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Rec

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Rec 4.00 of 5 1 Vote.
Balaguerò sin dal suo primo film colpisce lo spettatore col suo modo di girare: grandi sono le sue fotografie, grandi i momenti di suspence. Le scene, le inquadrature, le luci, tutto sembra perfetto nelle sue opere, a partire da Nameless, per passare a Darkness, per finire con Fragile. Ma con REC la musica cambia. L'operazione è Michelangiolesca, se qualcuno mi passa il termine. Il film è tutto un downgrading" del suo stile di regia: telecamera a spalla, fin troppo direbbe qualcuno, difficile non avere giramenti di testa. Apparentemente è tutto girato come se fosse un dilettante alla macchina da presa. Chiunque di noi avrebbe filmato così, questo è il punto.E tutto è così apparentemente improvvisato e tutto è così perfetto. Debitore indiscutibile del precursore The Blair Witch Project, a sua volta debitore del grandissimo Cannibal Holocaust. Il plot racconta di Angela, una giornalista Catalana, che vuole filmare quello che succede di notte in una caserma di vigili del fuoco: è in cerca di scoop, di emozioni, qualcosa che scuota i suoi telespettatori e per questo ha il consenso dei pompieri per poterli seguire nelle loro emergenze. E' lei che parla e racconta, seguita sempre dal suo cameraman, che la filma in presa diretta, facendoci vivere in prima persona quello che avviene. E dopo una notte in cui apparentemente non ci sono emergenze ecco suonare l'allarme. Si parte con i pompieri incontro ad un destino che cambierà per sempre la sua vita perchè qualcosa va storto.Qualcosa di inquietante come mai avevo visto prima su pellicola, raccontato in maniera magistrale, facendoti vivere finalmente ciò che accade da dietro la telecamera. Non sei più lo spettatore del film, ma sei lì, dentro al racconto, sei parte di esso. Credo che REC potrebbe infrangere la barriera dei generi ed essere pietra miliare di un nuovo modo di fare film. E sono perfette le scene, girate quasi tutte nel vano scale del palazzo, in spazi claustrofobici ed angusti che ti fanno vivere lo spazio dei personaggi. Ho cronometrato: ci sono sequenze di 3/4 minuti in presa continua, senza giunte, come solo il grande maestro Alfred Hitchcock sapeva fare. Spezzoni girati tantissime volte per non avere il montaggio che inevitabilmente ci fa un po' uscire dalla scena alla quale il regista ci vuol far partecipare in prima persona, obtorto collo, che lo vogliamo o no. E anche quando la pellicola richiede del montaggio di due o tre pezzi, viene fatto in modo perfetto, sfruttando l'effetto vibrazione che possiamo avere urtando conto un muro, uno spigolo, un tavolino, in modo da sembrare sempre girate tutte assieme.Che dire :Grazie. Ne avevamo bisogno."

 

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