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Cold Prey

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Cold Prey 3.00 of 5 1 Vote.
Cold Prey è un film che avete già visto molte volte. Magari non in questa sua specifica incarnazione norvegese, ma comunque la sua visione sarà accompagnata da un forte senso di familiarità e da una lucida consapevolezza degli sviluppi della trama.Gli elementi che compongono Cold Prey sono pochi: un gruppo di giovani in vacanza, un imprevisto che li costringe a cercare riparo in un hotel di kubrickiana memoria e un serial killer implacabile e silenzioso. Il tutto già ampiamente visto certo, ma qui riproposto giocando a carte scoperte: i debiti intellettuali sono espliciti e non mascherati furbescamente da revival.
Piuttosto si vuole attingere alla memoria collettiva dello slasher per ritornare all'archetipo e coprirlo di tinte nordiche, cosa quest'ultima che ha il merito di sfuggire a più di uno stereotipo hollywoodiano e di utilizzare una non ancora abusata estetica norvegese.Il risultato è un raro caso di riciclo lucido e consapevole di idee, qualità che lo fa emergere dalla marea di slasher prodotti negli ultimi tre decenni e che gli ha fatto meritare molte lodi in rete, arrivando addirittura ad essere definito lo slasher perfetto.
In effetti Cold Prey è privo di tutte quelle ingenuità e sbavature che affliggono molto spesso questo genere, e questo perché il regista ha saputo sapientemente fare tesoro di una lunghissima tradizione di variazioni sullo stesso tema per evitare errori che si sono tramandati spesso di tributo in remake.Ma parte del fascino di Cold Prey risiede anche nel suo apparire così sinceramente fuori tempo massimo, quasi naif nella sua violenza lasciata in gran parte all'immaginazione e completamente all'oscuro delle efferatezze torture-porn che caratterizzano l'horror odierno.In fin dei conti Cold Prey è anche una brillante metafora sul cinema del terrore: dentro l'hotel in cui si compie la carneficina tutto è rimasto invariato per tre decenni, e non solo la musica la si ascolta ancora in cassette, ma anche il modus operandi del serial killer di turno è vintage. Quindi niente torture e smembramenti in favore di camera, i colpi vengono inferti con l'immaginazione, e il dolore della vittima agonizzante va gustato mentre le si offre l'illusione della salvezza, proprio come facevano un tempo Jason e Michael.Gli originali degli anni ottanta ovviamente."

 

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