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Guilty of Romance

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Non avrei mai dovuto imparare le parole', l'amore parla il linguaggio non-verbale del corpo.
Poichè per Sono Sion l'amore è tutto e amare significa agire, egli ha scelto di raccontare romance stories attraverso il cinema: sul set non si grida forse Action! prima di ogni take?Da questo punto di vista, non stupisce che l'artista prediletto del regista giapponese sia Jackson Pollock, la cui action painting tentò di riaffermare il primato del corpo sulla mente, della materia sull'idea, del gesto sulla riflessione. Aldilà delle apparenze non-figurative, infatti, nelle opere del pittore americano non ci sono né astrazione né concettualismo, c'è solo la referenzialità nuda e cruda della mano che ha fatto colare vernice sulla tela, pura performance.Similmente, Sono può essere considerato un pornografo perchè nei suoi ultimi film si fa l'amore nel senso che si scopa senza tanti giri di parole, si attraversa continuamente quello che Seijun Suzuki chiamò il cancello di carne in direzione contraria rispetto a quella che imboccammo per venire al mondo: come insegna l'immenso Love Exposure (2008), chi ama espone il proprio corpo a radiazioni misteriose e letali, si consegna all'Altro nella petite morte dell'orgasmo e nel grande sonno della morte tout court.
Anche in Guilty of Romance, quindi, l'amore non può che essere un suicidio.Il titolo può però risultare fuorviante per l'occidente cristiano in generale e per noi italiani in particolare. Nell'accoppiare colpa e amore, esso ci fa immediatamente pensare al melodramma. Niente di più sbagliato: con Guilty of Romance non ci troviamo di fronte a un racconto di peccato sessuale ed espiazione religiosa, cioè di come la puttana diventò una santa; Sono si preoccupa piuttosto di mettere in scena come la santa diventò una puttana. Dalle stelle alle stalle, anzichè dalle stalle alle stelle, ma attenzione, non si tratta affatto di un'involuzione: il paradosso dell'amore per il cineasta sta proprio nel fatto che ti trascina all'inferno e, per qualche strana ragione, lo fa sembrare il paradiso.Il pornografo giapponese è così anche l'ultimo dei romantici, o forse solo un adolescente emo di cinquant'anni. In ogni caso, Sion-san è senza dubbio uno dei pochi registi viventi in grado di portare sullo schermo le emozioni umane in modo diretto, brutale e allo stesso tempo complesso."

 

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