrivato il momento di mostrarveli. Tuttavia, al contrario di ciò che hanno insegnato anni di finti found footage, questo non si traduce in una frustrante "caccia al dettaglio" in cerca degli indizi sulle loro forme, bensì, in un'immedesimazione quasi totale con gli inermi protagonisti, e una sensazione d'impotenza assoluta di fronte ai leviatanici Kaiju. 

Telecamere intelligenti e piani sequenza studiati a fondo ci portano nel vivo degli eventi, facendoci sentire quasi parte integrante della storia, come se i nostri occhi assistessero in prima persona a ciò che avviene in scena. Così, ecco che uno scontro viene ripreso da un TG in onda sullo sfondo, mentre in primo piano assistiamo a una sequenza che vede direttamente coinvolti i personaggi, oppure la distruzione di un palazzo ci porta poco dopo a seguire la fuga disperata dei superstiti al suo interno. E mentre la battaglia tra Kaiju perpetua, veniamo catapultati a terra, a seguire gli inermi sforzi delle truppe militari in missione, mentre a centinaia di metri più in alto, i mostri se le danno di santa ragione.

Detto così, potrebbe sembrare che il film abbia giocato male le sue carte, minando quelli che sarebbero potuti essere i suoi punti di forza, ma NON è così! Sebbene a piccole dosi, dal primo minuto del film fino al suo epico epilogo, il pathos sale con un crescere costante, alimentato da un ritmo che riesce perfino dove Guillermo del Toro e i suoi Jaeger avevano in parte fallito, che non annoia mai e che regala proprio alla fine quello che fin dagli inizi ha promesso, giungendo ai titoli di coda senza dare tempo all'esaltazione di calare d'intensità, ma anzi, regalando uno dei suoi momenti più ALTI proprio a un minuto dalla fine!

Come ho già detto, molti potrebbero non apprezzare la scelta stilistica applicata al film, soprattutto se le aspettative sono di vedere scontri continui dall'inizio alla fine. E' un film per spettatori pazienti, che premia la perseveranza e punisce la fretta. Ma che non va in alcun modo bollato come "difetto".

I difetti ci sono, come è giusto che ci siano in qualunque produzione, ma sono localizzati altrove: per essere un film che si focalizza tanto sul lato umano della storia, i personaggi appaiono il più delle volte piatti, privi di espressività (tanto che molti li definirebbero delle "sagome") e con poche sottotrame d'impatto a tenere legato il tutto (che comunque viene salvato dall'eccellente ritmo della sceneggiatura). Grande rammarico anche per uno dei ruoli di punta del film, e che ha fatto parlare molto di sé nel corso della campagna promozionale: mi riferisco a quello di Bryan Cranston, che sebbene magistrale, lascia un sapore troppo amaro agli spettatori che sono entrati in sala aspettandosi grandi cose dalla sua parte (e anche qui, non dirò nulla in proposito, ma se ancora non l'avete visto, vi sconsiglio di riporre troppa fiducia sul suo personaggio).

E per quanto riguarda Godzilla?

Beh, la sua presenza si manifesta solo dopo UN'ORA dall'inizio del film, e anche da quel momento in poi, fa agognare i fan (proprio per le ragioni descritte sopra) che vorrebbero rivederlo sul campo di battaglia. Ma quando arriva, il mondo e lo spettatore tremano... letteralmente. Un degno erede dell'originale nipponico, fedele a lui in tutto e per tutto, e che a ogni manifestazione regalerà una scena cult alla pellicola (una in particolare ha tutto il potenziale per far commuovere in lacrime gli adoratori troppo delusi dal precedente remake di Roland Emmerich!!). Lo scontro finale, poi, compenserà tutte le aspettative fino a quel momento alimentate. Mischiando esplosioni di giubilo da parte del pubblico a quelle presenti in pellicola.

Ci troviamo di fronte a una grande scommessa. Quello che ha realizzato Edwards potrà piacere al pari di non, ma considerata l'importanza di una tale icona, riuscire a reinventarla senza tuttavia snaturarne le origini, era una sfida che per molti sarebbe stata impraticabile. Ma lui ci è riuscito, e gli sono bastate due pellicole per farcela!

Un grande ritorno, per un grande personaggio in un grande film!  

 

Tags: Godzilla, Sci-fi, Mostri, Gareth Edwards, Bryan Cranston, Ken Watanabe

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