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La Casa (Remake) [4]

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
La Casa (Remake) [4] 4.00 of 5 1 Vote.

C'è qualcuno che trova non azzeccata l'aggressiva e adrenalinica cover di Louie Louie dei Black Flag? Si può partire da questa domanda per analizzare questo Evil Dead versione 2013, remake del cult horror di Sam Raimi di trentadue anni fa.

Erano decenni che il regista del Michigan continuava a parlare di volere realizzare un Evil Dead 4 oppure un remake della sua celebre pellicola. Passavano gli anni e tra ragni (Spider Man), streghe (Drag Me To Hell) e maghi (OZ the Great and Powerful) pareva che questo fantomatico quarto capitolo della saga fosse destinato a rimanere solamente un sogno dei fan della serie. Poi nel 2011 arriva la sorpresa: Fede Alvarez, classe 1978, autore del corto Ataque de Pánico! (che ha spopolato su YouTube) viene assoldato da Raimi per dare nuova vita al suo piccolo capolavoro.

Le premesse c'erano tutte: al timone Raimi con Bruce Campbell (l'attore dei primi tre capitoli) e Robert Tapert, vale a dire il team che realizzò La Casa (il titolo italiano con il quale The Evil Dead venne distribuito nelle nostre sale nel lontano 1984), insieme ad un giovane regista qui al suo debutto (parallelismo con il giovane Raimi che debuttò alla regia, allora ventunenne, proprio con La Casa). Quali sono i risultati? Ottimi, superiori alle più rosee aspettative. Come prima cosa ci sono da ricordare due cose: la pellicola originale portò lo splatter alle masse, davanti agli occhi di ragazzini sparsi ad ogni angolo del globo, sopratutto durante le sue proiezioni all'interno del circuito dei midnight movies.

Come seconda cosa è bene non confondere Evil Dead 2 (demenziale Hellzappopin' dell'horror in grado di far ridere di gusto per le geniali trovate del duo Raimi/Campbell) con The Evil Dead, film cupo e, a tratti, terrorizzante. E splatter oltre ogni limite. Ricordo ancora quando Ghezzi decise di trasmetterlo su Rai Tre a metà degli anni novanta, in versione integrale e in prima serata, e tutte le relative polemiche sui giornali del giorno dopo. Grande Ghezzi! Senza entrare troppo nel dettaglio, il film dura novanta minuti e star qui a riportare tutte le citazioni che abbondano in tutta la sua durata non avrebbe senso, questo nuovo Evil Dead parte del presupposto che non stiamo guardando un remake o il più classico dei reboot, bensi' un proseguimento dei fatti narrati nella trilogia originale.

Il punto era: dopo The Cabin in the Woods, dove venivano smembrati, fatti a pezzi, tutti i meccanismi dell'horror degli ultimi trent'anni (non l'avete visto? Rimediate subito!), un film come Evil Dead, nel 2013, avrebbe ancora funzionato? La risposta è si, certo che si!Alvarez, rimanendo basilarmente fedele all'originale (delineando però maggiormente il passato dei protagonisti), complice della collaborazione di diversi buoni attori e di una grandissima interpretazione della giovane Jane Levy, confeziona un perfetto ritratto di quello che dovrebbe essere un film horror nel 2013.

Non ci sono tette o culi, non ci sono ammiccanti rock song (l'unica concessione ad un certo immaginario è data da una t-shirt degli storici MC5, complice probabilmente l'aiuto nella stesura della sceneggiatura da parte di Diablo Cody chiamata, si mormora, per "americanizzare" la trama), non ci sono battute gratuite. In certi momenti si sorride, questo è vero, ma per via di alcune scene portate all'eccesso (e non è un male se si parla di Evil Dead) e per continui riferimenti all'originale (pensate, piccolo spoiler, viene addirittura filmata una celebre foto usata solo per alcuni poster del 1981 che Raimi non aveva mai nemmeno girato all'epoca). Alvarez, spingendo il pedale sull'acceleratore al massimo, accantonando quel festoso splatter caro al cult degli anni ottanta e sostituendolo con scene gore e disgustose per la gioia assoluta di tutti i fan della serie, confeziona una versione riveduta e aggiornata di uno dei pilastri del cinema horror delle ultime tre decadi.

Facendo centro.

Non preoccupatevi, ci sono tutte le cose che state cercando: motoseghe, rami di alberi, orologi, cantine, il male che svolazza tra i boschi, il libro dei morti (non chiamato Necronomicon, come nell'originale, per problemi di copyright), arti amputati, pale, fucili; insomma c'è proprio tutto!Il classico di Raimi è entrato prepotentemente tra gli horror più importanti di sempre così come Louie Louie, scritta nel 1955 da Richard Berry, è un pezzo che ha fatto la storia del rock n'roll. Su questo non si discute. Con tutto il rispetto parlando, non mi verrete certo a dire che la versione di Louie Louie dei Black Flag valga meno di quella originale, vero? Groovy!

 

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