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Sharknado

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Sharknado 1.00 of 5 1 Vote.

Ma che cazzo, sei su una barca in mezzo al mare in pieno tornado circondata da squali, sei un giapponese in giacca e cravatta che non sa nulla della vita marinara e tu, pretendi di prenderti soldi e nave dalla versione incazzosa di Capitan Findus? Ma dove vuoi andare!!!!

Questo il commento della mia ragazza a neanche 5 minuti dall'inizio di Sharknado, la nuova memorabile perla cinematografica sfornata dalla Asylum.

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Se frequentata le pagine di questo portale conoscete già l'apporto dato alla settima arte da questa strepitosa casa di produzione, se invece per qualche strano caso non avete mai sentito parlare prima della Asylum, sappiate che, tranne rare eccezioni, è sinonimo di trash, con la T maiuscola. E con Sharknado abbiamo toccato il fondo, o la vetta, dipende ovviamente dai punti di vista. Il tornando dei minuti iniziali del film, infatti, ha preso dal mare quest'enorme branco di squali, stiamo parlando di centinaia di squali di ogni tipo e dimensione, e li sta portando con sè a Los Angeles, per poi scaraventarli su ogni cosa possibile e immaginabile. I cari pesci cartilaginei predatori, non toccheranno il suolo già morti o sfracellati, anzi, saranno più in forma e più affamati che mai.

Sì, avete letto bene, non sono sotto effetto di sostanze più o meno legali (anche se non potrei giurare sugli sceneggiatori e sul regista della pellicola) ma questo è proprio il contesto in cui il nostro protagonista Fin Pinna Shepard, surfista nonchè proprietario di un bar, un redivivo Ian Ziering (proprio lui, Steve di Beverly Hills 90210, la serie cult degli anni 90 con cui ogni adolescente dell'epoca ha dovuto, in un modo o nell'altro, confrontarsi) intraprende un viaggio per portare in salvo la sua famiglia dalla furia dello squalo-tornado.

Sharknado

Se riuscirete ad arrivare alla fine del film, avrete le pupille che gronderanno sangue e vi scambieranno per l'ennesimo segno premonitore dell'apocalisse. Se siete invece fan del trash, avrete gli occhi a cuoricino e sarete spinti da un irrefrenabile impulso di prendere il primo volo per gli USA e stringere la mano a tutti i protagonisti di questo capolavoro.Se volete cimentarvi nell'impresa della visione di Sharknado, un consiglio da amico: mettete il vostro cervello, le vostre conoscenze della fisica e della realtà al sicuro in un cassetto e godetevi il film, o meglio, assistete a tutto quello che assolutamente un film non deve essere.Anthony C. Ferrante (già regista di Boo, Morire di Paura) traduce in immagini un altro parto della fervida mente di Thunder Levin, sciagurato scrittore di nientepopò di meno che Atlantic Rim e American Battleship, per citare alcune sue perle, e ci porta per mano nell'allucinato e allucinante (per lo spettatore) viaggio di Fin alla ricerca dei vari pezzi della sua famiglia, assieme a compagni di viaggio sui generis e in preda ad una evidente sindrome da crocerossina.Il film, un'accozzaglia di situazioni senza senso, rende omaggio ai classici disaster movie, con tanto di ruota panoramica rotolante in un crescendo sempre maggiore di situazioni ai limiti del ridicolo fino all'apoteosi del trash nei momenti finali della pellicola.

SharknadoLa caratterizzazione dei personaggi è spessa come la carta velina e la recitazione non è da meno, con una Tara Reid sempre più siliconata e dalla faccia imbolsita che mostra evidenti tutti i segni delle sregolatezze della sua vita. I dialoghi sono semplicemente ridicoli; il montaggio e l'illuminazione sono puro spettacolo: la stessa scena, nello stesso momento ma da un'angolazione differente ha una luce completamente diversa a seconda dell'inquadratura.

E gli squali? Vi starete chiedendo ... Prima di parlare di loro dobbiamo fare un ringraziamento di cuore al reparto effetti speciali. Va bene che il budget era ridotto ed era un film per la tv (il canale SyFy ci ha da sempre abituato a pellicole a basso costo) ma mio cugino col Paint avrebbe saputo fare molto meglio. Auto ricostruite in 3D, elicotteri che si avvicinano ad una tromba d'aria senza sentire la minima vibrazione, strade asciutte quando dovrebbero essere piene di pozzanghere ... e poi gli squali ... finti come una banconota da due Euro.

I nostri amati pescecani li vedi tuffarsi a pesce sulle ignare case e piscine, infrangere vetrine, nuotare per le strade allagate, arrampicarsi alla corda e prendere al volo le vittime come cani provetti, non si può certamente dire che non abbiano reso a pieno il senso del termine pesce-cane (sì lo so la battuta è pessima, ma abbiate pietà, il mio cervello è ancora in terapia dalla visione di questo film).

Sharknado

Gli squali fanno voli apocalittici senza presentare ferita alcuna, lasciano le impronte nella Walk of fame e si muovono perfettamente coordinati fra loro sui grattacieli (campioni di nuoto sincronizzato o palese uso del copia e incolla? La domanda mi attanaglia ancora)Il tutto poi raggiunge il tripudio nel finale di pellicola, su cui manterrò il più religioso silenzio per non rovinarvi dei puri momenti epici...

Personalmente Sharknado si contende la palma di miglior/peggior film trash in un testa a testa con l'italianissimo L'Uomo lupo contro la Camorra e se pensate di essere ormai al sicuro, ricordate che al peggio non c'è mai fine e che sono state annunciate già le pellicole sugli squali fantasma e il tanto atteso Sharknado 2: non guarderete mai più un temporale con gli stessi occhi."

 

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