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Paranormal Stories - Recensione Film

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Paranormal Stories - Recensione Film 2.00 of 5 1 Vote.

Forse è inutile ripeterlo ogni volta, ma fa sempre piacere vedere un nuovo horror italiano spuntare all'orizzonte del desolante panorama nostrano.

Se non altro perché, a prescindere dai limiti del caso che puntualmente si riscontrano, è un'occasione per saggiarne empiricamente le potenzialità inespresse e il gap (spesso ragguardevole) che ci separa da un mercato mondiale che è fucina instancabile di nuovi talenti.

Da questo punto di vista Paranormal Stories è un progetto lodevole perché, attraverso la sempre efficace formula dell'antologia, offre ad una manciata di giovani registi la possibilità di dimostrare le proprie abilità in piccoli racconti del terrore legati dal filo conduttore (molto poco vincolante in realtà) del fenomeno paranormale. Prodotto da Gabriele Albanesi, che firma la regia dell'episodio contenitore e un paio di sceneggiature degli altri episodi, Paranormal Stories è stato realizzato in collaborazione con l'Università di Roma Tor Vergata, che ha fornito mezzi tecnici e di post-produzione.

Prima di passare alle impressioni dei singoli episodi una doverosa precisazione: l'anteprima stampa visionata dal sottoscritto era in risoluzione medio-bassa, cosa che ha indubbiamente penalizzato in più di un'occasione la resa estetica, in particolar modo in quei cortometraggi dove, a causa di una fotografia troppo scura o dell'uso di filtri digitali, i toni sono meno contrastati. Molto probabile quindi che sul grande schermo il risultato finale guadagni qualche punto.

PROLOGO ed EPILOGO: un ragazzino attende di rimanere solo a casa, occasione per visionare una spaventosa raccolta di cortometraggi horror intitolata "Paranormal Stories". Ma il potere della suggestione è talmente forte a volte che gli incubi stessi possono diventare reali.

Come nella migliore tradizione delle antologie del terrore, l'episodio contenitore è un mero pretesto per introdurre la vera sostanza del progetto e, assolta questa funzione, si limita a divertissement di contorno. Non fa eccezione il segmento diretto dal produttore di Paranormal Stories, che può contare su una durata veramente troppo esigua per andare oltre a questo. Comunque il finale regala più di un sorriso con le sue tante citazioni.

17 NOVEMBRE: tre amici passano la notte nella casa di un celebre scrittore recentemente deceduto. Uno dei tre, il figlio dello scrittore, dopo aver rinvenuto un taccuino con gli appunti del padre scopre di aver ricevuto in eredità ben più di quanto credeva.

Anello debole dell'antologia, 17 novembre offre veramente troppo poco per lasciare il segno e risulta lo spezzone di cui ci si dimentica più facilmente. La regia è onesta ma sostanzialmente priva di spunti, la storia troppo prevedibile, ma è soprattutto la fotografia a non convincere, talmente scura che spesso si fatica a distinguere cosa sta accadendo sullo schermo.

OFFLINE: Pietro sta passando una serata di relax nella propria stanza, quando riceve due messaggi sulla chat: uno è dell'amico Giovani, che sembra voler parlare del più e del meno, l'altro è di Giada, che ha una notizia terribile da dargli.

Nonostante la storia a sfondo paranormale Offline si dimostra chiaramente memore delle stilizzazioni del grande Giallo all'italiana: tagli luministici violenti, un crescendo di tensione scandito da melodie minimali e citazioni argentiane molto efficaci. Anche se l'esigua durata taglia le gambe ad ogni possibilità di approfondimento, forzando le reazioni emotive del protagonista, un plauso va fatto alla capacità di impostare un ritmo sostenuto nonostante la sostanziale assenza di azione (il tutto si svolge in una stanza con poche riprese di altri ambienti).

LA MEDIUM: madre e figlia si fingono medium per sbarcare il lunario, ma i sensi di colpa della giovane si fanno di giorno in giorno più pressanti.

Non si sa bene dove voglia andare a parare questa storia, che più che brividi di terrore trasmette il senso di squallore di certe situazioni di malcostume tipicamente italiane. Sceneggiatura debole ma regia molto capace, soprattutto per il continuo contrasto tra primi piani messi a fuoco e sfondi indistinti, e la scelta esteticamente molto efficace di far emergere dalle tonalità livide dominanti degli elementi cromatici forti basati sulla giustapposizione di rosso e blu.

FIABA DI UN MOSTRO: in un paesino della provincia meridionale un bambino gravemente malato cresce emarginato tra superstizione e violenza.

Questo cortometraggio tenta di rimanere in equilibrio tra due idee piuttosto forti: da una parte la solitudine e le ingiustizie subite dal protagonista, dall'altra l'idea di rendere un antico e apparentemente tranquillo villaggio teatro di fatti oscuri, come violenze di branco e fenomeni paranormali. Purtroppo la bilancia pende sopratutto verso la prima componente, ed è un peccato considerando che la scena finale mostra quante potenzialità aveva la seconda. Comunque la scelta di girare un corto horror quasi totalmente in esterni diurni è un atto di coraggio, e nel complesso si può parlare di una sfida vinta.

URLA IN COLLINA: tre amiche in vacanza viaggiano nella campagna toscana, dopo una notte di divertimento. Quando la loro auto sembra travolgere qualcosa le tre scappano, rifugiandosi in un motel lungo la strada. La notte le obbligherà a fare i conti con le proprie responsabilità.

L'ultimo corto dell'antologia è piuttosto controverso, pur rivelandosi alla fine il più riuscito del lotto. Dopo una prima parte assolutamente sconfortante, dove regia e fotografia sono qualitativamente più prossime a quelle di un porno che di un film vero e proprio, si assiste ad un deciso cambio di passo che rivela qualità decisamente inaspettate negli autori.

Mescolando le atmosfere di Haute Tension di Alexandre Aja con riprese in found footage, Urla in collina è un piccolo bignami che condensa la più classica storia slasher con ottimo ritmo, risultando molto efficace nel continuo cambio di ripresa. Il corto è anche l'unico a presentare elementi splatter ed erotici, cosa che lo rende il più prossimo alla tradizione delle antologie alla Creepshow e anche il più completo da un punto di vista strettamente horror.

Risulta piuttosto evidente che Paranormal Stories deve fare i conti con molti limiti produttivi, oltre che con l'inesperienza degli autori impegnati. Tutt'altro che perfetto, è nondimento un progetto che si sperà abbia un certo successo e magari anche dei seguiti. Sarebbe una manna dal cielo una serie antologica tutta italiana sul modello dei vari V/H/S e ABCs of Death.

 

Tags: Gabriele Albanesi, Fantasmi, Slasher

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