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Black Dynamite

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Black Dynamite 4.00 of 5 1 Vote.

Black Dynamite (Michael Jai White) è un afroamericano esperto di Kung Fu ed ex agente della CIA, che dopo l'assassinio di suo fratello minore Jimmy da parte di una gang di spacciatori, decide di farsi giustizia da solo.

Una volta riarruolato dalla CIA che gli restituisce la sua “licenza di uccidere”, Black Dynamite inizia la sua lunga vendetta, ripulendo le strade del suo quartiere dove la mala gestisce i bordelli e spaccia eroina ai bambini dell'orfanotrofio. Questa caccia all'assassino lo porterà a scoprire, rissa dopo rissa, che anche suo fratello faceva parte della CIA e che dietro la sua morte non c'è una semplice storia di droga, ma un gigantesco complotto gestito da sfere decisamente in alto a discapito degli afroamericani.

Ambientato nel 1970 (ma girato nel 2009), Black Dynamite è uno dei film più “fottutamente Funky” che io abbia mai visto. Girato in 20 giorni su Super 16 e successivamente riversato in digitale, è una delle tante perle d'oltreoceano mai distribuite in Italia.

Il regista, Scott Sanders, ci propone una parodia della Blaxploitation americana talmente precisa da rendere questa pellicola un film di genere, più che una semplice parodia.

black-dynamite

Ogni dettaglio (regia, fotografia, sceneggiatura, cast, costumi, musiche, trama) è curato a tal punto da risultare perfetto nel riprodurre (esasperandola) l'atmosfera che si respirava nei Blaxploitation anni '70. I tempi della narrazione sono velocissimi, la trama diventa via via sempre più delirante, la macchina da presa non sta ferma un attimo, c'è una parolaccia ogni 5 minuti ed il personaggio di Black Dynamite rasenta la perfezione nel suo machismo da ghetto. La colonna sonora che accompagna il film vi farà venire voglia di avere anche voi una sigla tutta vostra che risuoni ogni volta che entrate in una stanza o quando fate qualcosa di particolarmente epico (“Ddyynaamiitteee! Dyynaamiiteee!”).

All'interno della pellicola sono presenti tutte le regole del genere: combattimenti, sparatorie, droga, capelli afro, kung fu, complotti, sbirri e politici corrotti, donne nude ed eroi super machi. Ovviamente tutti i personaggi principali sono di colore e i pochi bianchi presenti sono brutti e cattivi. Volutamente ironico, il film riesce comunque ad essere talmente credibile che a tratti ci si chiede se si stia guardando una parodia o un vero film degli anni '70, questo finché non ci si avvicina al finale dove la trama diventa talmente demenziale che l'intento parodistico diventa palese. La recitazione abbastanza limitata, i dialoghi stereotipati, gli effetti speciali un po' scarsi (ma non troppo), il forte contrasto di colore ottenuto grazie alla Super 16, i vestiti improbabili e i continui zoom e fuori fuoco della camera sono così squisitamente fuori dal tempo (e direi anche abbastanza “trash”) da rendere il tutto bellissimo.

Nel complesso il film è perfettamente riuscito in tutti i suoi 84 minuti, nei quali intrattiene il pubblico senza dargli un attimo di tregua tra risse, sparatorie e colpi di scena. Soprattutto la pellicola riesce a far ridere e divertire grazie alla precisione con cui sono gestiti e amalgamati i dettagli di ogni parte che la compongono (si ride per la trama, per i personaggi improbabili, per le battute, per qualche gag, per la colonna sonora, per tutto insomma).

A fine visione ci si può sentire un po' disorientati, ma sicuramente molto Funky.

A voi il trailer originale, uscito prima che iniziasse la produzione del film con lo scopo di trovare i soldi per finanziarlo. Nel trailer sono presenti scene di altri film classici della Blaxploitation, ed è stato girato in 8mm con un budget di circa 500$.

Questo invece è il trailer ufficiale, uscito una volta finita la produzione del film.



Foxy Brown Film Poster Pam GrierDue parole sulla Blaxploitation per chi avesse le idee poco chiare.

La Blaxploitation è uno dei tanti sottogeneri della Exploitation americana (in due parole: i film che giravano nelle Grindhouse negli anni '60 e '70). Nacque nei primi anni '70 a ha come target il pubblico afroamericano, pubblico che emerse in quegli anni dimostrandosi molto redditizio per le case cinematografiche. Le tematiche di questi film sono praticamente le stesse delle pellicole di Exploitation in generale (violenza, sesso, eccessi) ciò che caratterizza questo sottogenere è la particolarità di avere come protagonisti indiscussi uomini e donne di colore.

Inoltre questi furono i primi film ad avere colonne sonore di musica Soul o Funk.

 

 

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