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Inside (À l'intérieur)

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Inside (À l'intérieur) 4.00 of 5 1 Vote.
Letteralmente un film per stomaci forti questa sanguinolenta prova cinematografica d'oltralpe diretta a quattro mani da Alexandre Bustillo e Julien Maury. In questi ultimi anni, la violenza e l'ultra gore a velocità impazzite puntano decisamente a scioccare lo spettatore con donne malmenate brutalmente, sangue, feci e frattaglie miste, senza fermarsi di fronte a nulla. A L'intèrieur ne è la summa atroce con estremi visivi a tratti insostenibili, basato su una trama quasi pretestuosa, girato con inquadrature frenetiche e momenti quasi grotteschi, citazioni ai recenti scontri nelle baileu parigine (in questo caso la protagonista Alysson Paradis è una fotografa che deve fare un servizio sulle contestazioni) e splatter a profusione.L'inizio è già un biglietto da visita potentissimo, con un incidente stradale appena conclusosi in cui il ragazzo di Sarah è già morto e lei appare in uno stato di evidente confusione. Sarah inoltre è incinta e alcune scene ci mostrano chiaramente come se la passa il feto all'interno (ma attenzione al colpo di scena finale). Quattro mesi dopo la ragazza è guarita dalle ferite esterne ma non da quelle interiori, è sempre silenziosa e rifiuta l'assistenza di amici e parenti nonchè gli inviti a passare la notte di Natale in compagnia. Ma la sera della vigilia, una donna (Bèatrice Dalle) bussa alla sua porta: Sarah non apre e questa misteriosa visitatrice dimostra di conoscere tutto di lei. E' l'inizio di un vero e proprio incubo psicopatico a colpi di forbicione giganti, spilli da uncinetto conficcati in gola, facce asportate a colpi di pistola e altre amenità che inducono a storcere la bocca dal disgusto. Il fatto poi che tutto succede a una donna incinta amplifica la tensione generale e dona al film un ritmo forsennato che lascia senza fiato, indicando, nel marasma generale, un unico e disperato messaggio ad una società iperbrutale da cui non si può più stare al sicuro, nemmeno nel caldo ventre materno.Nonostante il finale risulti a tratti un pò weirdo, il film lascia veramente il segno e ci fa completamente scordare che viene prodotto da un paese comunemente associato alla raffinatezza e al buon gusto. I tempi cambiano anche per il cinema e quello francese non smette mai di stupirci, in questo caso però inizia anche a disgustarci visivamente con picchi efferati che ricordano la nostra produzione di fine anni'70 e primi anni'80, quando a menare le forbici negli stomaci erano Dario Argento e Lucio Fulci."

 

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