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Nekromantik

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Nekromantik 4.00 of 5 1 Vote.
Nessun regista sa parlare bene della morte quanto Buttgereit. Il tedesco è il regista che, forse più di ogni altro, va a fondo nello scavare il concetto, il significato ma, soprattutto, il valore" della morte. perché è di questo che parla Nekromantik, di morte. Solo ed esclusivamente di questo.La morte non è un premio, una punizione, un tormento, o qualsiasi altra cosa, la morte è l'unico modo possibile per essere, la sola via consentita. La soluzione. L'unica soluzione.Rob lavora per un'azienda che raccoglie dalla strada i cadaveri degli incidenti stradali. Condivide con la ragazza l'insana "passione" per la conservazione di organi e arti umani. Il loro "collezionismo" subirà la svolta decisiva quando il ragazzo porterà a casa un cadavere completo. Quando la ragazza lo lascerà e si porterà dietro anche il cadavere, la vita di Rob sarà irremediabilmente compromessa.Poesia morbosa che trasuda paranoia da tutti i pori: Nekromantik.Nekromantik è un continuo tributo alla morte. Una morte che non è solo, come potrebbe sembrare ad un primo approccio alla filmografia del tedesco, una risposta alla sofferenza e all'insensatezza della vita. La morte non è una via di fuga, una scappatoia (o meglio, non è solo quello). La morte è un'entità benefica, salvifica, qualcosa da amare.Essere morti equivale a stare bene.La necrofilia è un argomento che pochi artisti hanno toccato e Buttgereit lo fa con gran classe. Per quanto abbastanza disgustose e pesanti, tutte le scene di Nekromatik non risultano mai né sgradevoli (nel senso di fatte male) né gratuite. Nekromantik è un prodotto dell'underground, fatto con pochi spiccioli, ma con tanta passione. La recitazione, in linea con l'amatorialità del tutto, è di livello abbastanza mediocre ma non è un difetto che si fa notare più di tanto.Gli effetti speciali sono discreti (a parte quelli della scena finale che risultano un po' troppo posticci). Nekromantik è un prodotto estremo, non tanto per la messa in scena, ma per lo spirito "estremista" che lo anima. Un inno così puro alla morte non lo ricordo su pellicola, tantomeno in altri ambiti.Buttgereit è un regista, tecnicamente parlando, non certo eccelso, ma i suoi film sono tutti estremamente sinceri e sentiti. Film, proprio come questo Nekromantik, che non hanno paura dire quello che vogliono dire, e lo fanno con la massima naturalezza.Un applauso a questo simbolo del cinema indipendente, a questa morbosa poesia su celluloide."

 

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