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Mud Lounges - Salotti di Fango (Cortometraggio)

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Mud Lounges - Salotti di Fango (Cortometraggio) 3.00 of 5 1 Vote.
Seconda Guerra Mondiale. Due soldati, Pasquale e Salvatore, si ritrovano in trincea. Durante un momento di calma i due si confessano riflessioni intime. Dal dialogo emerge il confronto tra un artista e un padre di famiglia ... Ispirato ad una storia realmente accaduta, Mud Lounges è un interessante cortometraggio dall'insolita ambientazione diretto da Fabio Cento. Lavoro autoprodotto, frutto della sceneggiatura a quattro mani dello stesso Cento con l'artista valdostano Manuel Riccardi, il corto rappresenta il viaggio introspettivo nell'Io recondito di un giovane soldato-pittore, un elegante tentativo di riflessione sul ruolo dell'arte e dell'artista dal punto di vista politico, sociale ed esistenziale.La narrazione si articola su due piani distinti: da un lato il punto di vista individuale, la voce-off del protagonista che malickianamente cerca di intrecciare un dialogo intimo con lo spettatore, dall'altro la vita in trincea, il confronto tra due personalità diverse, eppure così prossime. Questo intrigante parallelismo narrativo viene gestito registicamente da Cento imbastendo un'alternanza di inquiete soggettive miste a carrelli e inquadrature dal taglio diverso, mentre la scansione ritmica del racconto è affidata a dissolvenze in nero.Il territorio esplorato dal regista non è l'horror, bensì quello del dramma interiore. La paura non è infatti innescata dalla minacciosa presenza del boogeyman di turno, ma dall'angosciosa condizione di chi si trova quotidianamente e costantemente in bilico tra la vita e la morte.Belle e davvero suggestive alcune immagini di questo Mud Lounges: in particolare, le mani insanguinate che pescano nel fango all'inizio e il ritratto della bambina ai piedi del cadavere di Salvatore. Buone anche le musiche di Raffaele D'Anello e gli effetti sonori. Meno riuscita è invece la prova attorica nel suo complesso. La recitazione risulta un po' troppo accademica e un tantino impostata. Tra le pecche va sicuramente sottolineata l'eccessiva letterarietà del testo e dei dialoghi, unita alla spasmodica volontà di comprimere tanti spunti di natura eterogenea in soli 15 minuti. Valga per tutti, come esempio, la dimensione simbolica della degenza ospedaliera di Pasquale d'ascendenza sacro-spirituale.In conclusione, un buon corto. Forte più di pregi che di difetti."

 

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