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Stoic

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Stoic 4.00 of 5 1 Vote.
Stoic è un film di Uwe Boll. Qui molti già avranno smesso di leggere.Stoic è un film di Uwe Boll ambientato tutto in una piccola cella. Qui, quei pochi che avranno resistito alla prima notizia, spegneranno il monitor.Perchè Uwe Boll, in effetti, ha girato film abominevoli, ha rovinato bellissimi videogiochi (vedi Alone in the Dark) che una trasposizione così non se la meritavano proprio.Però, Uwe Boll, in questo caso, ha fatto un buon film, a mio parere un piccolo capolavoro (tra le altre cose aveva già girato altri titoli sfiziosi tipo Postal).Stoic è la storia di quattro carcerati. O meglio, è la storia di una partita a poker di quattro carcerati. I personaggi non ci vengono presentati, fino alla fine non sappiamo nemmeno perchè sono in prigione, non sappiamo se ci troviamo di fronte a dei killer, dei ladri, degli scassinatori di macchine. Ci sono solo questi quattro ragazzi che giocano a carte e fanno una stupida scommessa (chi perderà sarà costretto a mangiare un tubetto di dentifricio) per occupare il tempo. Però il film è iniziato con un suicidio: uno dei quattro si è appeso con un lenzuolo a delle sbarre e si è ucciso.Sfido la mente più contorta a trovare un collegamento tra una partita a poker (una partita a poker dove ci si gioca delle semplici sigarette e non dei soldi) e un suicidio. Eppure, per quanto strano possa sembrare, quella stupida partitella è l'antefatto di questa tragica circostanza. La vicenda è intervallata dalle deposizioni dei tre carcerati sopravvisuti che sono sospettati di istigazione al suicidio e che raccontano la vicenda a degli ipotetici ispettori o poliziotti che mai ci vengono mostrati. Io ho visto film molto duri, violenti fino al parossismo, ma Stoic ha una violenza talmente sottile e profonda da far traballare anche il fan più accanito di August Underground.Cosa abbia spinto questo ragazzo a suicidarsi è abbastanza chiaro fin dalle prime battute (il finale porta con sè un piccolo colpo di scena, ma niente di particolarmente inaspettato o scioccante), il come ci sia arrivato è uno dei viaggi più sporchi e tristi nell'animo umano. I visi dei tre ragazzi, le loro espressioni, le loro lacrime, le loro parole. Tutto quello che fanno e dicono è talmente sordido, talmente lurido da instillarci dentro l'odio più profondo verso di loro, eppure le cose sono andate, è triste dirlo, nell'unico modo possibile in cui sarebbero potute andare. Si odia la persona che pochi attimi prima ci aveva convinti della sua buona fede, si prova compassione per l'essere che solo poche scene prima aveva compiuto degli atti abominevoli. L'intero film è un continuo entrare in empatia e subitamente uscirne con i diversi personaggi, si parli della vittima o dei carnefici. Alla fine ce lo si dimentica quasi che tutto quello che si sta vedendo è partito da una innocente partitella a poker. La situazione si evolve nel modo più crudele, più insensato, eppure nell'unico modo possibile nel quale un essere umano, tra le altre cose un essere umano rinchiuso in una scatola, avrebbe potuto farla evolvere.La crudezza del racconto è tremenda, si rischierà più volte di stoppare il film per prendersi una pausa da una così grande crudeltà.Il finale, con le scritte delle pene che verranno aggiunte ai tre ragazzi, è l'ennesimo pugno in faccia, con l'affermazione dell'insensatezza e della crudeltà umana anche nella cosiddetta giustizia. Il film è girato magnificamente, la telecamera sa dove muoversi, il senso di claustrofobia della cella è reso alla perfezione. Ma la cosa migliore di questo film sono le prove degli attori. La vittima è quella meno convincente, gli altri tre sono allo stato dell'arte. La scritta iniziale, che ci informa che stiamo per vedere un film ispirato a fatti veri è, forse, l'unica cosa stonata dell'intera pellicola. Sapere che questi avvenimenti sono successi sul serio non li rende più difficili da vedere e da giudicare. Le semplici immagini, la semplice finzione filmica" basta e avanza.Quindi, in definitiva, un gran film, girato da un regista odiato che, però, mostra, senza alcun dubbio, le sue effettive, innegabili, oggettive capacità. Stoic è un film che vi resterà dentro per qualche giorno, a menare pugni nel vostro stomaco; è un un film duro come pochi, bastardo fino al midollo, di una cattiveria così profonda da starci male sul serio.Date un'altra possibilità a questo così disprezzato pugile tedesco e lui vi porterà nei meandri di una pellicola che difficilmente vi lascerà indifferenti."

 

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