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Surrounded Recensione Film

Surrounded - Recensione Film

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Surrounded - Recensione Film 2.00 of 5 1 Vote.

Nel desolato panorama italico, ove l'horror è relegato nei bui scantinati polverosi, girato con una scarpa e una ciavatta e guardato dai produttori con lo stesso entusiasmo di un cadavere... ecco bucare la coltre nebulosa del sottobosco cinematografico, SURROUNDED.

Esultiamo tutti insieme?

NI.

In un luogo, geograficamente sconosciuto anche a Google, una donna e suo marito vivono in una grande casa, ovviamente sperduta tra le campagne, ovviamente a distanza di sicurezza da tutto ciò che è umano. Insomma, il luogo ideale dove venir presi di mira da qualche pazzoide.

Lei, insegnante, aspetta un figlio ed è nei primi mesi di gestazione.

Lui è un avvocato.

Insieme formano una coppia che sforna una manciata di dialoghi di cui non sentiremo la mancanza, tra l'altro doppiati...lasciamo perdere.

La routine viene spezzata dalla partenza di lui per un viaggio di lavoro.

Lei rimane sola in casa e qui si aprono le danze.

Parte il classico Home Invasion.

Con un villain che ha rubato la maschera ad un negozio di cinesi e che a parte un paio di situazioni non incute nello spettatore il giusto senso di terrore e inquietudine.

I due registi, Laura Girolami e Federico Patrizi, sfornano ogni tipo di inquadratura, che in alcuni casi gioca nettamente a favore della situazione, ma abusando di soggettive non giustificate.

La tensione cerca di crescere, ma si infrange dietro le porte sbattute e le corse della protagonista su e giù per le scale. Fino ad arrivare ad un capolinea che getta le carte in tavola velocemente e senza dare alla storia qualcosa di originale.

Moltissime le citazioni, da Argento a Kubrick, ma confrontarsi con questi maestri nei loro generi è un rischio assai grosso e può accadere, come in questo caso, di ricopiare maldestramente.

Surrounded è un film low-budget e questo si sa pone dei grossi limiti, e comunque girare un film non è qualcosa che decidi di fare nella pausa pranzo... ma è un duro lavoro.

Un plauso quindi và comunque ai due giovani registi per l'impegno e il coraggio di portare avanti qualcosa che in Italia premia poco, ma anche a Gabriele Albanesi che sceglie di produrre e dare man forte a voci emergenti che hanno necessita di essere ascoltate.

Solo un'ultima cosa vorrei però aggiungere, ed è una mia mera considerazione.

Le idee orginali non hanno bisogno di budget o sponsorizzazioni. Le idee originali sbocciano gratis nelle nostre menti... e sanno stupire e stregare anche con un abito sgualcito addosso.

Quindi... più storie da raccontare e meno voli pindarici con le telecamere.

 

Tags: Gabriele Albanesi

 

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