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Splice [2]

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Splice [2] 2.00 of 5 1 Vote.
Clive e Elsa sono una coppia di biochimici che lavorano presso il laboratorio della NERD, una grossa multinazionale farmaceutica. Il loro compito è quello di creare ibridi di varie specie (e Phyla) animali e vegetali dal cui organismo sia possibile isolare, e poi sintetizzare, proteine o enzimi in grado di curare malattie. La prima coppia ibrida, Ginger e Fred, è di un organismo informe, apparentemente pacifico. Il risultato è decisamente strabliante ma quando i due giovani chiedono finanziamenti per il passo successivo, ovvero l'utilizzo di DNA umano, si sentono rispondere negativamente e ricorrono così alla sperimentazione segreta. Ma le cose non vanno come preventivato, come la gestazione iperveloce ed il cambiamento, con il sopraggiungere della pubertà prematura, della creatura Dren.Vincenzo Natali stupì il pubblico con un film diventato ormai un cult come The Cube: Il Cubo, poi seguirono alcuni film anonimi giunti da noi solo per il mercato home video quali Cypher (2002) e Nothing (2003). Con Splice gli viene data la possibilità di ritornare al grande pubblico con una produzione da major ma il risultato, purtroppo, non è all'altezza delle aspettative, colpa, più che della regia, di una sceneggiatura che, come la creatura Dren, è un ibrido tra horror, fantascienza e commedia sentimentale. Ad un mese di distanza dall'uscita di Predators (in Italia) ritroviamo Adrien Brody che passa dalla fitta boscaglia del pianeta dei predatori ad un laboratorio di ingegneria genetica dove si gioca a fare Dio", in compagnia di Sarah Polley, che manca dallo schermo che conta dai tempi de L'alba dei morti viventi di Zack Snyder. Sono diversi gli argomenti di discussione e riflessione che Splice (termine che deriva da "Splicing" ovvero la creazione di nuovi organismi ibridi dalla manipolazione del DNA) propone al pubblico, ma quello più importante, ovvero:"Qual è il limite etico fino a cui può spingersi l'uomo?", qui è solo sfiorato.Clive ed Elsa non ci pensano due volte a sperimentare lo splicing ibridando anche il dna umano, sebbene con fini decisamente nobili, quale la cura delle malattie più rognose attraverso una proteina che gli organismi di questi ibridi sono in grado di secernere. Ma, come già Jeff Goldblum spiegò in Jurassik Park, non si può confinare la natura, non la si può imbrigliare, costringerla in uno spazio chiuso o limitarla, perché essa si ribella e cerca sempre una via di fuga. Ed è quello che accadrà prima con la coppia ibrida Ginger e Fred e poi con Dren. Nonostante un inizio decisamente interessante che culmina con il parto prematuro di Dren (con diversi richiami ad Alien) il film comincia a calare da un punto di vista di sceneggiatura. Vediamo Dren crescere (ad una velocità molto superiore a quella dell'uomo, tanto che in poche settimane raggiunge la pubertà) e i suoi genitori adottivi istruirla, proteggerla, amarla; ma quello che dovremmo attenderci da due scienziati, ovvero che studino, da un punto di vista biologico e fisiologico, questa nuova specie, viene confinato per lasciare spazio al sentimentalismo, che passa dall'affetto per Dren-bambina al rapporto amore/odio per Dren-adolescente, che sfocia poi in una sorta di complicato triangolo amoroso con tutte le conseguenze negative del caso.Il tutto per giungere poi ad un finale banale, scontato e biologicamente errato (bastava andare a leggersi la definizione di "specie"). In conclusione definirei Splice un'occasione persa. L'idea di partenza di creare una nuova vita attraverso la manipolazione gentica è certamente buona, ma invece di rimanere su un livello horror/fantascientifico, la sceneggiatura tende a scadere nel genere melodrammatico. Nessuno vietava al regista di impostare il resto del film su Dren e l'afflizione per una creatura ibrida che deve vivere isolata, la sua solitudine per essere unica del suo genere (e quindi senza compagno) ed il suo continuo mutamento, fisico e mentale; ma lo sviluppo della trama non riesce andare al di là di tematiche banali quali la passione, l'attrazione e la gelosia."

 

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